Marotta, outlet: arriva il sì della Provincia

Outlet Marotta Fano 26/11/2015 - Il consiglio provinciale, nella seduta di giovedì 26 novembre, ha recepito l’atto di indirizzo del Comune di Mondolfo riguardante la creazione di una grande struttura commerciale.

I consiglieri presenti hanno evidenziato come si tratti di un’opportunità di rilancio del territorio anche dal punto di vista occupazionale, non essendoci ad oggi altre previsioni di questo tipo in tutto il territorio provinciale. E’ stato inoltre ribadito che non si tratta di una struttura nuova rispetto a quanto previsto dal piano regolatore di Mondolfo, ma soltanto dello spostamento di una zona, visto che l’area ora individuata è quella limitrofa al casello autostradale, già urbanizzata ed infrastrutturata anche con le opere di compensazione della società autostrade.

I consiglieri hanno evidenziato la volontà di prestare particolare attenzione, nei piani di sviluppo locale (PSL), alle piccole attività, anche dei centri storici limitrofi, con apposite misure di tutela e sviluppo, così da armonizzare la nuova struttura con il tessuto commerciale medio e piccolo già esistente.

Dal punto di vista tecnico, il consiglio provinciale si è impegnato ad accelerare il più possibile le procedure. Già dal mese di agosto gli uffici della Provincia hanno costituito un “gruppo di lavoro interservizi” all’interno dell’ente proprio per adeguare le previsioni del PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) al nuovo regolamento regionale sulle attività di commercio in sede fissa. La volontà è di procedere spediti verso la realizzazione di questo obiettivo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2015 alle 15:38 sul giornale del 27 novembre 2015 - 1114 letture

In questo articolo si parla di mondolfo, politica, marotta, redazione, vivere fano, outlet

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Alcune osservazioni:

1. L'impatto occupazionale, come per il polo cantieristico, non riguarderà certo esclusivamente il comune di mondolfo.

Probabilmente i posti di lavoro verranno affidati a chiunque, quindi rivendicare questo come scusa per l'outlet non è, esattamente, una cosa intelligente.

2. Il numero di impiegati, in una provincia con 360mila abitanti, saranno assolutamente ridicoli, e comunque di bassa qualifica professionale (commessi, addetti alla sicurezza, camerieri e cosi via).

3. Le "opere compensative" non indicano nulla, se non usare un po' di soldi per far dire alla giunta "abbiamo fatto qualcosa".

Anche se le opere compensative sono superflue o, addirittura, dannose.

4. "L'armonizzazione con il tessuto medio e piccolo esistente" è una bugia bella grossa.

In altri paesi, come la svizzera, il problema dei grossi centri commerciali è stato affrontato all'inizio degli anni '80 (35 anni fa) dimostrando che i grandi centri divorano sempre quelli piccoli.

5. L'amministrazione provinciale di pesare e urbino ha dimostrato, ampiamente, negli ultimi 20 anni (da quando cioè è stato aperto il casello autostradale di marotta) di non essere minimamente in grado di gestire la val cesano.

Le zipa, nella vallata, sono sorte come coriandoli invece di fare un grosso consorzio intercomunale di fianco l'autostrada.

Questo è quello che succede quando degli inetti e ignoranti governano una provincia con oltre 300mila abitanti.

mutis

26 novembre, 18:38
oltre le solite proteste gridate e la venerazione incondizionata per la Svizzera, sarebbe interessante leggere anche qualche proposta.

testa pensante

27 novembre, 08:22
Ecco una proposta: giunta di Mondolfo tutta a casa!
Codesti signori hanno perso oltre 5 anni a raccontare favole!
Per chi non lo sapesse, questo atto di indirizzo politico ha utilità pressoché nulla.
L'approvazione di varianti o adeguamenti del PTC richiede anni, a partire dall'adozione.
Ancora, in questo caso, nemmeno c'è stata l'adozione.

Daniele Ceccarelli

27 novembre, 12:18
Oramai quasi due anni fa,

ci fu un Comitato di Mondolfo che propose al posto dell'outlet, ed in zone idonee,

in occasione dell'implementazione della macro regione Adriatico-Jonica,

l'attivazione, nel territorio comunale di Mondolfo,

di laboratori biologici marini,

di impianti per la lavorazione del pescato,

di strutture di stoccaggio del prodotto finito,

di zone di sosta per i camion.

Eppure i finanziamenti da Bruxelles sono stati decisi.

eppure il progetto va avanti,

senza Marotta e Mondolfo.

mutis

27 novembre, 14:57
non bastano le pie intenzioni messe nero su bianco, ci vuole sempre qualcuno disposto ad investire. Un impianto di medie dimensioni per la lavorazione del pescato esisteva già a Marotta, ma ha chiuso i battenti qualche anno fa.

Caro mutis,
io non faccio il politico, non è compito mio proporre.

Nessuno ha costretto questi signori di mettersi a fare i politici.

Che si chieda ai cittadini di fare il lavoro (gratuitamente) dei politici (pagati e venerati profumatamente) è frutto delle tipica mentalità italiana.

Se la lezione, notevole, del polo cantieristico di centocroci, fallito dopo neanche 15 anni, non è stato sufficiente per capire dove non bisogna investire i soldi, non so cosa serva.

Le proposte?

Il casello doveva essere fatto al cesano, come previsto inizialmente, e poi spostato per motivi politici (nome "marotta- mondolfo" anzichè "senigallia nord").

Le zipa della vallata realizzate nella zona di via sterpettine e via della campanella, oltr 150 ettari ancora oggi in piena campagna, vicino l'autostrada, la statale, la ferrovia (all'epoca, oggi non ha più senso, dati i milioni di euro investiti dai privati nelle risturazioni delle case) per decongestionare l'intera vallata del cesano.

Spingere il terziario in collaborazione con le università marchigiane implementando, come detto da ceccarelli, laboratori per creare posti di lavoro di "elevato profilo professionale" e cosi via.

La svizzera viene citata a proposito perchè la i "colpi di genio all'italiana" non ci sono.

Li i politici lavorano per la comunità, non per fare carriera a spese dei cittadini.

E comunque, come detto, non è compito mio ne dei privati cittadini proporre, escluso se vogliano, proposte, l'onere (che non accettano) è dei politici, tutti volontari, invece si preoccupano solo dell'onore che il loro posto comporta, con foto, selfies e articoli scritti, peraltro, in un italiano osceno.

Esportiamo laureati istruiti e colti, importiamo operai semianalfabeti e le proposte le deve fare il cittadino?

Cambino mestiere, i politici, se non lo sanno fare.

Mutis

27 novembre, 21:54
A mio parere chi critica e va affermando che una cosa è sbagliata dovrebbe avere anche una sua soluzione, altrimenti dimostra di essere solo un parolaio. E quando finalmente Dicis dice qualcosa guarda caso la sbaglia in pieno. Il casello al Cesano? ma bravo!! Dove avrebbe portato i turisti, a Marotta o a Senigallia? Dimostri inoltre di non sapere che gli investitori non rischiano il proprio capitale a comando di qualcuno ma a seconda delle proprie aspettative ed in base ad una logica di mercato. Questo anche e sopratutto in Svizzera.

Marco

28 novembre, 09:57
Mutis sei il difensore d'ufficio della giunta? O di qualcuno interessato nella compravendita di quel terreno? Sei qui a dire che chi critica deve proporre. Tu sei qui a criticare chi critica, quindi dovresti proporre due volte. Invece non proponi un piffero! Di solito i parolai sono quelli che si comportano così per interesse personale.

Mutis

28 novembre, 11:59
e tu Marco sei invece il difensore dei deboli e degli oppressi?

Natalino Pierpaoli

29 novembre, 17:35
C'è chi vede nella realizzazione dell'outlet un'opportunità quasi insindacabile circa il miglioramento della vita per la popolazione locale (la vallata del Cesano) e c'è, naturalmente, chi vede che siffatta struttura e tutto ciò che comporta la sua realizzazione, sia tutt'altro da annoverare tra le realizzazioni portatrici di bene collettivo.rnAlternative? Beh, sicuramente una soluzione molto semplice ossia non realizzarla, già sarebbe un beneficio. Non vedo difatti una opportunità strategica e inderogabile nella costruzione di un mega shopping center che abbia possibili ricadute benefiche nella qualità della vita dei cittadini locali. Ma nel merito ho già scritto molto e non voglio tediare alcuno con analisi puntuali e relative considerazioni.rnAbbiamo centri storici e turistici litoranei degradati e colpiti da uno sviluppo urbanistico (quindi con implicazioni sociali ed economiche) dissennato, opere primarie da rifare, uso del territorio senza una politica costruttiva e lungimirante, e molto altro ancora cha va dalla cultura alla economia locale. Interessarsi a questi aspetti, in senso attivo intendo, credo sia la vera alternativa.rnConcludo dicendo che come altre questioni che riguardano cose che stanno fuori dal nostro giardino, il dibattito si concretizza nella solita contrapposizione stagna, non dialettica e faziosa, insomma tra orazi e curiazi o più contemporaneamente tra tifoserie calcistiche.rnConcludo invitando chiunque a leggere ciò che Victor Gruen, l'architetto viennese che inventò il centro commerciale, pronunciò alla III Conferenza annuale dello International Council for Shopping Centers nel marzo 1978 (successivamente pubblicato in Town and Country Planning), il link è il seguente:rnrnhttp://www.cittaconquistatrice.it/la-triste-storia-dei-centri-commerciali-1978/rnrnUn caro saluto a tutti.