'L'assedio di Mondolfo': conferenza con Roberto Bernacchia

L'assedio di Mondolfo 2' di lettura Fano 01/12/2014 - Conferenza di Roberto Bernacchia nel Salone Aurora a Mondolfo, il giorno 6 dicembre alle ore 17. Con questa iniziativa Monte Offo intende avviare la preparazione del 5° centenario dell’assedio di Mondolfo da parte delle truppe di Lorenzo de’ Medici (1517-2017), un evento che ha segnato una netta cesura nella storia della nostra cittadina.

Nel marzo dell’anno 1517, mentre le truppe di Lorenzo de’ Medici si avvicinavano a Mondolfo, gli occhi dei principi, dei governanti e degli scrittori d’Italia erano puntati su questa terra. Lorenzo era il legittimo duca d’Urbino, avendo ottenuto l’investitura dal pontefice Leone X, suo zio, ma doveva fronteggiare la reazione dello spodestato Francesco Maria della Rovere, che nei primi mesi dell’anno aveva facilmente recuperato gran parte del suo stato, grazie soprattutto al favore delle popolazioni.

Anche Mondolfo era rimasta fedele al Della Rovere, ma ora si apprestava a sostenere l’assedio più duro della sua storia, investita da forze militari soverchianti e dall’impatto terribile delle artiglierie. Nondimeno, le sue mura resistettero per cinque giorni all’intenso tiro dei cannoni di Lorenzo de’ Medici; il quale, poi, gravemente ferito alla testa da un colpo di archibugio, fu portato in Ancona per essere curato da una équipe di medici e chirurghi.

Ma l’assedio continuò e questa volta gli assedianti, pur senza interrompere il cannoneggiamento, adottarono la tattica delle mine per far saltare le mura. Ne ordinarono cinque, mentre i difensori cercavano di intercettarle con le contromine: vi riuscirono in tre casi, ma non poterono evitare che i guastatori nemici riuscissero a piazzare due cariche esplosive sotto le fondamenta delle fortificazioni. I due scoppi provocarono l’abbattimento del torrione sud-ovest e di un tratto dell’attigua cortina muraria e gli attaccanti, approfittando delle brecce apertesi, si gettarono all’assalto, ma furono respinti dai giovani mondolfesi.

Tuttavia l’indomani (3 aprile) il capitano della guarnigione spagnola, comprendendo che un’ulteriore resistenza sarebbe stata vana, senza consultare i cittadini trattò la resa con il nemico ottenendo degli onorevoli patti, i quali poi non vennero totalmente rispettati. Iniziò così un terribile sacco, che terminò solo grazie a un miracolo, di cui i mondolfesi celebrarono il ricordo in un celebre dipinto. Questo in sintesi il racconto dell’evento storico, di cui scrissero i maggiori storici del tempo (Guicciardini, Giovio), mentre i cronisti mondolfesi ne tramandarono l’epos con un racconto ricco di pathos partecipativo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2014 alle 17:46 sul giornale del 02 dicembre 2014 - 830 letture

In questo articolo si parla di cultura, mondolfo, conferenza, L'assedio di Mondolfo, Roberto Bernacchia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/ack7





logoEV