Area Ex Agip, Venturelli: il centrodestra propone un nuovo parcheggio invece di valorizzare il razionalismo architettonico

7' di lettura Fano 28/02/2019 - L’unica e significativa novità a favore della dovuta rivalutazione mediante ripristino dell’originario giardino esterno con fontana, già compreso nel complesso scolastico razionalista “Filippo Corridoni”, è che in tutta la Germania, da gennaio e per l’intero anno, si celebra il centenario della nascita dell’Architettura Razionalista e dell’Industrial Design, fenomeni che hanno caratterizzato il XX secolo.

In particolar modo nelle città che videro l’origine, l’evoluzione della Scuola d’Arte Statale Bauhaus dove Razionalismo e Design nacquero e dove maturò il nuovo, proficuo modo di organizzare il lavoro di progettazione per le necessità delle società industrializzate. Amplissimo spolvero internazionale; investimenti e ritorno enorme di turismo culturale in quanto le rivisitazioni sono estese a diverse città tedesche ed altrove in più continenti, perché sia il Razionalismo architettonico che il Design, ancor oggi vitali, hanno fatto il giro del mondo.

Pubblicazioni, festeggiamenti particolarmente curati, con il restauro filologico dei tanti edifici razionalisti e creazione di nuovi musei dedicati. 500 eventi, gruppi di lavoro, universalismo delle idee. Weimar e Dessau, siti Unesco. Tutto, perché ad opera di Walter Gropius direttore e di un gruppo di personalità insegnanti , tutte talentuose come raramente accade nella storia e provenienti da più paesi europei, venne aperta nel 1919 quella scuola a Weimar, spostata a Dessau nel ’25 ed in ultimo a Berlino, quando, con l’avvento di Hitler, nel 1933 fu sciolta: le idee sottese in quelle produzioni , rivolte a soddisfare le necessità umane di base uguali per tutti non piacevano al Nazismo. E dispiacevano in quanto la radice del Bauhaus-pensiero fu nel socialismo artistico inglese di William Morris che sognava di offrire a tutti la cultura e la bellezza dell’arte nelle cose domestiche, negli oggetti , negli spazi urbani educanti, anche a chi storicamente, la bellezza non l’aveva mai ricevuta o la vedeva in miniera.

Non era certo facile nel campo della progettazione tentare almeno che questo accadesse, ed a realizzarlo fu quella scuola, mediante una architettura essenziale che nascesse dalle funzioni; da quel che serviva, senza sovrapposizioni ornamentali , senza stili, per assolvere alle comuni necessità di base degli esseri umani. Per ciò detta razionale o funzionale. Stessa cosa per gli oggetti d’uso utili e belli fatti in serie, dopo che le nuove figure professionali dei designer avessero predisposto progetti idonei per essere realizzati a macchina.

L’invenzione dell’orizzontalità democratica dello Standard, ovvero un modello uniformato bello per tutti, lo dobbiamo alla scuola del Bauhaus, godendone oggi in massa degli inequivocabili vantaggi e convivendo con questi prodotti, divenuti anche da museo. Oltre ai ”manifesti “di intenzioni della scuola, c’era la famosa dichiarazione programmatica comune, “Dal cucchiaio alla città” per significare che i progettisti si obbligavano a fare proprio tutto quello che serve alle popolazioni.

E quando il gruppo di talenti che aveva sviluppato Razionalismo e Design, fu costretto ad andarsene – perché anche la democrazia artistica per il Nazismo era una colpa - , nei paesi liberi tutti costoro vennero accolti a braccia aperte con l’offerta di cattedre universitarie. Continuò così l’architettura razionalista disseminata altrove, continuò il Design, originando la prima globalizzazione dell’arte, chiamata International Style, attivatore di crescita culturale ed economica ovunque. Il Razionalismo architettonico originatosi nella Bauhaus, che ridefinì il compito delle arti nelle società di massa, industrializzate, si è dunque rivelato molto più incisivo di quanto seppe rappresentare per le società mercantili e finanziarie del Rinascimento Italiano, la nuova figura dell’Artista- Divo, nato per evasione dalle Arti Meccaniche medievali.

E se tutto il movimento del Moderno Razionalista è ancor oggi molto diffuso al mondo, diventato anche la base di successive esperienze architettoniche, nei fatti, al tempo del Razionalismo tedesco, lo stesso si allargò in meno di dieci anni anche in Italia originando due gruppi di famosi architetti . Uno a Milano, l’altro a Roma. E dalla capitale giunse, invitato da Alberto Calza Bini, già architetto restauratore di alcuni edifici storici fanesi, Mario De Renzi che progettò la scuola Corridoni coi suoi giardini. Un vero capolavoro del genere, ideata anch’essa col motto programmatico razionalista “Dal cucchiaio alla città”. Lo si vede in quanto l’architetto oltre la parte murata, disegnò integralmente tutto quel che serviva; dai banchi per i bambini, agli arredii delle aule, compresi quelli degli uffici; dagli appendiabiti ai portaombrelli; dal giardino interno ai due esterni, uno dei quali è quello con fontana circolare che venne demolito nel 1956 per affittarne l’area ad Agip e fare il distributore, ora demolito giustamente dalla presente Amministrazione. Ma un’area, questa che, risultata inquinata nel sottosuolo dalle dispersioni dei carburanti, ed ormai “carotata” a lungo è di prossima, facile ripulitura in attesa della messa in pristino anche in superficie, di quanto c’era prima del 1956, come da contratto di affitto con Agip e Comune.

Ovvero il giardino derenziano che costituisce architettura facente parte del complesso. Proprio come dichiarato in Consiglio Comunale dal sindaco Massimo Seri. Se non che, in vista del prossimo turno elettorale amministrativo, per ora due forze politiche, - la Lega Fano ed il Centrodestra - diffondono la novità che vorrebbero usare quell’area triangolare per un parcheggio funzionale al centro storico. Occorre ricordare ai politici distratti, interessati a ricevere voti, che oltre al primo danno nel 1956, con la demolizione del giardino originario, questo complesso ”Filippo Corridoni” ne ha ricevuti in successione negli anni, ben altri nove ( un primato incredibile ma vero), da parte di tanti amministratori che si sono succeduti.

Fino a che il sindaco attuale Massimo Seri, ha fermato lo scempio iniziando a restaurare l’immobile. Danni tutti verificabili da chiunque volesse e dal sottoscritto descritti e pubblicati. Chi vuole, può cliccare “Paolo venturelli: Complesso Corridoni, la scuola dai 10 danni”, mentre per il valore di Mario De Renzi architetto, “Il futuro dei giardini di Filippo Corridoni” e per l’aspro dibattito cittadino che ci fu nel 1956 a causa della demolizione del giardino derenziano, “Vicino ad una scuola più bella di Fano e d’Italia”. Cambiano i nomi della politica, le generazioni, ma l’arbitrio verso i beni artistici sembra un tratto ereditario, proprio a Fano Città di Vitruvio! La pesantezza di quanto proposto, dimostra che ancora su questa opera d’arte Razionalista scivola la stesso menefreghismo artistico del passato: oggi, tutto solo per i voti. Povero Filippo Corridoni, povero Mario De Renzi, trattati senza rispetto. Ma non potrebbe ricevere più voti chi promettesse di eliminare gli altri danni arrecati all’interno ed all’esterno della scuola da tanti amministratori passati? Se Centrodestra e Lega che soffiano nel piffero della loro propaganda dovessero vincere, i cittadini fanesi , per tutelare il proprio monumento di valore internazionale contro l’undicesimo danno possibile(il parcheggio), diversamente che in Germania, celebreranno i primi 63 anni di scempio all’architettura razionalista locale, alla “scuola più bella di Fano e d’Italia”.

Oppure per tutela dovranno rivolgersi ai Burgermeister di Weimar, di Dessau, di Berlino, quelli che sanno benissimo come valorizzare il Razionalismo architettonico a favore della cultura di tutti e di un vantaggioso ritorno turistico. Esattamente il contrario di quanto lasciano intravvedere Lega e Centrodestra fanese. Ma vien persino da immaginare che certi schieramenti politici fanesi, da oggi alla fine della propaganda elettorale potrebbero persino dire di essere orgogliosi di fare il contrario di quello che fanno in Germania.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2019 alle 12:57 sul giornale del 01 marzo 2019 - 1976 letture

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