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Paolini (Lega Nord): "Banca Marche, quando un'indagine patrimoniale su parenti e sodali?"

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Luca Rodolfo Paolini

Banca Marche è stata salvata. Bene per i correntisti e i dipendenti, anche se un taglio a medio termine sarà inevitabile. Male per i territori, con 4 Fondazioni messe in ginocchio e decine di migliaia di persone che hanno perso i propri soldi. Si usa il temine inglese "Bad Bank" per indicare una cosa che, in napoletano, si chiamerebbe "chi ha avuto, ha avuto; chi ha dato, ha dato".

Chissà se un giorno verranno pubblicati gli elenchi di quelli che hanno "avuto" senza merito di credito e verrà fatta una indagine patrimoniale accurata ed estesa a parenti e sodali su chi ha "dato" quando non doveva farlo.

Oggi sono tutti scatenati contro gli amministratori, il capro espiatorio ideale: brutti, sporchi e cattivi! Non voglio fare il difensore d'ufficio della vecchia "governance", ma conoscendo un po' come lavora il sistema, credo di poter dire che non sempre ad una responsabilità formale corrisponde una equivalente responsabilità reale. La verità è che il mondo finanziario e bancario è ormai diventato una immensa roulette truccata, dove anche i croupiers di sala non sanno esattamente cosa accade nel meccanismo e sotto il tavolo.

La vicenda Banca Marche induce infine a chiedersi come funzioni davvero la vigilanza, a cominciare da Bankitalia, che, a dispetto dell'incredibilmente complesso sistema di controlli formali e burocratici vigente, che definire kafkiani è poco, arriva sempre a chiudere la stalla quando i buoi sono usciti da mesi o anni. Sul punto una profonda riflessione mi pare doverosa da parte del Governo e Parlamento.



Luca Rodolfo Paolini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2015 alle 19:27 sul giornale del 24 novembre 2015 - 805 letture