Dopo la Fano dei Cesari arriva la Fano dei Faraoni

Fano dei Cesari 06/11/2018 - Che lo spirito trionfalistico e autocelebrativo sia un difetto del centrosinistra, lo sappiamo da tempo. Ma in questo periodo di fine mandato il nostro Ramses-Seri sta dando il meglio (o peggio) di sé, preso dalla smania di lasciare ai posteri il segno del suo passaggio in città, come nella tradizione dei più grandi faraoni egiziani.

Il posto d’onore dei progetti fatti giusto per raccontarli va sicuramente al restyling del Pincio, quasi un milione di euro di soldi pubblici spesi, guarda caso, proprio a ridosso delle elezioni amministrative; ci viene il sospetto che, più che l’intento di recuperare uno degli angoli più belli di Fano, prevalga la volontà dell’amministrazione di Ramses-Seri, sempre più in affanno, di recuperare il consenso elettorale.

Accogliamo ora con sollievo la notizia dell’inizio lavori della nuova scuola di Carrara, che finalmente vedrà la luce; c’è meno da gioire se si pensa che, dal concorso di idee alla posa della prima pietra, sono passati almeno quindici anni, e ancora altri due ne passeranno prima che i bambini del quartiere la possano utilizzare. Ma del resto, ci chiediamo, perché enfatizzare tanto un progetto che rientra nelle normali attività di una amministrazione pubblica? Cos’altro dovrebbe fare un Comune, se non prendersi cura dei beni esistenti e provvedere a costruirne di nuovi, opere pubbliche al servizio della comunità come scuole, strade… Già, le strade: da quelle promesse che invece non si faranno, alle opere compensative che non possono essere inaugurate perché, pare, ci siano delle gravi irregolarità; dal piano ciclopedonale che rimarrà sulla carta ad una interquartieri che si interrompe bruscamente nel parcheggio del circolo tennis… c’è poco da esultare!

Progetti pensati o realizzati solo per raccogliere visibilità e consensi, questa è la nostra conclusione. L’amministrazione Seri si è dimostrata tanto eccessiva nell’autoesaltazione e nei proclami trionfalistici (fatti solo per distogliere l’attenzione dalle vere criticità) quando serve la visibilità, quanto incline ai sotterfugi e alla mancanza di trasparenza, come nel caso della vendita della Casa di Riposo Don Tonucci (una situazione ambigua e poco chiara) o come tante altre questioni critiche, nascoste come la polvere sotto il tappeto nella speranza che nessuno si accorga… Ma solo per pochi mesi ancora, ne siamo certi.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2018 alle 21:21 sul giornale del 07 novembre 2018 - 1341 letture

In questo articolo si parla di politica, fano città ideale

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