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Dipinto di S. Antonio da Padova, restaurato e salvato dall'Archeoclub di Fano

5' di lettura Fano 06/06/2015 - Per il 2014/2015 abbiamo deciso di finanziare il restauro di uno dei tanti dipinti che si trovano nei Depositi della Pinacoteca per restituire alla città un’altra delle sue tante ricchezze.

La scelta è caduta su un dipinto del XVIII secolo raffigurante S. Antonio da Padova e attribuito a Giuseppe Ceccarini. Questo dipinto infatti si trovava in pessime condizioni e, senza un restauro urgente, rischiava di andare perduto. Inoltre abbiamo scelto di finanziare il restauro di questo dipinto anche perché, nonostante la patina di sporco che lo offuscava, ci sembrava proprio un bel quadro, equilibrato nella struttura compositiva, ricco e vivace dal punto di vista cromatico e, soprattutto, caratterizzato da una vitalità quasi nascosta, suggerita dal gioco degli sguardi dei vari personaggi raffigurati nel dipinto.
Infine, altro fattore determinante per questa scelta, il fatto che il dipinto, una volta restaurato, sarebbe stato nuovamente collocato nel suo ambito originario e cioè nella chiesa di S. Maria al Ponte Metauro. Questo oltre a rendere il dipinto nuovamente disponibile al pubblico l’avrebbe reso fruibile non solo in quanto oggetto d’arte ma anche come tramite visibile per la devozione e la pietà religiosa.Si aggiunga a ciò il fatto che il parroco era più che contento di questo intervento e anche il forte legame del Santuario di S. Maria al Ponte Metauro con la storia della città di Fano. Forti di queste motivazioni abbiamo poi concretizzato il tutto affidandol’elaborazione del progetto di restauro a due qualificate restauratrici (Paola Bartoletti e Maria Letizia Andreazzo) e quindi, in accordo con la direzione della Pinacoteca e con l’Amministrazione comunale, abbiamo avviato le procedure necessarie per chiedere alla Sovrintendenza il permesso di restauro. Ottenuto il permesso, le operazioni di restauro hanno avuto inizio nel novembre 2014 e, dopo un lungo lavoro, nel giugno 2015 sono terminate e così questo dipinto è tornato a risplendere dei suoi colori originari, rivelandosi tra l’altro anche di discreta fattura, sicuramente una tela di un certo pregio e valore.
Per quanto riguarda la presentazione del dipinto restaurato poiché raffigura S.Antonio da Padova, abbiamo scelto la data del 13 giugno perché è il giorno in cui ricorre la festa di questo Santo. La scelta di presentare il dipinto nella chiesa di S. Maria al Ponte Metauro è dovuta al fatto che questa tela era nata per questa chiesa e qui era collocata su un altare laterale dedicato a questo Santo. Quindi non solo si “festeggia” il restauro di un dipinto ma anche il suo ritorno alla Sede originaria.
Tra l’altro la chiesa di S. Maria al ponte Metauro è strettamente legata alle vicende della città di Fano, ed è un Santuario importante che nel corso della storia è stato meta privilegiata di pellegrinaggi per la richiesta di grazie. Così per richiamare anche l’importanza della Sede in cui tornerà il dipinto restaurato il gruppo di rievocazione storica della Pandolfaccia (che è nato nella parrocchia di S. Maria del Ponte proprio per rievocare uno dei momenti storici più importanti di questo santuario) ha offerto la sua preziosa collaborazione per la giornata in cui il dipinto tornerà nella sua chiesa. Abbiamo ritenuto particolarmente importante la collaborazione col gruppo della Pandolfaccia in quanto la sua partecipazione a questo evento pone in risalto il fatto che la cura e la tutela del patrimonio artistico non riguarda solo i pochi addetti ai lavori ma riguarda e coinvolge una comunità poiché il riconoscersi comunità parte anche dalla condivisione di una memoria storica e dall’affezione a quei segni e a quelle testimonianze che ad essa rimandano.
Archeoclub d’Italia sede di Fano è un’associazione di volontariato che ha come obiettivo principale quello di promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico, storico e artistico.
Una delle attività principali dei volontari della Sede dell’Archeoclub di Fano è la cura (pulizia, copertura dei costi di gestione, ecc.) e l’apertura estiva dell’Area archeologica ipogea di S. Agostino. Poiché, per ragioni di sicurezza, non è possibile visitare l’area archeologica ipogea senza accompagnatori, i volontari dell’Archeoclub con le aperture estive di questo sito permettono a tante persone di poter conoscere e apprezzare i resti di un imponente edificio di epoca augustea. Il contributo richiesto ai visitatori per l’ingresso ha lo scopo di coprire i costi di gestione del sito e, quanto eccedente, viene impiegato per promuovere e conservare il patrimonio archeologico, storico e artistico.
In considerazione del fatto che fin qui il Comune ci ha dato l’opportunità di accompagnare i visitatori anche all’area archeologica della Mediateca Montanari e ai resti dell’anfiteatro romano (siti archeologici di proprietà del Comune) ci è sembrato coerente alle finalità della nostra Associazione contribuire alla cura del patrimonio storico artistico della nostra città e così, grazie all’impegno dei nostri Soci e al sostegno di quanti visitano l’area archeologica di S. Agostino, abbiamo promosso e finanziato vari restauri.
Ad oggi questi i restauri promossi e finanziati dall’Archeoclub di Fano:
nel 2006 restauro degli affreschi dell’abside di S. Mauro nel cortile interno della Scuola Media Padalino;
nel 2012 restauro della lapide del XVII secolo posta all’interno della Darsena Borghese (lapide che riporta l’iscrizione relativa alla fondazione del porto Borghese).







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2015 alle 17:45 sul giornale del 08 giugno 2015 - 690 letture

In questo articolo si parla di cultura, fano, archeoclub, restauro

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