x

Bene Comune: Fondazione Carifano, più trasparenza

fondazione carifano 7' di lettura Fano 09/06/2015 - Bene Comune è intervenuta varie volte, ed in maniera critica, sulla gestione della Fondazione Carifano. Esaminate le recenti modifiche normative che toccano le Fondazioni di origine bancaria, Bene Comune si spinge ora ad indicare anche un percorso di modifiche statutarie. Un modo per dire “la Fondazione che vogliamo”.

È in corso, infatti, un processo di autoriforma delle Fondazioni che è stato suggellato dal protocollo d’intesa (22.4.2015) tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e l’associazione di Fondazioni delle Casse di Risparmio spa (ACRI) a cui aderisce la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.

Il testo, più che un vero e proprio accordo con obblighi reciproci tra le parti, ha natura di atto unilaterale d’obbligo, liberamente assunto dalle singole Fondazioni, che le impegna ad adottare delibere e modifiche statutarie volte a dare attuazione al protocollo. Il MEF, preso atto degli impegni assunti dalle singole Fondazioni (il protocollo è sottoscritto dall’ACRI in rappresentanza di tutte le Fondazioni), si limiterà a verificare il rispetto delle modifiche statutarie che saranno introdotte nel termine di un anno dall’accordo.

Le fondazioni si impegnano a diversificare il portafoglio degli impieghi del patrimonio, al fine di ridurre la concentrazione del rischio e la dipendenza del risultato della gestione da determinati emittenti, che in genere sono la banche da cui hanno avuto origine (limite quantitativo di un terzo dell’attivo patrimoniale per l’esposizione nei confronti di un singolo soggetto).

Per quanto attiene alla “governance”, le fondazioni si impegnano tra l’altro:

- ad applicare criteri stringenti per la definizione dei corrispettivi economici dei componenti dei propri organi (prevedendo limiti quantitativi);

- a definire limiti alla permanenza in carica per i membri degli organi, assicurando il periodico ricambio degli stessi;

- ad osservare regole di incompatibilità, al fine di assicurare il libero e indipendente svolgimento delle funzioni degli organi;

- a conformare la loro attività ad un ampio principio di trasparenza, declinato in regole puntuali che assicurino adeguata diffusione delle principali decisioni alla collettività di riferimento.

Il Direttivo di Bene Comune giudica positivamente questo processo di autoriforma delle Fondazioni (vengono peraltro ammessi limiti ampi nella concentrazione del rischio e tempi lunghi per la vendita delle azioni eccedenti, tenendo conto del contesto bancario italiano) ed auspica che la modifica delle norme statutarie a cui è chiamata la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano si realizzi con il recepimento sostanziale dello spirito degli accordi, non come semplice adempimento burocratico. Si è visto, infatti, quale grave perdita patrimoniale abbia subito la comunità locale a causa dell’investimento della Fondazione Carifano in Banca Marche, anche se, in quel caso, il limite alla concentrazione del rischio non fosse stato neppure superato.

Valutiamo con favore la decisione del consiglio generale del 27.10.2014 di ridurre di un quarto tutti i compensi erogati sotto qualsiasi forma ai componenti degli organi elettivi della Fondazione Carifano, (comprese le medaglie di presenza). Questo senso di responsabilità è un segnale positivo ed attenua il costo del funzionamento dell’apparato, che nel 2014 è stato pari a 856 mila euro (165 per il personale, 210 per gli organi sociali, 94 per i collaboratori professionali, 40 per scarti di negoziazione, 248 per oneri vari, 23 per ammortamenti, 70 per imposte e tasse) a fronte di una erogazione complessiva di 1.905 mila euro.

Fra le modifiche da apportare allo statuto vi è quella che impone la riduzione della durata dell’incarico del presidente a 4 anni, invece degli attuali 5, con il limite di non più di due mandati consecutivi, per un totale massimo, a regime, di 8 anni consecutivi. Lo spirito della norma è evidentemente quello di impedire l’identificazione della Fondazione con la persona fisica di colui che la presiede, prevenedendo così la cristallizzazione di forme di potere nella città.

Avendo l’attuale presidente assunto il primo incarico nel lontano 2004, egli ha già abbondantemente oltrepassato il nuovo limite temporale. Tuttavia, poiché le modifiche statutarie più restrittive diverranno vincolanti solo dal momento successivo alla loro approvazione, egli potrebbe legittimamente continuare a rivestire l’incarico fino al maggio 2019, totalizzando quindi ben 15 anni di presidenza.

Pur non essendo obbligato al rispetto delle nuove regole, se il Presidente Tombari volesse anticiparne spontaneamente l’applicazione, compierebbe certamente un gesto nobile e lungimirante che sarebbe apprezzato da molti, anteponendo al proprio prestigio personale l'interesse della Fondazione e della collettività al periodico ricambio degli organi.

Non secondarie appaiono le prescrizioni per una maggiore trasparenza nell’attività delle Fondazioni, considerato che questo è un aspetto spesso carente nelle Fondazioni nazionali. La Fondazione Carifano, pur essendo già in regola per gran parte delle nuove prescrizioni, dovrebbe tuttavia provvedere a pubblicizzare su internet le informazioni sugli appalti affidati di importo superiore a 50 mila euro, i curricula dei componenti degli organi, i risultati della valutazione effettuata ex post sull’esito delle varie iniziative finanziate (costi ed obiettivi sociali raggiunti) mentre, al momento, la rendicontazione si limita alla sola elencazione degli interventi.

Da ultimo si chiede alla Fondazione – come prevede il nuovo accordo - l’adozione di un apposito regolamento per la gestione del patrimonio e la sua pubblicazione sul sito internet. Tale regolamento appare essenziale per riuscire a conservare la dotazione ricevuta dall’azienda bancaria. Opportunamente il protocollo richiede una fase di pianificazione strategica che definisca una politica di investimento tramite criteri per la migliore combinazione tra redditività e rischio (qualità degli strumenti, liquidabilità, rendimento, livello di rischio), diversificazione del patrimonio per ridurre la concentrazione del rischio, ottimizzazione dei risultati.

È essenziale una chiara attribuzione di responsabilità nel processo di investimento, con la separazione di ruoli e responsabilità onde evitare sovrapposizioni. È necessario, inoltre, che ci sia un momento di verifica a posteriori dell’adeguatezza e dell’efficacia della struttura organizzativa, delle politiche di investimento e delle politiche di gestione. Una verifica che, se necessario, adotti le conseguenti misure correttive. Attività queste massimamente necessarie per la Fondazione Carifano che negli ultimi anni non ha avuto una prudente gestione del patrimonio, dal momento che, sia nel 2013 che nel 2014, abbiamo assistito a svalutazioni degli investimenti effettuati per importi rilevanti. Si impone quindi una riflessione sulle perdite subite e sulla individuazione delle responsabilità, a cui gioverà la redazione del regolamento nella gestione del patrimonio.

Nel 2013 sono stati svalutati 24,578 milioni di euro per un primo abbattimento della partecipazione in Banca Marche (valorizzata a euro 0,495 ad azione in attesa del bilancio di chiusura della procedura di amministrazione straordinaria, prevista a breve) ed a seguire un ulteriore abbattimento patrimoniale.

Nel 2014 sono andati in default gli investimenti effettuati nel fondo immobiliare EST CAPITAL SGR. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 21.5.2014 Est Capital è stato sottoposto a procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nella gestione (il Commissario Straordinario ha sostituito gli organi sociali). L’importo svalutato in bilancio ammonta a 2 milioni di euro, cifra superiore a tutta l’attività erogativa dell’anno.

Dai bilanci pubblicati emerge poi una riduzione del patrimonio da 161 mln del 2012 a 138 mln del 2014 (in corrispondenza l’attivo fruttifero è passato da 191 mln del 2012 a 169 mln del 2014).

Nello stesso periodo si è ridotto pure l’avanzo di esercizio (da 4,960 mln a 1,374 mln del 2014) e quindi, di pari passo, si sono ridotte, lentamente ma inesorabilmente, anche le erogazioni deliberate nel corso dell'esercizio (da 2,430 mln del 2012 a 1,919 mln del 2014).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2015 alle 10:49 sul giornale del 10 giugno 2015 - 413 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, bene comune, Fondazione Carifano

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/akui





logoEV
logoEV