Un presente di gloria e un futuro appeso alla politica: Passaggi Festival, le parole degli organizzatori

4' di lettura Fano 25/06/2018 - Una formula ampliata. Il numero degli eventi? Raddoppiato. Eppure il budget, stavolta, era ridotto. Ma gli organizzatori di Passaggi Festival rilanciano ugualmente con un’edizione dal calendario fittissimo, loro che per il sesto anno consecutivo regalano a Fano un evento di portata nazionale in grado di parlare di cultura a ogni tipo di platea. Il segreto? Impegno e dedizione. Soprattutto quella dei tanti volontari impegnati già dallo scorso settembre.

Tra i promotori della kermesse c’è entusiasmo e voglia di arrivare. La mente del festival è sempre lui, Giovanni Belfiori, che parla già di una Fano “occupata” dalla cultura tra mercoledì 27 giugno e domenica 1° luglio. Tre i punti salienti da lui individuati: i libri, i laboratori e le mostre, tra cui quella fotografica della palermitana Letizia Battaglia. Ed è stato proprio Belfiori a ricordare l’incommensurabile contributo delle decine di volontari. “Passaggi non siamo noi – ha detto -, ma i ragazzi che da mesi si stanno occupando del progetto. Facciamo tutto internamente, dalla grafica alla pubblicità passando per gli allestimenti. Lo dico senza retorica: senza di loro il festival non si farebbe”. Fondamentale anche il contributo dei ragazzi dell'alternanza scuola-lavoro del liceo Nolfi, così come quello degli studenti dell’Apolloni per una sorpresa che riguarderà il nuovo palco.

Un maxi-evento spalmato su più giorni, dunque. E che parte dal basso. Dall’”alto”, invece, viene osservato con ammirazione. Il sindaco di Fano Massimo Seri ha sottolineato come Passaggi sia cresciuto a passi lunghi e sostenuti. “Altre manifestazioni ci avrebbero impiegato dieci o quindici anni per arrivare a tanto. Noi ci abbiamo creduto da subito – ha rimarcato -, e oggi ci troviamo di fronte a un programma che crea un imbarazzo. Quello di dover scegliere”. Il primo cittadino ha poi sottolineato la grande attenzione verso il festival da oltre i confini cittadini. “Mi capita spesso, e in diversi momenti dell'anno, che mi chiedano di Passaggi”, ha concluso.

Il buon nome dell’iniziativa attraversa tutta l’Italia, come sottolineato anche da Stefano Marchegiani. Il vicesindaco e assessore alla cultura ha raccontato che, durante un viaggio a Vicenza, qualcuno gli ha detto – scherzosamente – di non poterne più di sentir parlare di Passaggi su Rai Radio 3. Fano, dunque, si è costruita una ribalta nazionale che forse non è del tutto consapevole di avere, grazie a un festival di rilevanza italiana che fa bene anche al turismo. “Chi verrà in città questa settimana – ha concluso Marchegiani - troverà tanti grandi nomi della cultura, del giornalismo e non solo, grazie a quest palestra di idee che va oltre i confini della politica”.

A detta di Renato Claudio Minardi – presente in conferenza stampa in rappresentanza della Regione Marche -, Passaggi ha fatto il salto di qualità trasferendosi lì dove ora c’è il suo “palco centrale”, vale a dire in Piazza XX Settembre. È qui che si svolgono gli incontri più attesi, quelli con i nomi più altisonanti. Per Minardi si tratta di un scommessa vinta, ma non era affatto scontato che traslocare nel cuore pulsante della città sarebbe stata una scelta vincente. E mentre in Regione si sta lavorando a una proposta di legge a favore della lettura, Minardi ha ricordato come l’istituzione che rappresenta abbia contribuito economicamente alla realizzazione del festival. Lo stesso vale per il Comune di Fano, come ribadito dal sindaco Seri e confermato dallo stesso Belfiori. Secondo cui, dal 2014, Passaggi avrebbe compiuto un deciso cambio di passo.

E il futuro? Difficile prevederlo. La summa delle speranze e delle preoccupazioni per le sorti della manifestazione sono tutte racchiuse nelle parole di Cesare Carnaroli, ex sindaco di Fano nonché presidente del festival. “Con questa amministrazione – ha detto - finisce un ciclo. Spero che questa città abbia la forza di non sopprimere le manifestazioni che funzionano. Abbiamo raggiunto un equilibrio culturale che ci va riconosciuto. L'auspicio è che ci sia continuità”.








Questo è un articolo pubblicato il 25-06-2018 alle 23:50 sul giornale del 26 giugno 2018 - 395 letture

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