Dalla Corte Malatestiana alla Padalino: un bellissimo giardino per i fanesi e non solo

padalino fano 3' di lettura Fano 25/05/2015 - L’idea di ricostituire l’originario giardino all’interno della corte malatestiana per aprirlo a tutti, entrandovi dalla piazza grande e dalla piazzetta Leopardi, vale proprio il doppio e la decisione presa ha fatto centro. Un ribaltamento di prospettiva che favorisce il rapporto della cittadinanza con il suo patrimonio artistico. Una scelta che diverge da quelle delle precedenti giunte, caratterizzate dalla monocultura del calcestruzzo nella gestione del territorio e dei suoi beni culturali, per tanto devitalizzati ed aggrediti, mentre ora è maturato un progetto fatto con idee diversamente sensibili, che fa rinascere le antiche presenze locali, che propone la bellezza alla città.

Quel verde, se verrà fatto a modo di giardino all’italiana, non sarà un “giardino rinchiuso” per pochi ma sarà tanto più un attraente luogo ameno coi suoi fiori e profumi per moltissima gente in quanto vissuto dal flusso e dalla sosta dei fanesi e dei turisti. Questo dell’uso aperto a tutti è l’elemento innovativo del progetto fanese che piacerebbe anche a uno come William Morris se ancora vivente; il padre del Modernismo artistico di seconda metà Ottocento inglese in poi che da socialista qual era sognava la bellezza dell’arte anche per chi da sempre ne era rimasto escluso.

“Non voglio l’arte per pochi privilegiati, come non voglio l’istruzione per pochi e la libertà per pochi”. Ma il giardino sarà anche un sostegno al museo, prevedendo che il palazzo malatestiano, le persone e l’immagine della città ne trarranno reciproco vantaggio estetico culturale ed anche economico.

Una valorizzazione della bellezza ottenuta ripulendo la corte da una funzione non originaria e di ripiego per restituirla esclusivamente al genere delle cose belle da vedere e da vivere e soprattutto perché la riflessione sulle bellezze del passato serve sempre a far aprire gli occhi sulle brutture del presente. E se la bellezza entrerà nella mente dei cittadini, pian piano anche la città comincerà ad assomigliare a quella bellezza: credo sia questo sottinteso valore formativo il maggior pregio di un giardino bellissimo per tutti i fanesi e per i forestieri.

Oppure si può imparare ad interrogarla anche partendo da questo luogo, la bellezza stessa, come da uno specchio; dedicarle più tempo per chiederle perche la vita è spesso così brutta e chiedersi come mai Orfeo sapeva trasformare col canto i bruti in uomini mentre qualcun altro, ancora oggi, cambia gli uomini in bruti.

Si potrebbe continuare a lungo con gli esempi educativi e rieducativi dell’Arte quale insorgenza dell’animo che, come l’amore, solo gli esseri umani possiedono; ma se non si vuole una città di scatole vuote o di scheletri è proprio da concetti simili a questo che si deve ripartire, ovvero che deve essere la bellezza della città il primo bene da tutelare e favorire da parte degli amministratori.

Concetti già presenti negli statuti comunali italiani sin dal Medioevo. E’ da comportamenti sociali da questi statuti ispirati che, secolo dopo secolo le cose artistiche divennero la spinta, persino monetaria, che costruì il patrimonio del nostro Paese ( per documentarsi, basta cercare e leggere il Costituto della città di Siena del 1309).

Credo che questo progetto del giardino, da far rinascere dove era un tempo, sia di notevole rilevanza culturale per i motivi sopra detti e vada assecondato tanto più che la diretta conseguenza sarà che gli spettacoli estivi sotto le stelle verranno accolti nel peristilio interno della Padalino: un luogo che possiede una sua notevole marcatura artistica unitaria, ad oggi ottimamente restaurato anche nella parte funzionale grazie alla collaborazione della Soprintendenza di Ancona.

Dunque saranno ben due i monumenti ad avvantaggiarsi con un unico intervento all’insegna del buon gusto, della concretezza e della spesa contenuta per restituire ai cittadini l’arte e la storia della città nel modo migliore; quello che si evolve dal passato, rispettandolo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2015 alle 12:53 sul giornale del 26 maggio 2015 - 804 letture

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