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comunicato stampa

Mondolfo: il centro storico paga la tassa ma il depuratore non c'è

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Depuratore

Già dai primi del Luglio scorso, in occasione del problema della non potabilità dell'acqua del pubblico acquedotto, per il Centro Storico del Comune e di alcune vie prossime ad esso, avevamo informato del problema della tassa di depurazione che una parte degli utenti paga pur non usufruendo del servizio.

Questa volta abbiamo chiesto all' Autorità di ambito, AATO 1 MARCHE NORD, ed ad ASET Spa, di chiarirci il perché ci fanno pagare una tassa, da anni, senza che il servizio di depurazione delle acque reflue sia attivo.

Dato che la sentenza della Corte Costituzionale, n. 335/2008, ha dichiarato l'illegittimità delle leggi che prevedevano, a carico degli utenti, il pagamento della tariffa "anche nel caso in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi" e che l'Autorità d'Ambito, con delibera n. 19 del 24.11.2011, decise di restituire agli utenti la quota della tariffa non dovuta riferita al servizio depurazione per gli anni 2003-2008, fino a quando dobbiamo pagare, ancora, anticipatamente?

La lettera l'abbiamo anche inviata, per conoscenza, al Prefetto, al Sindaco, al Vice-Sindaco ed all'Assessore all'Ambiente del Comune di Mondolfo.
Inoltre abbiamo chiesto di sospendere l'applicazione della tassa che riguarda, secondo nostre stime, più di 500 utenze. Se conteggiamo una media di 70 euro annui per utenza, per sette anni, sono più di 200.000 euro, come minimo. Hai voglia ad estendere l'impianto di depurazione!

La lettera è la seguente:
"ASET Spa, gestore del servizio idrico integrato, in data 15 marzo 2013, in adempimento dell'articolo 8 del D.M. 30/09/2009 "Individuazione dei criteri e dei parametri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione", comunicava che: "ASET Spa procederà, entro il corrente anno, all'appalto dei lavori relativi alla realizzazione del collettore di fondovalle - 5^ lotto, per un importo complessivo di circa 750.000 euro".

Il capitolato d'appalto, così ci risulta, era già pronto in data 15.06.2011. La tariffa di depurazione, applicata agli utenti per circa 60 centesimi/euro, al metro cubo, più IVA al 10% è piuttosto cara.
Nella bolletta, oramai da anni, compare la dicitura: "Utenza servita da impianto di depurazione non attivo ma in corso".

In riferimento alla normativa già citata ed alla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, dato che il collettore, evidentemente, ancora non serve le famiglie che pagano la tassa di depurazione contrassegnate dalla scritta "...impianto di depurazione non attivo ma in corso", chiediamo informazioni dettagliate su codesto "impianto di depurazione non attivo ma in corso" ed il relativo piano contabile ed, ad ogni buon conto, la sospensione della richiesta del pagamento della tassa di depurazione, prima di richiedere la restituzione delle possibili ed eventuali somme non dovute".



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2015 alle 13:44 sul giornale del 20 novembre 2015 - 444 letture