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Giornata della Memoria: la riflessione dell'Anpi Fano

Auschwitz, giorno della memoria, shoah 2' di lettura Fano 26/01/2017 - Venerdì 27 gennaio ricorre “il Giorno della Memoria”, così designato da una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per celebrare le vittime dell'Olocausto e di ogni forma di soppressione o compressione dei diritti umani compiuta dai nazisti.

Il 27 gennaio fu scelto perché fu in quel giorno che le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di annientamento di Auschwitz. In Italia, le finalità delle celebrazioni sono state definite dalla legge 211 del 20 luglio 2000 (artt. 1 e 2). È bene riportarne il testo, perché troppo spesso perfino il suo reale contenuto viene dimenticato o deformato.

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati Ma è anche vero che i deportati sono stati tanti, per motivi politici, per esigenze di lavoro (della Germania), per motivi di dissidenza, e per tante altre ragioni tipiche di ogni dittatura, ma qualificate da un intendimento di compressione delle libertà individuali, senza alcun rispetto dei diritti umani, non escludendo dal novero coloro che, dovendo essere trattati da prigionieri perché in divisa militare, furono invece trattati da servi e deportati, chiusi nei campi di “lavoro” e spesso condannati a morte. Tantissimi dei soggetti così colpiti (ebrei e non ebrei) non sono più tornati.

A poco a poco, dopo la liberazione dei Campi, si scoprì l'orrore estremo, la volontà di annientare la persona umana, le sperimentazioni mediche sulle persone deportate, gli abusi e le violenze di ogni genere. Ricorderemo, dunque, il 27 gennaio, l'orrore assoluto, sia per la Shoah, sia per i deportati "comuni". Li ricorderemo insieme, perché la matrice è la stessa: l'odio, l'abuso di potere, il disprezzo per il “diverso”, infine il disprezzo per l'umanità che non appartiene a quella che si considera una “razza superiore”.

È giusto ricordare ed è giusto far conoscere, non solo perché doveroso, ma anche perché c'è ancora chi nega, chi sottovaluta, chi dimentica. In alcuni casi, perfino i campi di sterminio sembrano dar fastidio a qualche Paese, che li sente come un peso (e non proprio sulla coscienza, come forse dovrebbe).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2017 alle 18:15 sul giornale del 27 gennaio 2017 - 622 letture

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