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Paolo Cevoli conquista il Politeama con il suo 'Soldato semplice'

paolo cevoli 1' di lettura Fano 24/04/2015 - Applausi e apprezzamenti per il cabarettista di Riccione che giovedì 23 aprile ha presentato in via Arco d'Augusto il suo primo lungometraggio.

Pudicamente irriverente, con quell'inflessione da romagnolo bonario e velatamente sornione che ti fa subito ridere: il Politeama ha accolto Paolo Cevoli e il calore degli spettatori è stato ricambiato da una pellicola scanzonata, capace di attenuare, ridendo, la tragedia della Prima Guerra Mondiale e di far dimenticare, in diverse scene, il motivo per cui i personaggi si trovano lì, a indossare pesanti casacche e a usare congegni di cui non sanno neanche il nome. Il critico cinematografico Meneghetti ha detto di questo film: 'Non siamo ai livelli della Grande Guerra di Monicelli, che resta un'opera d'arte, ma siamo sulla buona strada'.

Protagonista un maestro di scuola elementare, ateo convinto e contrario ai precetti del libro 'Cuore', che giunge sulle montagne della Valtellina in qualità di eliografista volontario, ma solo più tardi si scoprirà il motivo della chiamata al fronte. Qui, tra il lombardo e il napoletano, in quel crogiuolo di dialetti che è l'Italia, assurge subito a figura paterna di Pasquale, giovane ragazzo di Capri. La trama si sviluppa in modo intelligente e coerente, senza tempi morti, con le battute pronunciate al momento giusto: ne emerge un gruppo di uomini che, capitani o soldati semplici, imparano a non dare importanza alcuna ai gradi e ai ruoli che ricoprono.

Cevoli non si smentisce e a una possibile domanda sulle prossime elezioni regionali risponde: 'Ma Fano fa Regione?'. Forse qualcuno sarebbe stato contento di sentirlo dire: 'Portiamo Fano in romagna'.






Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2015 alle 19:10 sul giornale del 25 aprile 2015 - 360 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, paolo cevoli, articolo, Francesco Gambini

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