x

Beni confiscati alla mafia, i Cinque Stelle presentano una interrogazione per il riutilizzo

movimento 5 stelle fano 9' di lettura Fano 14/10/2015 - Dagli organi di stampa abbiamo di recente appreso che nella Regione Marche sono stati confiscati alle mafie 21 beni, la maggior parte dei quali localizzati nel territorio del Comune di Fano, che detiene l’infelice primato regionale con ben 6 beni: 4 appartamenti, 1 garage e 1 impresa. Inoltre risulta che il 62% dei beni confiscati nelle Marche (13 su 21) è situato nei Comuni della Valle del Metauro (Fano, Isola del Piano, Montefelcino).

Le statistiche appena esposte destano particolare preoccupazione poiché evidenziano in maniera univoca che il territorio fanese e i suoi immediati dintorni subiscono da tempo un livello non trascurabile di permeabilità ed infiltrazione nel loro tessuto economico da parte di varie organizzazioni criminali, che riciclano e reinvestono nella nostra zona capitali “sporchi” provenienti da attività illecite. Ad oggi ci risulta che solo un appartamento situato in un condominio nel quartiere Sant’Orso è stato finora trasferito al Comune di Fano; complessivamente, appena un terzo dei beni confiscati nelle Marche è stato recuperato e destinato a finalità di interesse sociale.

Siccome sia il Codice Etico del Comune di Fano sia l’iniziativa “Riparte il futuro – Trasparenza a costo zero”, promossa dalle Associazioni Libera e Gruppo Abele, a cui il Comune di Fano ha aderito, impongono obblighi in questo senso, abbiamo appena protocollato un interrogazione che ha ad oggetto il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata nel territorio del Comune di Fano.

Le domande che abbiamo rivolto a sindaco e assessore alla trasparenza sono le seguenti: se all’Amministrazione Comunale risulta che sono presenti sei beni confiscati alla criminalità organizzata nel territorio del Comune di Fano; se sia stato redatto un apposito elenco dei beni confiscati e trasferiti al Comune di Fano, se tale elenco sia adeguatamente pubblicizzato e riporti tutti i dati e le informazioni, anche in formato open data; in quale stato si trovino i beni confiscati e già trasferiti al patrimonio del Comune; se siano rimasti nella disponibilità diretta del Comune o siano stati affidati gratuitamente in concessione a terzi; se allo stato attuale siano inutilizzati o, al contrario, siano già stati destinati a finalità di interesse sociale o di altro genere; se intendano sollecitare il trasferimento dei beni e, in caso di risposta positiva, quale progetto intendano predisporre per la valorizzazione e il loro recupero nell’ottica dell’educazione alla legalità, della fruizione condivisa e della partecipazione democratica; se sia stata definita la composizione della “Tavola pubblica della trasparenza” e quali soggetti ne facciano parte allo stato attuale; quante riunioni della “Tavola” si siano tenute finora e se siano già state fornite da essa indicazioni per quanto riguarda le finalità sociali cui verranno destinati i beni confiscati alle mafie nel territorio comunale.

Ecco il testo dell'interrogazione

Oggetto: Riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata nel territorio del Comune di Fano

I sottoscritti Marta Ruggeri, Hadar Omiccioli e Roberta Ansuini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle – Fano,

PREMESSO CHE

l'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) è stata istituita con decreto-legge 4 febbraio 2010, n.4, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2010, n. 50, oggi recepita dal decreto legislativo n.159 del 6 settembre 2011 (Codice Antimafia); tra i vari scopi dell'Agenzia figurano quello di provvedere all'amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie per le prioritarie finalità istituzionali e sociali, secondo le modalità indicate dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, a seguito di confisca definitiva, e quello di monitorare costantemente l'effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni mafiosi, affinché il compito istituzionale svolto non si riduca a semplice dato statistico, ma si concretizzi in una reale percezione della presenza dello Stato nel territorio, e l'impegno delle Forze dell'Ordine e dell' Autorità giudiziaria non sia vanificato;
secondo i dati dell’ANBSC, rielaborati dalla piattaforma “Confiscati bene”, nella Regione Marche sono stati confiscati alle mafie ventuno beni, la maggior parte dei quali localizzati nel territorio del Comune di Fano, che detiene l’infelice primato regionale con ben sei beni: quattro appartamenti, un garage e un’impresa;
il 62% dei beni confiscati nelle Marche (tredici su ventuno) è situato nei Comuni della Valle del Metauro (Fano, Isola del Piano, Montefelcino);
le statistiche appena esposte destano particolare preoccupazione poiché evidenziano in maniera univoca che il territorio fanese e i suoi immediati dintorni subiscono da tempo un livello non trascurabile di permeabilità ed infiltrazione nel loro tessuto economico da parte di varie organizzazioni criminali, che riciclano e reinvestono nella nostra zona capitali “sporchi” provenienti da attività illecite;
secondo un articolo del Corriere Adriatico del 26 settembre 2015, solo un appartamento situato in un condominio nel quartiere Sant’Orso è stato finora trasferito al Comune di Fano; complessivamente, appena un terzo dei beni confiscati nelle Marche è stato recuperato e destinato a finalità di interesse sociale: i due esempi più significativi rimangono la Fattoria della Legalità di Isola del Piano (PU), gestita in collaborazione con l’Associazione Libera, in cui vengono organizzati campi estivi incentrati sull’educazione alla legalità, e il Podere Tufi di Cupramontana (AN) che è stato trasformato in una comunità per svantaggiati psichici;
l’articolo 18, comma 4, del Codice Etico del Comune di Fano afferma: “Qualora nel territorio amministrato siano presenti beni confiscati alle organizzazioni criminali, l’amministratore deve – nei limiti delle proprie competenze – favorirne la conoscenza, promuoverne l’utilizzo a fini sociali, contribuire a renderne note le modalità di utilizzo”;
con Delibera di Giunta Comunale n. 364 del 4 settembre 2014, il Comune di Fano ha aderito all’iniziativa “Riparte il futuro – Trasparenza a costo zero”, promossa dalle Associazioni Libera e Gruppo Abele, che impone agli Enti aderenti di riconoscere il diritto alla trasparenza dei beni confiscati, garantendo che questi tornino a disposizione della collettività e fornendo informazioni e dati aperti sull’assegnazione e la gestione dei beni confiscati; in particolare, il Comune di Fano si è impegnato ad osservare gli obblighi previsti dall’art. 48 del D. Lgs. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione), e quindi a redigere un apposito elenco dei beni confiscati ad esso trasferiti, periodicamente aggiornato, reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente, contenente i dati che riguardano la consistenza, la destinazione e l’utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l’oggetto e la durata dell’atto di concessione; oltre agli obblighi previsti dalla legge, il Comune si è altresì impegnato a dare informazioni in formato open data alla società civile e all’ANBSC, specificando:
informazioni generali sulla confisca (data della confisca, a chi è stato confiscato il bene);
notizie sul loro stato d’uso (in buone o cattive condizioni; liberi o occupati);
le forme di assegnazione (secondo bando, per assegnazione diretta …);
il progetto sull’utilizzo che s’intende fare da parte dei richiedenti, con specifica convenzione;
semestralmente, lo stato dell’arte sulla gestione della struttura e delle attività svolte;
in seguito all’adesione all’iniziativa “Riparte il futuro – Trasparenza a costo zero”, con Delibera di Giunta Comunale n. 88 del 19 marzo 2015, il Comune di Fano ha istituito la “Tavola pubblica per la trasparenza” al fine di garantire il più ampio livello di conoscenza, di partecipazione e di comunicazione nei confronti di tutta la cittadinanza in materia di trasparenza dell’attività amministrativa del Comune ed in materia di prevenzione della corruzione; tale “Tavola pubblica” è presieduta dal Sindaco o dall’assessore alla legalità ed è composta dal Responsabile Anticorruzione, dal Responsabile della Trasparenza e dai rappresentanti di categoria della società civile presenti sul territorio comunale, provinciale ed extra provinciale; alla “Tavola” è demandata, tra le altre, la competenza di indicare le finalità sociali alle quali potranno, di volta in volta, essere destinati i beni confiscati alla mafia ed assegnati all'Amministrazione comunale in quanto presenti sul territorio del Comune di Fano;

INTERROGANO IL SINDACO E LA GIUNTA PER SAPERE

se all’Amministrazione Comunale risulta che, secondo i dati forniti dall’ANBSC, sono presenti sei beni (quattro appartamenti, un garage, un’impresa) confiscati alla criminalità organizzata nel territorio del Comune di Fano;
se siano stati adempiuti gli obblighi di cui all’art. 48 del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e quelli ulteriori assunti con la Delibera di Giunta Comunale n. 364/2014; in particolare, se sia stato redatto un apposito elenco dei beni confiscati e trasferiti al Comune di Fano, se tale elenco sia adeguatamente pubblicizzato e riporti tutti i dati e le informazioni, anche in formato open data, richieste dalla Delibera stessa e riportate nelle premesse;
in quale stato si trovino i beni confiscati e già trasferiti al patrimonio del Comune; se siano rimasti nella disponibilità diretta del Comune o siano stati affidati gratuitamente in concessione a terzi; se allo stato attuale siano inutilizzati o, al contrario, siano già stati destinati a finalità di interesse sociale o di altro genere;
se l’ANBSC abbia manifestato all’Amministrazione Comunale l’intenzione di trasferire la titolarità di tutti i predetti beni al patrimonio del Comune di Fano o di altri Enti territoriali, in conformità alla missione istituzionale dell’Agenzia, al fine di favorirne il riutilizzo sociale;
se intendano sollecitare tale trasferimento e, in caso di risposta positiva, quale progetto intendano predisporre per la valorizzazione e il recupero dei beni nell’ottica dell’educazione alla legalità, della fruizione condivisa e della partecipazione democratica;
se sia stata definita la composizione della “Tavola pubblica della trasparenza” e quali soggetti ne facciano parte allo stato attuale;
quante riunioni della “Tavola” si siano tenute finora e se siano già state fornite da essa indicazioni per quanto riguarda le finalità sociali cui verranno destinati i beni confiscati alle mafie nel territorio comunale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2015 alle 14:13 sul giornale del 15 ottobre 2015 - 491 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, Movimento 5 Stelle, MoVimento 5 Stelle Fano

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/apbD





logoEV
logoEV