Spiagge erose, gli operatori di Sassonia sul piede di guerra: vogliono fino a 60mila euro a testa

Sassonia Fano 1' di lettura Fano 06/06/2018 - Il mare erode, i “sassi calpestabili” si riducono, e con loro le file di ombrelloni. Tutto questo, per gli operatori balneari di Sassonia – in particolare per quelli della zona più a nord -, equivale a un mancato guadagno. Per questo chiederanno un risarcimento che varierà tra i 45 e i 60mila euro a testa. Nel mirino la mancata sistemazione dell’arenile da parte del Comune di Fano.

Ad annunciarlo è stata Oasi Confartigianato. A soffrire maggiormente per questa situazione sono i Bagni Carlo, i Bagni Gabriele e i Bagni Maurizio. Sono le loro spiagge quelle più erose. La colpa sarebbe del ritardo nella realizzazione delle ultime tre scogliere: non a caso si tratta della zona che inizia dal porto e termina all’anfiteatro Rastatt. In alcuni casi, gli operatori balneari hanno dovuto rinunciare a due file di ombrelloni. Un danno economico, e pure d’immagine. Anche perché, già durante il primo assolato weekend di giugno, si è assistito a scene poco edificanti: qualche bagnino ha infatti dovuto mandar via dei potenziali clienti. I posti erano già esauriti.

Il pienone rappresenta senz’altro un buon segno per Fano, in questo inizio di stagione già da sold out. Ma questo incipit non lascia ben sperare per l’immediato futuro. Se qualcosa non cambierà, sarà difficile garantire gli ombrelloni durante la fase più “calda” dell’estate. Di certo tutto questo impensierisce gli operatori, che non devono fare i conti soltanto con i clienti last minute che si presentano direttamente in spiaggia, ma anche con le richieste degli albergatori, i cui pacchetti comprendono spesso anche ombrellone e sdraio per godersi il mare da vicino.

(Foto di Roberta Pascucci)








Questo è un articolo pubblicato il 06-06-2018 alle 13:33 sul giornale del 07 giugno 2018 - 2355 letture

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