Ex zuccherificio e le "idee in comune": c'è futuro per la nostra urbanistica

ex zuccherificio 3' di lettura Fano 14/04/2016 - L’esperienza della partecipazione da parte di chiunque l’avesse richiesto per contribuire con le sue idee a riqualificare l’area dell’ex zuccherificio si è conclusa il giorno 8 aprile 2016, mostrando alla città diversi progetti da parte degli attori della vicenda.

Un avvenimento innovativo e culturalmente importante voluto dal Sindaco, dall’assessore all’urbanistica, dai tecnici comunali e dai cittadini che vi hanno aderito. Questo primo atto di politica democratica, al di là della qualità dei progetti, della loro possibile realizzazione su quest’area tormentata da profonde cicatrici, segna una data che potrebbe divenire storica se estesa al PRG, anche se per ora è solo un precedente che si spera possa creare una abitudine. Da noi non era mai accaduto che i cittadini progettassero assieme le destinazioni, gli spazi, l’identità di un’ area cittadina. L’esperimento, nella correttezza sequenziale del metodo di analisi e di sintesi dei dati di riferimento offerti ai partecipanti dai due bravissimi tecnici dell’ufficio urbanistica che l’hanno organizzato e con l’aiuto di altri dipendenti comunali nel ruolo di “agevolatori ai lavori”, si è rivelato una civile innovazione con le persone accomunate finalmente dal bene comune. E questo bene è quello della polis, dell’urbs ; parole, queste due che hanno originato i nomi di politica e urbanistica così strettamente intrecciati anche linguisticamente in un unico raccoglimento. Prima di questo esperimento a Fano gli uffici tecnici non erano mai stati aperti ad un progetto condiviso: erano rimasti, per discutibile abitudine dei politici, il luogo delle decisioni prese da pochi e dalle relative maggioranze, nonostante il tanto che quelle stesse decisioni avevano sempre determinato negli spazi cittadini. Spazi complessi quelli della nostra città, ovviamente capaci di incidere l’aspetto ed il paesaggio, di condizionare i nostri comportamenti ancor più delle nostre altre esperienze culturali. Ma ben difficilmente si era visto attuare il riferimento all’art. 9 – assetto del territorio , capo 1 e 2 - dello Statuto Comunale che di suo è una guida di tutela e valorizzazione. E’ stata probabilmente la visione politicamente limitata, unita ad una generosa indifferenza circa il valore urbanistico internazionale della nostra realtà vitruviana a generare la triste passata follia verso il patrimonio artistico sia sotto che sopra il suolo, in mancanza ancora oggi di tutela paesaggistica estesa al territorio del comune. Anzi; c’è stata sino ad ora una vera e propria “Linea del danno” realizzata lentamente quanto inesorabilmente a 360 gradi da parte delle Amministrazioni di qualsiasi colore. Uno per tutti, da assumere a massimo emblema negativo, sono i bagni pubblici nel sottosuolo archeologico, ben dentro alla nostra identità più vera, più segreta. Proprio davanti all’ingresso della sala consiliare; bagni, dopo costruiti, rimasti inutilizzati ed offensivi come spine nella viva storia cittadina che ancora pungono! ma voluti da un sindaco del dopoguerra che non chiedeva l’opinione di nessuno visto che era stato eletto! invece la saggezza ed il buon senso , l’intelligenza di chiedere, insegnano che ascoltare il parere di altre persone è come possedere più cervelli. E questa sembra proprio la strada intrapresa dal nostro sindaco per il futuro dell’urbanistica fanese. Poiché il sottoscritto ha partecipato ai lavori di cui sopra senza notare neppure la minima traccia di celebrazione demagogica o il desiderio di fare avanguardia fine a sé stessa ma solo la volontà di migliorare le cose esistenti, c’è speranza di rose che domani fioriranno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2016 alle 13:03 sul giornale del 15 aprile 2016 - 626 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, paolo venturelli, ex zuccherificio

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