Il costo della neve: spesi 70mila euro in una settimana. Tutti i numeri dell’emergenza

3' di lettura Fano 02/03/2018 - Sette giorni, circa 300 chiamate, una miriade d’interventi. E, soprattutto, un esborso di 70mila euro, centesimo più centesimo meno. La neve costa caro, e a dirlo sono i numeri dell’emergenza. Ora che a terra i cumuli bianchi cominciano ad assottigliarsi, il Comune di Fano ha diffuso cifre e stime dei costi dovute al passaggio del Burian. Il vento siberiano che, andandosene, ha lasciato aperti conti e strade.


Tante le spese, e in settimana saranno diverse le vie da rattoppare anche in previsione della tappa fanese della Tirreno-Adriatico, l’importante gara ciclistica che lunedì 12 marzo vedrà la carovana dei velocipedi tagliare il traguardo proprio nella Città della Fortuna, in viale Gramsci. Sarà una corsa contro il tempo. E, soprattutto, una spesa in più. A giorni si farà la conta complessiva dei danni. E sarà tutta un’altra storia. Sì, perché i 70mila euro contabilizzati dall’amministrazione comprendono la sola gestione dell’emergenza, una spesa sostenuta attraverso risorse ordinarie e straordinarie del Comune, in attesa che venga eventualmente riconosciuto lo stato d’emergenza.

La neve ha cominciato a cadere la scorsa domenica. Era il 25 febbraio, e da subito sono state attivate diverse ditte esterne, 23 in tutto. Gli spazzaneve impegnati sono stati 35, più 2 spargisale permanenti e uno di rincalzo. Queste le macchine impiegate, ma se l’emergenza, in fondo, non si è rivelata tale, è stato grazie agli uomini e alle donne che hanno lavorato con turni medi di 13 ore al giorno (con picchi di 20, mentre gli addetti agli spargisale sono rimasti a disposizione 24 ore su 24). Lungo i 400 chilometri della rete stradale comunale gli interventi sono stati numerosi. Circa 300 le chiamate al COC (Centro Operativo Comunale), a cui si è risposto dando priorità alle urgenze e alle necessità di circolazione. Inoltre, la chiusura prolungata dell’A14 ha costretto la macchina organizzativa a fronteggiare un problema in più: i mezzi con una portata superiore a 7,5 tonnellate sono infatti stati dirottati verso la città. Tutto questo senza creare problemi.

Inevitabile l’occhio di riguardo per le abitazioni di malati e disabili, categorie più a rischio in caso di isolamento da neve. Al centro degli interventi anche 29 istituti scolastici soggetti a controlli e sopralluoghi. Le scuole erano chiuse, ma le elezioni politiche di domenica 4 marzo hanno reso necessario un lavoro ulteriore per garantire che si potrà votare regolarmente. E in sicurezza.

Questi i numeri del “caos neve”. Ma mentre stava cadendo il primo fiocco, il Comune di Fano aveva appena finito di affrontare un’altra emergenza. Quella idrogeologica, iniziata venerdì 23 febbraio per via delle piogge abbondanti. Erano caduti circa 50 millimetri di acqua in una sola giornata, mentre 13 erano stato gli interventi per dissesto idrogeologico, in particolare nelle zone di Sant’Andrea in Villis, Roncosambaccio e Carignano. Nel marasma di quei giorni si erano anche allagate alcune strade, con conseguente evacuazione di due famiglie poi ospitate presso il centro di prima accoglienza comunale di Gualchiera.








Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2018 alle 22:38 sul giornale del 03 marzo 2018 - 932 letture

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