Ibis sacro in Sassonia, il Cras: "È libero, non molestatelo". Tutte le foto e i video

ibis sacro 3' di lettura Fano 27/06/2018 - Ha fatto una comparsata nel pomeriggio di sabato 23 giugno, per poi rifare capolino il giorno seguente. L’ibis sacro se ne stava lì, sulla spiaggia di Sassonia, di fronte a una folla di bagnanti incuriositi. Ora in tanti si chiedono che fine abbia fatto il pennuto. La risposta l’ha data il Cras – il Centro di recupero animali selvatici della Provincia di Pesaro e Urbino -, ed è la più semplice: è libero. Ed è bene che la gente lo lasci in pace.

L’ibis sacro non è poi così raro in Italia, ma non è di certo facile vederlo dalle nostre parti. I responsabili del Cras hanno raccontato di averlo recuperato la scorsa settimana a Urbania, in un’abitazione privata. Non aveva nessuna ferita, era semplicemente disorientato. Una volta prelevato è stato portato al centro per una visita. Il risultato? L’animale era integro, in perfetta salute, e senza anomalie al piumaggio. “L’intervento del veterinario sarebbe stato superfluo – hanno spiegato i responsabili -, così gli abbiamo evitato ulteriori stress”. Poi gli uomini del Cras l’hanno portato in ambiente idoneo, una zona paludosa e recintata: il lago Vicini di Fano. Ma un volatile giovane e forte non vede barriere di fronte a sé. Qualche colpo d’ali ed era già fuori dal perimetro, in volo. Destinazione Sassonia.

“È arrivato sul litorale in maniera autonoma, semplicemente con le sue forze. Probabilmente è un esemplare un po’ inesperto – ha precisato il Cras -, ma sicuramente sa quello che fa. Se ha raggiunto la battigia è perché lì, forse, trova quei gamberetti portati a riva dal mare, di cui si nutre”. Ed è plausibile che in Sassonia abbia trovato davvero qualcosa. Il primo avvistamento risale a sabato pomeriggio, quando diversi bagnanti si sono improvvisati “birdwatcher” per immortalare il bell’ibis. Ma si è fatto rivedere pure domenica, intorno alle 16. Il Cras lo sa bene, dato che ha ricevuto una nuova segnalazione. “In questi casi non serve che ci chiamino. L’animale era già stato recuperato e rimesso in natura. L’abbiamo semplicemente portato via dal cortile di una casa, di certo non il suo habitat. Ora riportarlo al lago non avrebbe senso. A cosa servirebbe? Dopo due giorni – hanno spiegato gli esperti del centro - lo ritroveremmo in spiaggia”.

Stesi sui loro lettini, gli spettatori non paganti della Sassonia si sono forse preoccupati un po’ troppo. A chi non se ne intende, viene fin troppo spontaneo chiedersi se il bagnasciuga sia l’ambiente ideale per un animale simile. Assuefatti alla cattività forzata dei nostri amici a quattro zampe, finiamo per agitarci inutilmente. A dirlo tra le righe è proprio il Cras. “L’ibis ha le ali. Vola. È libero di andare dove vuole, ed è una cosa naturale. A volte la gente esagera, e la curiosità può fare più danni che altro. Ma, se sono in salute, la cosa più importante è che questi animali vengano lasciati in pace. Altrimenti va finire come con i fenicotteri: siamo stati costretti a portarli via dalla spiaggia perché la gente li molesta. Loro, così, non riescono a nutrirsi”.

Ecco il video della cattura e del conseguente rilascio dell’animale. Il filmato viene direttamente dalla pagina Facebook del Cras, aggiornata costantemente su tutte le operazioni di salvataggio condotte dal centro. A seguire le foto dell’ibis sacro in Sassonia scattate da Cristoforo Tritto e Arturo Busca.








Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2018 alle 13:21 sul giornale del 28 giugno 2018 - 2571 letture

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