Sanità, Noi Città: "Scongiurata la chiusura del Santa Croce, l'ospedale fanese ne uscirà potenziato"

sanità ospedale 2' di lettura Fano 08/06/2018 - Un risultato storico è stato raggiunto dall’Amministrazione comunale e dal sindaco Massimo Seri, impegnatosi in prima persona nella difesa della sanità, nell’interesse di tutti i fanesi.

Nell’arco di un quinquennio il salto di qualità è evidente. Ridiscutendo le scelte a scatola chiusa effettuate dalla precedente Amministrazione, che avrebbero comportato la chiusura del Santa Croce, si è ottenuto per la nostra città un ospedale potenziato dai nuovi reparti di pneumologia, gastroenterologia, medicina 3, dalla nuova endoscopia, da nuovi macchinari e professionisti competenti, con un pronto soccorso capace di intervenire sino al codice rosso grazie al supporto della chirurgia h24. Il Santa Croce manterrà un proprio ruolo e proprie funzioni anche qualora sia realizzato il nuovo ospedale a Muraglia di Pesaro. Oggi il dibattito politico impostato dalla minoranza svilisce la qualità dei risultati, riconosciuta invece dagli stessi operatori.

A questo punto è necessario fare un po’ di chiarezza, partendo dalla delibera regionale 62 del 2012. S’individua, con la firma dell' ex sindaco Aguzzi, a Fosso Sejore il sito per l’ospedale unico Pesaro-Fano, il destino del Santa Croce è la chiusura: si vuole venderlo assieme al San Salvatore di Pesaro per finanziare l’opera. La procedura va avanti e si arriva alla delibera 141 del 22 febbraio 2016, che incarica la Regione di acquisire l’area, progettare e realizzare l’opera. Comincia a quel punto la battaglia per spostare a Chiaruccia l’ubicazione della struttura, una proposta che però non è recepita in sede di Area Vasta. Si arriva all’indicazione definitiva di Muraglia come sito del nuovo ospedale (delibera regionale 350 del 10 aprile 2017) e il consiglio comunale chiede, l’11 luglio successivo, un solido impegno a favore del Santa Croce. L’ospedale fanese deve rimanere ed è da bilanciare la disomogeneità di servizi all’interno dell’azienda Marche Nord, che penalizza la struttura fanese.

L’impegno si concretizza con la firma del protocollo, martedì scorso in Regione. Il Santa Croce resterà, avrà una sua precisa funzione e sarà affiancato da una clinica privata che assicurerà qualificati servizi integrativi (non sostitutivi o concorrenziali rispetto all’ospedale fanese), nuovi posti di lavoro e soprattutto un argine alla mobilità passiva verso strutture fuori regione. Ora serve il rinnovo del piano sanitario, che imposti misure per abbattere liste d’attesa ancora troppo lunghe. A nostro giudizio l’elemento strategico-politico svolto dall’ attuale Amministrazione comunale e dal sindaco Seri in prima persona è la capacità di coinvolgere tutti gli attori interessati in un dialogo aperto e nella condivisione delle scelte. La concretezza dei fatti è il risultato di un vero cambio di passo: una politica a misura di persona, che ai giochi di potere antepone i diritti fondamentali come la buona sanità per tutti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2018 alle 12:49 sul giornale del 09 giugno 2018 - 824 letture

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