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comunicato stampa

D'Anna: "Pincio, i reperti si coprono le vergogne no"

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Il Pincio di Fano è sicuramente un luogo, che più di altri, rappresenta al meglio e il meglio della città di Fano. Le sue origini, la sua storia, la sua bellezza. Le ultime scoperte, unite al resto del contesto, lo testimonianiano.

Il recente restauro della zona, nonostante i disagi sofferti specialmente dagli operatori commerciali, è sicuramente un intervento non solo apprezzabile ma doveroso. Comprensibile anche la scelta di non lasciare scoperti, per il momento, gl ultimi ritrovamenti.Non è facile infatti su due piedi trovare una soluzione che consenta da una parte la vista dei repeti dall'altra l'accessibilità della zona. Rimane però un problema irrisolto da decenni. Problema che oggi dopo il recupero dell'area del Pincio è ancora più evidente: il vecchio edificio che ospitava una storica macelleria di Fano. Se la scritta della macelleria, è finita su un libro che ha raccolto le insegne storiche d'Italia, l'edificio nel suo complesso è un vero e proprio monumento all'incuria e al degrado che si trascina da troppo tempo.

Non è più tollerabile. Oggi esistono leggi, che permettono alle amministrazioni comunali di emettere delle ordinanze contro il degrado urbano. Allo stesso tempo nulla vieta alle amministrazioni comunali di prevedere "soluzioni" per il recupero di edifici che insistono in zone di prestigio delle città. Se sul turismo si vuole puntare è necessario presentare la città al meglio. ad iniziare dai punti focali d'interesse storico culturale. La zona del Pincio, con l'Arco di Augusto in bella mostra, è il cuore della nostra città. Non avrebbe senso un investimento pubblico oneroso per evidenziare di più e meglio il degrado di un edificio abbandonato da troppo tempo.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-03-2019 alle 19:59 sul giornale del 02 marzo 2019 - 726 letture