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Allarme bomba, tutti i protagonisti della lunga notte fanese. Seri: “Abbiamo fatto squadra”

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Strette di mano per via del ruolo o della divisa, pacche sulle spalle “istituzionali”, ringraziamenti formali. Niente di tutto questo è andato in scena nella Sala della Concordia del Comune di Fano durante la mattinata di mercoledì 14 marzo. In primo piano c’erano loro, i protagonisti della notte fanese più lunga di tutte da decenni a questa parte. Gli eroi – non esiste altra parola per chi rischia la propria vita per gli altri – che hanno permesso il lento ritorno alla normalità di una città che ha dormito fuori casa. E soprattutto, con il fiato sospeso, dopo il ritrovamento di una vecchia bomba pronta a esplodere da un momento all’altro.

Il sindaco di Fano Massimo Seri ha subito rimarcato il grande coraggio di chi ha rischiato la pelle per il bene di tutti, mettendo fine a un pericolo reale. E questo va sottolineato, perché sia per le strade sia sui social si sentono ancora le parole di chi crede si sia trattato dal “classico” ritrovamento di un ordigno d’annata. No. Questo era stato accidentalmente innescato. Questo avrebbe potuto esplodere davvero. “Siamo qui con il sorriso perché le cose sono andate bene, grazie alla sinergia e alla capacità di fare squadra. Quando si rispettano i protocolli nel dettaglio, poi le cose funzionano. E non si verifica spesso. Sono felice”, ha concluso il sindaco. Concorde anche il prefetto Carla Cincarilli, che dopo la lunga notte di tensione ha voluto scherzarci su. “Come esercitazione è andata benissimo”, ha detto. Ironia a parte, ha poi ribadito che “la macchina ha funzionato, e questo lo si può dire anche a prescindere dall’esito: abbiamo ottenuto il massimo risultato con il miglior disagio possibile”.

Il primo cittadino ha ricordato anche la tempestività con cui si è intervenuti all'ospedale Santa Croce e nelle case di riposo, spostando le persone in strutture adeguate anche fuori dal territorio comunale. Seri ha speso parole di gratitudine anche nei confronti dei tanti cittadini che hanno collaborato nonostante fossero costretti a dormire lontano da casa, senza rallentare né ostacolare la delicata fase di evacuazione che ha coinvolto circa 23mila persone. Prezioso anche il contributo dei media nel dare indicazioni su come comportarsi.

L’elenco dei “grazie”, però, non finisce qui: gli uomini delle forze armate (un centinaio tra polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza), i 30 agenti della polizia locale, i circa 70 uomini dell’esercito, le associazioni e i volontari (140 quelli della Protezione Civile) hanno svolto un lavoro encomiabile, mentre i vigili del fuoco hanno messo a disposizione i gruppi elettrogeni. Per la Croce Rossa sono rimaste operative ben 80 persone, più 13 ambulanze. Oltre al sindaco e al prefetto, al Centro Operativo Comunale (COC) erano presenti anche i tecnici comunali, gli assessori e i sanitari del 118. Pure l’azienda di trasporti Ami, l’azienda ospedaliera Marche Nord e il gruppo FS hanno fatto la loro parte, quest’ultimo interrompendo la circolazione dei treni e mettendo a disposizione un convoglio con seicento posti letti fermo a Marotta.





Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2018 alle 19:47 sul giornale del 15 marzo 2018 - 1343 letture