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Centro Studi Vitruviani: tre proposte al Comune di Fano

Centro Studi Vitruviani Fano 5' di lettura Fano 22/07/2014 - Il Centro Studi Vitruviani invia una lettera diretta al Sindaco di Fano Massimo Seri, all'assessore all'urbanistica e alla cultura Stefano Marchegiani, alla Commissione Cultura, alla Commissione Urbanistica e al Comune di Fano.

"Nell’ottica di una positiva collaborazione ci permettiamo di sottoporre alla vostra cortese attenzione le seguenti proposte:

-Proposta n. 1: chiediamo di porre agli ingressi della città un cartello con la scritta “FANO, L’antica Fanum Fortunae, La città di Vitruvio”.

Oltre a rimuovere l’equivoco interpretativo di “Fano città della Fortuna” tale scelta sottolinea il legame esistente tra Vitruvio e la città di Fano, con la prospettiva di proiettare Fano in una dimensione universale legata all’importanza del testo vitruviano. Non è da escludere (lo sostiene Pierre Gros e altri studiosi vitruviani) che Vitruvio sia nato a Fano e tutti sappiamo che Vitruvio, nel suo De Architectura, descrive, come unico edificio da lui realizzato, proprio la Basilica di Fano. Ma non è forse tanto importante stabilire se Vitruvio è nato a Fano e forse neppure se la basilica ci sia realmente o no. Ciò che è indissolubile è il legame tra Vitruvio e Fano alimentato da una straordinaria tradizione letteraria e architettonica che fanno dell’architetto romano l’eroe eponimo di questa città. Non si può neanche non pensare a una possibile, anche se non documentabile al momento, presenza della mano di Vitruvio nel disegno urbano della città augustea. La cinta muraria, d’altronde, viene costruita con notevoli aderenze alle norme del De Architectura. Ciò che più conta poi, come più volte sottolineato nei nostri interventi, è che il De Architectura di Vitruvio è l’unico manuale enciclopedico di architettura e cultura antica a noi pervenuto. Per tale motivo esso ha percorso e vivificato tutta la cultura occidentale fondata su una classicità, e su un linguaggio all’antica, alla cui definizione Vitruvio ha primariamente contribuito. E’ stato così codice e modello per Alberti, Vignola, Bramante, Leonardo, Raffaello, Palladio, fino ad arrivare ad influenzare il razionalismo del novecento e le vicende culturali fino ai nostri giorni. Quindi evidenziare che Fano ha una legame forte con le radici della cultura occidentale più che un doveroso tributo a Vitruvio è un grande atto d’amore per la nostra città.

-Proposta n. 2: la vicenda della costruzione realizzata a pochi metri dalla porta della Mandria, oggetto di più che giustificate contestazioni anche da parte nostra, pone l’assoluta necessità di intervenire.

Chi ha il dovere di verificare come stanno le cose lo faccia ma il fatto ci sembra dimostri come, anche a Fano, la bellezza della città e del paesaggio possa essere violata anche con le carte formalmente in regola. Leggi, norme, regolamenti non sono sufficienti a salvaguardare i beni comuni se non si parte dalla conoscenza e dal buon senso. Semmai c’è il problema di come si scrivono le leggi che troppo spesso dettano norme che vanno sistematicamente contro la bellezza del nostro paese, tutelata dalla nostra Costituzione ma di fatto deturpata dagli interessi di parte con l’avallo formale di leggi e autorità. Il Consiglio di Stato, in una recente sentenza del 29 aprile 2014, n.2222, esprime con forza e nettezza la straordinaria importanza del “paesaggio” nel nostro ordinamento, ne richiama il dettato costituzionale, lo definisce “bene primario ed assoluto” e ribadisce che “ il paesaggio rappresenta un interesse prevalente rispetto a qualunque altro interesse, pubblico o privato, e, quindi, deve essere anteposto alle esigenze urbanistico-edilizie”. Anche se questa sentenza non potrà produrre effetti sul caso specifico riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba almeno valutare quali sono gli strumenti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico rappresentato non solo dai singoli monumenti ma dal centro storico e dal paesaggio urbano nel loro complesso. Gli strumenti di tutela non sono un limite da scansare ma mezzi indispensabili per accrescere il valore del bene e garantirne la fruizione oggi e domani. Si racconta in questi giorni che qualche guida turistica evita di fare tappa alla porta della Mandria perché i turisti protestano per quello che vedono. E’ evidente il danno di quell’intervento. E allora, ad fine di evitarne altri per il futuro, la nostra proposta è di attivare quanto prima una specifica tutela paesaggistica per quello straordinario patrimonio che sono le nostre Mura Romane, chiedendo alla competente Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, l'imposizione di un vincolo indiretto per tutto tratto ancora visibile, così come è stato fatto per il bastione Sangallo valutando, probabilmente e parimenti, se anche l’intero centro storico non meriti analoga attenzione.

-Proposta n. 3: alla luce di quanto sopra appare opportuno che l’Amministrazione dia anzitutto precisi indirizzi ai propri uffici affinché non si limitino ad una mera valutazione formale dei progetti edilizi ma abbiano come primo pensiero il valore del bene comune e, inoltre, rafforzi gli organismi preposti alla valutazione degli stessi, quali la commissione edilizia, con maggiori e adeguate conoscenze e competenze in materia di patrimonio storico-culturale e di paesaggio."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2014 alle 12:14 sul giornale del 23 luglio 2014 - 623 letture

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