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Guida in sicurezza sul bagnato: registrati meno incidenti ma si può fare di più

4' di lettura Fano 23/06/2015 - Il 19 giugno 2014 Gianni Mazzarulli, dipendente comunale e commissario di gara, moriva in un violento incidente stradale in moto nell’area di Fano. In Abruzzo, l’hanno voluto ricordare dedicandogli il settimo motoraduno di Teramo e noi cogliamo l’occasione per scrivervi alcuni consigli che vi aiuteranno a guidare in sicurezza specialmente sul bagnato sperando di fornire informazioni utili che limitino il ripetersi di eventi spiacevoli come questo.

Come ben noto, la guida di un veicolo può essere più insidiosa quando l'asfalto è reso viscido dalla pioggia. E' naturale che con l'arrivo della bella stagione specialmente i motociclisti amino le uscite fuori porta ma la prudenza è la prima cosa da portare in viaggio.
Controllate che il mezzo sia sempre efficiente, soprattutto riguardo alle gomme che devono avere scanalature ben marcate per drenare l'acqua e l'ABS, per un sistema di frenata al massimo dell'efficienza. Se la profondità della scanalatura è inferiore a 1,6 mm è necessario sostituire le gomme con delle nuove. Per un rapido confronto tra costo, marca e tipologia questa pagina http://www.facile.it/gomme-auto.html offre un panorama completo.
Affrontate le curve ad una velocità ridotta e state attenti a non imboccarle invadendo la corsia opposta. Frenate poi con più anticipo rispetto a un asfalto asciutto, in modo da mantenere il controllo del mezzo e fatelo con dolcezza, senza dare strattoni.
Per le moto, la frenata è più sicura se è fatta posteriormente, in quanto se la ruota anteriore si blocca è più difficile mantenere il controllo. In ogni casi è bene usare entrambi i freni per garantire un arresto più rapido.
Prestare attenzione alle condizioni dell'asfalto e a tutte le strutture presenti sul percorso (strisce pedonali, binari, guardrail, ecc.) può aumentare sensibilmente la quietanza, soprattutto se ci sono vittime. Alle ripartenze è sempre indicato moderare la velocità evitando slittamenti o sgommate che potrebbero essere causa di spiacevoli cadute per motociclisti e superfluo spreco di carburante per auto.
Inoltre, seguendo queste semplici regole potrete garantire una “salute” migliore al vostro mezzo risparmiando su gomme, freni, motore e benzina. Anche se si è ben tutelati da un’assicurazione, è imperativo moderare la velocità perché la saggezza popolare non sbaglia quando dice che "chi va piano, va sano e va lontano".
Dando ora uno sguardo ai numeri e statistiche, gli ultimi dati registrati ci dicono che gli incidenti calano ma comunque le morti continuano. La causa principale sulle strade sia italiane che europee è l'alta velocità, con i conseguenti costi sociali tra salute e, come già discusso, assicurazioni.
Nei mesi scorsi la polizia stradale di 22 paesi Europei ha messo in atto la Speed Marathon, cioè un controllo della velocità a tappeto sulle più importanti strade a scorrimento veloce del territorio europeo. Alla conclusione dell'operazione sono state riscontrate intorno alle 8 mila infrazioni, nei 166 casi di eccesso di velocità sono anche state ritirate le rispettive partenti di guida.
La stessa operazione è stata promossa proprio per sensibilizzare e ricordare che superare i limiti di velocità, non solo può essere costoso, ma estremamente pericoloso, perché c'è la vita in gioco.
Anche se il 2014 ha registrato un visibile calo delle morti, non bisogna abbassare la guardia e non continuare a fare prevenzione e sensibilizzazione.
In Europa le vittime di incidenti in moto sono state 25700 e nel quadriennio 2010-2014 il calo è stato del 18%. La media che ne risulta è di 51 persone decedute su un milione a livello europeo, mentre in Italia è solo un punto più alto, secondo un'indagine condotta in collaborazione tra Aci e Istat. Bisogna sottolineare quindi che il nostro è un paese tra quelli virtuosi. Bene, ma si può e si deve fare ancora di più, soprattutto a livello infrastrutturale.
Testimoni di questo fatto sono i dati trasmessi dall'Ancma, infatti, rivelano che gli incidenti sono provocati nel 25% dei casi da infrastrutture inadeguate, includendo anche gli ostacoli sulla strada. Anche se lo stesso ente parla di una diminuzione delle vittime di 37,9% negli ultimi 5 anni, la talvolta degradata condizione di strade urbane ed extraurbane rimane un problema che deve essere risolto e quindi preso in considerazione da enti del settore.
Quando si fa riferimento all'inadeguatezza delle infrastrutture, si parla sia di strade a scorrimento veloce che di quelle in città, dove quindi la velocità può non essere la causa principale. In definitiva nonostante tali mancanze, l'Italia risulta essere tra i paesi con meno morti rispetto al resto d’Europa: ogni 10 mila 1.3 morti.
Un dato che fa riflettere sulla necessità di un adeguamento delle nostre strade, per ridurre al minimo non solo le vittime ma anche le centinaia di migliaia di feriti, spesso molto gravi, registrati dagli incidenti.
Questi ultimi hanno anche un costo sociale che riguardo ai motociclisti è stato calcolato in 4,8 miliardi di euro, cifra che certamente non passa inosservata.





Questo è un articolo pubblicato il 23-06-2015 alle 09:24 sul giornale del 24 giugno 2015 - 455 letture

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