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comunicato stampa

Sciopero alla Saipem: fuori dai cancelli per difendere il lavoro

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Un centinaio di manifestanti stamattina davanti ai cancelli della Saipem di Fano per lo sciopero di due ore indetto da Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, in coordinamento con le segreterie nazionali, per richiamare l'attenzione sul nuovo piano industriale del gruppo Eni: un piano che pone serie preoccupazioni sul futuro occupazionale dei 1200 addetti di Eni, Saipem e Syndial nelle Marche.

Le segreterie nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil chiederanno un incontro con il Governo, visto il ruolo che esso rappresenta in Eni, per esprimere le preoccupazioni per le scelte espresse che porterebbero Eni a concentrarsi solo su Oil e Gas e, in maniera preponderante all’estero, cedendo tutte le attività non legate al core-business e quindi con possibili ripercussioni negative sulla politica energetica, per la chimica, l’esplorazione, la produzione e distribuzione idrocarburi in Italia.

«Eni è un gruppo imprenditoriale che investe 6 miliardi, è sicuramente una fonte di crescita per il territorio pesarese ma anche ma per tutta l’Italia. - sottolinea Maria Grazia Santini, segretaria Femca Cisl Marche, in presidio con i lavoratori insieme al segretario generale Femca Cisl Marche, Piero Francia e Mimmo Sciore, della segreteria regionale - Per questo chiediamo di aprire un confronto tra Governo, Eni e Sindacato per trovare tutte le soluzioni possibili per il mantenimento dell’occupazione. Non abbiamo bisogno di rassicurazioni ma vogliamo la certezza di veder garantito il lavoro per tutta la filiera produttiva, dall’estrazione alla vendita degli idrocarburi».



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2015 alle 17:14 sul giornale del 27 novembre 2015 - 744 letture