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M5S: "Supporto a Seri per la gestione pubblica del servizio idrico"

aato servizio idrico integrato\ 9' di lettura Fano 23/10/2015 - Gentilissimo Sindaco, Assessori e Colleghi consiglieri. Esprimiamo sostegno alle parole del Sindaco Seri nel Consiglio Comunale del 21 ottobre scorso, circa la proposta –in risposta a Matteo Ricci- di un gestore completamente pubblico per il servizio idrico. Questa è l’unica strada per noi possibile, come affermato con forza dal Referendum del 2011.

Non reputiamo ci sia invece una reale esigenza di ulteriore razionalizzazione sul nostro territorio, ma qui è la normativa, in particolare lo scellerato “Sblocca Italia” che spinge verso il gestore unico a livello di ente di governo d’ambito (per noi, l’ATO provinciale).

Vi invitiamo quindi, come già fatto nell’ambito del gruppo di lavoro informale sul tema acqua che è stato avviato e si è già riunito lunedì 19, a definire una strategia comune per opporci ai piani di centralizzazione e cessione alle grandi Multi Utilities ben delineati dal governo centrale e regionale e supportati dal sindaco di Pesaro Ricci.

La carta più forte che abbiamo in questa sfida, è l’affidamento in essere di ASET SPA fino al 2028, che ci salva per ora dal ricadere sotto il gestore unico previsto dallo Sblocca Italia, che ad oggi rischierebbe di essere una società mista pubblico-privata. Occorre quindi assicurarci che questa condizione non cambi e che Fano non ceda all’aggregazione di ASET in MarcheMultiServizi tanto auspicata e spinta da Ricci, Ceriscioli & co.

Per questo motivo, vi inviamo una prima bozza di mozione, che potremo affinare insieme se lo vorrete in un prossimo incontro del gruppo di lavoro o in una commissione, e che auspichiamo possa diventare un documento presentato e votato all’unanimità dal Consiglio Comunale, che supporti completamente il Sindaco nel lavoro che dovrà fare i prossimi mesi, se davvero vuole ottenere il mantenimento per Fano (e quindi il ripristino per il territorio provinciale) di una gestione completamente pubblica del Servizio Idrico Integrato.

Ecco il testo della mozione

Il Consiglio Comunale

CONSIDERATO CHE
il 12 e 13 giugno 2011 la maggioranza assoluta del popolo italiano, circa 26 milioni di elettori, votando “Sì” ai quesiti referendari relativi alla gestione del servizio idrico e dei servizi pubblici locali con i quali si proponeva di sottrarre la gestione dell’acqua alla logica del mercato e del profitto, ha determinato l'abrogazione sia dell'articolo 23bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n.133 e successive modificazioni e integrazioni, sia del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152;
in data 11 novembre 2014 è stato convertito in Legge (n.164/2014) il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133, cosiddetto “Sblocca Italia”, recante “Disposizioni urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico, la ripresa delle attività produttive”;

VISTO
l'art. 7 (Norme in materia di gestione di risorse idriche. Modifiche urgenti al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per il superamento delle procedure di infrazione 2014/2059, 2004/2034 e 2009/2034, sentenze C-565-10 del 19 luglio 2012 e C-85-13 del 10 aprile 2014; norme di accelerazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per l'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione degli agglomerati urbani; finanziamento di opere urgenti di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua nelle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione) che prevede:
che il principio di unitarietà sia sostituito dal principio di «unicità della gestione» all'art. 147, comma 2, lettera b), Dlgs n. 152/2006 come modificato dall'art. 7, comma 1, lettera b), legge n. 164/2014, imponendo così il Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato e favorendo grandi multi utility;
che si possano istituire sub affidamenti della gestione del servizio una volta non previsti, attraverso l'inserimento del comma 2-bis all'art. 147 del Dlgs n. 152/2006 «Qualora l'ambito territoriale ottimale coincida con l'intero territorio regionale, ove si renda necessario al fine di conseguire una maggiore efficienza gestionale ed una migliore qualità del servizio all'utenza, è consentito l'affidamento del servizio idrico integrato in ambiti territoriali comunque non inferiori agli ambiti territoriali corrispondenti alle province o alle città metropolitane. Sono fatte salve le gestioni del servizio idrico in forma autonoma esistenti nei comuni montani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti istituite ai sensi del comma 5 dell'articolo 148.» (comma introdotto dall'art. 7, comma 1, lettera b), legge n. 164 del 2014);
la soppressione del comma 7 dell’articolo 151 del Dlgs n. 152/2006 «L'affidatario del servizio idrico integrato, previo consenso dell'Autorità d'ambito, può gestire altri servizi pubblici oltre a quello idrico, ma con questo compatibili, anche se non estesi all'intero ambito territoriale ottimale.» che imponeva al gestore del servizio idrico integrato di dover chiedere parere all’Autorità d’ambito, prima di poter acquisire la gestione di altri servizi pubblici locali;
la modifica dell’art. 153, comma 2 del Dlgs n. 152/2006 (comma così modificato dall'art. 7, comma 1, lettera f), legge n. 164 del 2014) che prevede « Il gestore è tenuto a subentrare nelle garanzie e nelle obbligazioni relative ai contratti di finanziamento in essere o ad estinguerli, ed a corrispondere al gestore uscente un valore di rimborso definito secondo i criteri stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. », e che tale norma è destinata a bloccare i processi di ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato in atto essendo evidente che solo i soggetti gestori in grado di sostenere economicamente tale operazione potranno ottemperare a tale possibilità;
i commi da 1 a 5 dell'art. 172 del Dlgs n. 152/2006 vengono sostituiti dall'art. 7, comma 1, lettera i), legge n. 164 del 2014, e il comma 1 prevede che «Gli enti di governo degli ambiti che non abbiano già provveduto alla redazione del Piano d'Ambito di cui all'articolo 149, ovvero non abbiano scelto la forma di gestione ed avviato la procedura di affidamento, sono tenuti, entro il termine perentorio del 30 settembre 2015, ad adottare i predetti provvedimenti disponendo l'affidamento del servizio al gestore unico con la conseguente decadenza degli affidamenti non conformi alla disciplina pro tempore vigente.». La violazione di tale termine comporta l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte del Presidente di Regione e la responsabilità erariale per l'Ente Locale;
il comma 2 dell'art. 172 del Dlgs n. 152/2006 indica che «Al fine di garantire il rispetto del principio di unicita' della gestione all'interno dell'ambito territoriale ottimale, il gestore del servizio idrico integrato subentra, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, agli ulteriori soggetti operanti all'interno del medesimo ambito territoriale. Qualora detti soggetti gestiscano il servizio in base ad un affidamento assentito in conformita' alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege, il gestore del servizio idrico integrato subentra alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto.» il che ci risulta discordante con la disciplina europea che chiede di scegliere quale tipo di gestione adottare, se assegnare la gestione con soggetto in house o se mettere a gara il servizio;
il comma 3 dell'art. 172 del Dlgs n. 152/2006 stabilisce che, per il conseguimento del principio di unicità del servizio, «l'ente di governo dell'ambito dispone l'affidamento al gestore unico il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per cento della popolazione ricadente nell'ambito territoriale ottimale di riferimento» e che «Il gestore unico così individuato subentra agli ulteriori soggetti che gestiscano il servizio in base ad un affidamento assentito in conformita' alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto», ciò implica che il gestore unico sarà un soggetto che già serve il 25% della popolazione insistente l'ambito ottimale che, ricordiamo, dovrà risarcire i soggetti ai quali subentrerà. Una tale situazione si verifica per lo più nei casi di esistenza di multi utility o grandi aziende che già insistono sul territorio e hanno ampia capacità di spesa;

RITENUTO CHE
ASET SpA quale affidatario della Gestione del Servizio Idrico Integrato per i Comuni di Fano e Mondolfo fino al 01/01/2029 e Monteporzio fino al 01/01/2028 ricade nelle disposizioni transitorie relativa al comma 2 dell'art. 172 del Dlgs n. 152/2006
Conseguentemente, al fine di mantenere la gestione del Servizio Idrico Integrato completamente pubblica almeno nei Comuni serviti da ASET SPA è fondamentale
che non vengano cedute quote di ASET SPA a soggetti non completamente pubblici
che ASET SPA non verrà aggregata in Marche Multi Servizi o in alcuna altra società privata o mista pubblico-privata
CONSIDERATO CHE
In data 21.10.2015 il Sindaco di Fano Massimo Seri ha dichiarato di essere disponibile a razionalizzazione dei gestori del Servizio Idrico Integrato solo se si lavorerà per un ente completamente pubblico
PRESO ATTO CHE
La gestione che ASET SPA sta avendo per il Servizio Idrico Integrato e per i Rifiuti è sicuramente più efficiente di quella messa in atto dalla vicina Marche Multi Servizi, in termini di investimenti propri per il Servizio Idrico e di percentuali e qualità della raccolta differenziata per la Gestione dei Rifiuti
RITENUTO CHE
Il Comune di Fano deve fare tutto quanto in suo potere per mantenere la Gestione completamente Pubblica del Servizio Idrico Integrato
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
1. ad avviare un percorso di confronto con i sindaci del territorio provinciale e regionale affinchè si possa lavorare per la creazione di un gestore COMPLETAMENTE PUBBLICO che soddisfi i criteri della normativa europea e nazionale e possa ambire al ruolo di gestore unico d’ambito, nel momento in cui questo diventasse obbligatorio per legge
2. a non acconsentire in ambito di Assemblea dei Soci di ASET alcuna forma di aggregazione, fusione o cessione di quote di ASET SPA con o verso Marche Multi Servizi o altro ente o società privata o mista pubblico-privata
3. a considerare l’ipotesi aggregazione ESCLUSIVAMENTE con altre società completamente pubbliche ed in ogni caso ad avviare percorsi molto cautelativi che possano garantire il mantenimento del carattere pubblico dell’eventuale nuovo gestore, o attraverso il passaggio a forme societarie di diritto pubblico o attraverso la stipula di atti in tal senso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2015 alle 11:29 sul giornale del 24 ottobre 2015 - 344 letture

In questo articolo si parla di politica, aato, MoVimento 5 Stelle Fano

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