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Due ruote: Pesaro nella top 10 delle province più “appassionate”

Scooteristi 4' di lettura Fano 08/06/2015 - Pesaro e Urbino è la provincia marchigiana con il più alto tasso di motocicli. Una ricerca QUIXA svela i profili di scooteristi e motociclisti italiani.

Gli amanti delle due ruote continuano a crescere in Italia e nelle Marche non si sta certo a guardare. A dimostrare l’amore del Bel Paese per questi veicoli sono i dati sul parco circolante e a confermarlo – tracciando un profilo dei centauri del Bel Paese – è la ricerca “Stetoscopio - Il sentire degli assicurati italiani”, promossa dalla compagnia assicurativa online QUIXA e condotta da MPS Marketing Problem Solving.

SEMPRE DI PIÙ IN SELLA. Ben il 52% del campione (rappresentativo della popolazione italiana adulta) analizzato dall’indagine utilizza un ciclomotore (fino a 50 cc e 45 kmh di velocità massima) o un motociclo (superiore a 50 cc e 45 kmh), di sua proprietà o appartenente a un familiare. D’altronde, anche i dati ufficiali sul parco circolante (fonte: elaborazione su dati ACI) mostrano che, dal 2004 al 2014 il numero dei [1]motocicli in Italia è cresciuto del 42%, a fonte di una media del 12% per il totale dei veicoli.

MARCHE QUARTE IN ITALIA, PESARO E URBINO IN TESTA. Secondo i dati relativi al parco circolante, nel 2014 le Marche si piazzano al quarto posto della classifica tra le regioni con la maggiore percentuale di due ruote rispetto al parco dei mezzi in circolazione, precedute da Liguria, Toscana e Sicilia. I motocicli rappresentano il 14,7% dei veicoli marchigiani, con un picco nella provincia di Pesaro e Urbino dove superano il 18%, contro una media nazionale di circa il 13%. Anche Ancona e Ascoli Piceno mostrano una percentuale sopra la media con il 15,4% e 13,7%. Rimangono sotto, invece, Macerata (12,1%) e Fermo (11,4%).

IL PROFILO DEI CENTAURI: SCOOTERISTI E MOTOCICLISTI A CONFRONTO. Gli italiani sanno bene che le due ruote hanno molti vantaggi. Nella classifica stilata dalla ricerca di QUIXA, quello più apprezzato risulta la possibilità di evitare il traffico, come ha sottolineato il 57% degli intervistati. Seguono la maggiore facilità nel trovare parcheggio (indicata dal 50% del campione) e il minor consumo di carburante (45%)[2]. Se su questi punti fondamentali tutti sono d’accordo, è sulle altre motivazioni che si dividono gli amanti dei ciclomotori dalle cilindrate più basse e gli appassionati dei motocicli più potenti. Se i primi sono interessati soprattutto agli aspetti pratici, chi possiede veicoli di grossa cilindrata è guidato anche dalla “passione”: ecco i profili emersi dalla ricerca “Stetoscopio” (v. tabella seguente e infografica allegata).

CHI USA IL CICLOMOTORE è..
Urbano
: si sposta quotidianamente per brevi tragitti e rimane in città
Estivo: utilizza le due ruote soprattutto nella bella stagione
Pratico: si sposta con il ciclomotore soprattutto per motivi di lavoro
Generoso: non è geloso del suo mezzo e lo condivide con altri membri della famiglia
Fast: sceglie le due ruote per velocizzare i tempi e accedere alle zone vietate alle auto
Preoccupato: sulla strada sente di essere vulnerabile a cadute (soprattutto con cattive condizioni atmosferiche) e a comportamenti scorretti di altri veicoli

CHI USA LA MOTO è…
Extra-urbano: percorre tragitti a medio e lungo raggio, sia in città che fuori porta
Quattro stagioni: non viene condizionato troppo dalla brutta stagione e tende a utilizzare la moto tutto l’anno
Passionale: ama guidare il suo mezzo in occasioni di svago e divertimento
Esclusivista ma socievole: è l’unico in famiglia a usare la moto ma ama condividere le sue esperienze con altri appassionati
Slow: monta in sella per godersi il paesaggio e la natura
Tranquillo: è rassicurato dalla robustezza della moto, che lo fa sentire stabile anche con condizioni climatiche avverse

SICUREZZA SU DUE RUOTE. Su una cosa tutti i conducenti di mezzi a due ruote, che rappresentano una delle “utenze deboli” della strada, sono d’accordo: non ritengono di essere più spericolati degli automobilisti. Oltre il 30% di chi usa sia l’auto che la moto sostiene di avere una guida più prudente in sella che al volante, mente i restanti due terzi dichiarano di mantenere lo stesso stile di guida e solo in pochi confessano di cedere a qualche trasgressione sulla moto.
A fare paura, invece, sono i comportamenti imprudenti di utenti “forti” della strada, automobilisti in primis, e la minore stabilità dei veicoli più leggeri. Una curiosità: è soprattutto chi sale in sella ai mezzi più piccoli a sentirsi in pericolo anche se, secondo gli ultimi dati ACI–Istat, i veicoli più a rischio sono quelli di cilindrate superiori. I motocicli oltre i 50 cc, infatti, presentano l’indice di mortalità[3] più alto tra tutte le categorie di veicoli (1,68 vittime per 100 veicoli, contro lo 0.84 dei ciclomotori e lo 0.65 delle auto).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2015 alle 18:33 sul giornale del 09 giugno 2015 - 424 letture

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