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Autostrada, le opere compensative della discordia

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La nuova strada riaccente il malumore dei quartieri Belgatto e Tombaccia. Don Marco Polverari: "Chiederò la sospensiva al Tar".

Sette chilometri di asfalto e 14 rotatorie, da Belgatto a Tombaccia, che dovevano essere completati nel 2015: 60 milioni il costo dei lavori. C'è solo un problema: la nuova strada non è stata costruita contemporaneamente alla terza corsia e alcune delle opere edificate negli ultimi tre anni per l'ampiamento della A14 dovranno essere demolite per adeguarsi al nuovo tracciato. Questa, in sostanza, la denuncia di Don Marco Polverari, cappellano dell'ospedale Santa Croce e residente oltre Metauro. "Non ne faccio una questione privata legata all'esproprio della mia terra - precisa - qui si parla di un danno alla collettività e a tutti i residenti delle zone coinvolte perché senza il casello di Fenile la strada nasce già morta". Secondo don Polverari, quella che dovrebbe essere un'opera di risarcimento alla città, compensativa appunto, è soltanto uno strumento di società Autostrade per ottenere più clienti ai caselli. Fatto salvo il nuovo ponte sul Metauro, l'utilità dell'intero itinerario è, a suo dire, "discutibile". La Tombaccia, sulla cartina, è "recintata" da quattro vie di comunicazione: l'orcianense, la vecchia orcianense su cui sorgono le case del quartiere, via Caminate e l'autostrada. Così il quartiere "diventerà un fazzoletto di terra completamente isolato dal territorio circostante con svalutazione degli immobili di tante famiglie". Don Marco sette anni fa fece ricorso al Tar contro il piano regolatore che prevedeva l'opera. La sentenza non è ancora arrivata e i lavori sono andati avanti "senza che nessuno interpellasse i cittadini". Durante la giunta Aguzzi - prosegue don Marco - è stata proposta una deviazione del tracciato finale con l'uscita rivolta a mare ma in questo caso le risposte sono state "evasive". Poi silenzio. Fino alla scorsa settimana, quando gli operai di Autostrade, con grande sorpresa dei residenti, hanno messi i picchetti. "Ci saremmo aspettati una riunione pubblica prima di passare ai fatti". L'incontro si terrà il 20 maggio ma don Marco sa già cosa fare: "Chiederò la sospensiva al Tar. Dovrò pagare 1800 euro ma così il tribunale amministrativo sarà costretto a darmi una risposta". Nel frattempo il cappellano si augura che l'amministrazione comunale si renda conto della situazione e prenda decisioni serie per redimere l'intera vicenda. Dall'altra parte l'assessore Fanesi è sicuro nell'affermare che l'opera porterà molti benefici senza dover patire l'attraversamento del centro cittadino: "Chi dovrà dirigersi verso Marotta non dovrà più arrivare a Sant'Orso e tornare indietro mentre all'altezza del Forcolo ci sarà un collegamento diretto per Belgatto". Fanesi è chiaro sul fatto che il progetto generale, approvato nel 2012, rimarrà lo stesso: "Siamo comunque a disposizione di Autostrade per apportare tutte le piccole migliorie necessarie a non arrecare danno ai cittadini"





Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2016 alle 16:18 sul giornale del 14 maggio 2016 - 1676 letture