Sanità, comitato salute pubblica di Mondolfo: "No a nuove colate di cemento nelle vallate"

ceccarelli 2' di lettura Fano 23/10/2016 - Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato, a maggioranza, la legge di riforma sanitaria proprio ieri venti ottobre.

Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato, a maggioranza, la legge di riforma sanitaria proprio ieri venti ottobre.

Tale legge produrrà secondo le stime risparmi per novanta milioni d'euro all'anno che verranno investiti, soprattutto, nella medicina territoriale (integrazione dei distretti sanitari, medici di cure primarie e sistema della residenzialita' e semi-residenzialita' extra ospedaliera) senza toccare nessun ospedale ma riducendo le aziende sanitarie da 21 a 9 con i relativi direttori generali ed i loro staff. Secondo il principio basilare che la salute oltre che praticata deve essere per primo percepita dai cittadini.

La Regione Marche, al contrario, per risparmiare vuol chiudere gli ospedali, infischiandosene di ciò che percepiscono i marchigiani.

Con un Piano Socio-Sanitario vecchio, precedente alla Legge sulla "Spending review" ed alla Legge di conversione del decreto Balduzzi.

Un Piano basato sull'edilizia ospedaliera, nuovi ospedali, come il nuovo dell'Azienda Ospedaliera Marche Nord, costo base di 145 milioni d'euro, il nuovo Salesi d'Ancona, costo 50 milioni d'euro, il nuovo della provincia di Macerata, costo stimato di 270 milioni d'euro, il nuovo della provincia di Fermo per 70 milioni d'euro. Non si è costituita l'Azienda Ospedaliera Marche Sud altrimenti avremmo in previsione il nuovo ospedale della provincia di Ascoli.

Altro che recupero oculato dell'esistente, come al solito per dare degli stimoli all'economia locale si punta sul consumo del suolo, sul cemento e sul mattone.

I risparmi verranno contabilizzati solo fra ventanni, se va bene, la medicina territoriale verrà ulteriormente sacrificata al monocentrismo ospedaliero.

Bel paradosso per chi, fino poco tempo fa, declamava le lodi della medicina preventiva e d'iniziativa.

Occorre una levata di scudi generale contro queste colate di cemento ospedaliere che poco hanno a che fare con una vera ed utile "riforma sanitaria regionale". Il Veneto insegna.


da Daniele Ceccarelli
segretario Comitato Salute Pubblica di Mondolfo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2016 alle 11:22 sul giornale del 24 ottobre 2016 - 1261 letture

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Colate di cemento? Non vedo dove stia il risparmio. E non vedo nemmeno dove stia la salute, qualora il sistema sanitario si riducesse a pochi megacentri ipertecnologizzati, lontani dai cittadini e raggiungibili magari con l'elicottero, dove i poveri pazienti rimarrebbero esposti a radiazioni e campi elettromagnetici (è solo un esempio, perché ci sarebbe di peggio). L'uso massiccio dei più sofisticati mezzi tecnologici nella vita quotidiana, anche quando non sarebbero giustificati dalla necessità, è una delle cause dell'insorgere di disturbi fisici e di malattie nelle persone. Si vorrebbe, tuttavia, cercarne il rimedio ricorrendo, sempre e comunque, agli stessi mezzi che sono la causa del male. Non si dice che prevenire è meglio che curare? E allora perché non si mette in pratica questo principio, con scelte di vita, con l'educazione dei cittadini, una corretta informazione e scelte politiche conseguenti?
Un ambiente non inquinato e uno stile di vita non stressante ovvero il rispetto di terra, acqua, aria attuato con consapevolezza, valgono molto di più dei più grandi e rinomati ospedali del mondo e comportano costi sociali decisamente inferiori.
Mi pare, d'altronde, che utilizzare al meglio le strutture già esistenti e differenziarne i compiti sia una risposta più saggia e più economica. E invece ... la tendenza politica in provincia va in tutt'altra direzione. Non hanno ancora capito che i "provinciali" sono loro ...