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Fano dei Cesari, gli organizzatori: “Spesa non definita, ben vengano altri sponsor”

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Un programma in fase di elaborazione. E - di conseguenza - una spesa non ancora del tutto inquadrata. A dirlo è stato il presidente della Proloco Etienn Lucarelli in merito alla rediviva Fano dei Cesari, ora meglio nota come “Fanum Fortunae”. La macchina è stata avviata. L’organizzazione è possente, ed è certa di riuscire a proporre uno spettacolo maestoso nonostante il tempo sia tiranno. Ma i conti si fanno alla fine, parola di sindaco. Perciò, dicono i promotori, ben vengano altri eventuali soggetti disposti a finanziare.

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“Ci stiamo impegnando al massimo per restituire alla città un evento amato da tutti, e che riporta alla luce le nostre origini romane”. A dirlo è stato proprio Massimo Seri. “Dopo sette anni siamo riusciti a rimettere in campo una manifestazione molto importante, sia a livello turistico sia a livello locale, poiché mette in rete diverse associazioni, enti pubblici, privati e commercianti”. Già, perché il segreto – come sempre in questi casi – è la sinergia tra le tante parti coinvolte. Serve una comunione d’intenti, ma anche di risorse. Pare che il Comune di Fano abbia messo a disposizione 50mila euro, il resto arriverà dalla Regione Marche e dai privati. Soldi a parte, per Seri la strategia è chiara. “Partiremo alla grande già in questo primo anno – ha detto -, con lo scopo, nelle edizioni future, di trasformare tutto il centro città e non solo in un vero e proprio villaggio dell’antica Roma”. Il sindaco ha parlato di un evento condiviso, ma anche di una sfida ambiziosa. “Un cammino che – ha precisato – non è partito ieri, ma più di un anno fa. Per il resto siamo consapevoli che ci sia una grande aspettativa. Arriveranno delle critiche già dal giorno dopo, ma per noi saranno uno stimolo”.

Che fossero tanti i cittadini a invocare il ritorno della festa romana lo ha sottolineato anche l’assessore alla cultura e al turismo Stefano Marchegiani. “Dopo tante richieste – ha detto - l’amministrazione si è presa l’impegno di rilanciare un’iniziativa rimasta nella memoria di molti, aggiornandone in parte i contenuti dopo sette anni di inattività”. Marchegiani ha ribadito che l’intento è quello di coniugare spettacolo e conoscenza, ricostruendo al meglio le atmosfere e il sapore della quotidianità dell’antica Roma. In tal senso, anche l’Ente Carnevalesca farà la sua parte, mettendo a disposizione le sue maestranze per la creazione delle scenografie. “Il nostro contributo vuol essere centrale – ha detto la presidente Maria Flora Giammarioli -, per questa festa molto sentita e per cui non potevamo mancare”.

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L’impatto di Fanum Fortunae – Fano dei Cesari sul turismo locale sarà grande, come ha ricordato anche Renato Claudio Minardi, vicepresidente dell’assemblea legislativa delle Marche. “Questo evento – ha ribadito - riporta indietro le lancette della storia, e la ricostruzione di quei tempi diventa una straordinaria opportunità turistica. Si tratta, dunque, di un progetto innovativo che piace alla città, ma anche di una grande attrazione che s’inserisce tra gli eventi di punta della Regione Marche". Minardi ha ricordato il momento in cui Lucarelli, circa tre mesi fa, lo ha chiamato per parlare di un’eventuale nuova Fano dei Cesari. “Il tempo era poco – ha concluso Minardi –, ma la Proloco ha le spalle forti, e su iniziativa dell'amministrazione comunale ha raccolto la sfida”. Secondo il vicepresidente dell’assemblea legislativa delle Marche, Fanum Fortunae deve diventare un brand. Come? “Subito dopo l’estate bisogna comunicare le date dell’edizione 2019”. Continuità, dunque, per una manifestazione che – a detta di Minardi - “è capace di soddisfare la nuova domanda turistica, perché produce uno stato d’animo e sa farlo vivere”. Infine Minardi ha scherzato sul fatto di essere stato il primo a vincere durante la Fano dei Cesari, in qualità di presidente di circoscrizione del quartiere San Lazzaro.

Già, la competizione, uno degli aspetti rimarcati anche da Lucarelli, che ha ricordato come il Pincio diventerà una grande arena già dal giovedì, con la sabbia e tutto il resto. Ma la vera sfida è di tipo organizzativo, anche perché l’obiettivo è ambizioso. “Vogliamo garantire questa festa per almeno quattro o cinque anni”, ha detto il numero uno della Proloco fanese. Il primo passo è quello di riportare la Fano dei Cesari nell’agenda dell’estate fanese. Come? Concentrandoci sui momenti clou dell’evento – come la corsa delle bighe, che quest’anno sarà in notturna – ma anche allestendo la città per ricreare le atmosfere dell’antica Roma. “Tra qualche anno – ha detto Lucarelli – questa manifestazione potrebbe arrivare molto lontano. Stiamo vivendo un’occasione unica per mostrare una città unita attorno a una forte identità, e solo se saremo in grado di attivarci tutti, dal commercio al privato passando per le istituzioni, potremo dare al progetto una voce forte. Come organizzazione restiamo del tutto aperti a ogni proposta”. E non solo. Ulteriori sponsor sono di certo ben graditi, mentre il futuro è inevitabilmente appeso al filo della politica, nonostante gli accordi già presi. “Per le edizioni successive dipende da chi amministrerà la città”, ha detto il sindaco. “Io sono Massimo Seri, e garantisco massima serietà”. Ora, dai giochi di parole, si passa ufficialmente ai fatti.





Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2018 alle 17:24 sul giornale del 30 maggio 2018 - 460 letture