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Mondolfo: Corrado Augias ospite dell'associazione culturale Ville & Castella

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L’associazione culturale Ville & Castella torna a Mondolfo con il Festival Spiritualia: dopo il filosofo Galiberti e l’autore teatrale Moni Ovadia, questa volta ospite acclamato è stato il giornalista e scrittore Corrado Augias.

Nei giardini della Rocca l’Assessore alla Cultura del Comune di Mondolfo, Corrado Paolinelli, ha introdotto il famoso conduttore televisivo con una breve digressione storica sulla scelta del luogo e sull’analogia che questa scelta evoca: “La Rocca Roveresca fu progettata e costruita dall’architetto Francesco di Giorgio Martini ma venne smantellata a partire dal sedicesimo secolo e alcune pietre furono usate per costruire il porto di Ancona. Quello che resta ora è un grande spazio vuoto, così come è grande il vuoto lasciato dalla cultura. Con la presenza di Augias, oggi noi vogliamo colmare questo vuoto”.

Delle cose di Dio, delle parole degli uomini: un tema importante quello svolto di fronte a mille persone. Si parte dalla definizione di “Chiesa”, intesa come “millenaria monarchia retta dal celibato non ereditario”. Il conduttore televisivo inizia il suo excursus storico parlando di Giovanni XXIII, uomo dalle ampie aperture spirituali e primo ad aver liberato gli ebrei dall’accusa di popolo deicida. Grande ma controversa figura quella di Giovanni Paolo II che ha cambiato la storia mondiale pur affrontando gli scandali dello Ior.

Parole dure per Benedetto XVI: “Seminarista, poco avvezzo ai dialoghi con i fedeli, la sua opera più grande è stata l’abdicazione dal trono pontificio poiché ha trascinato con sé l’intera curia romana e la corruzione di cui si era infangata”. Da qui si arriva a Bergoglio, papa Francesco , che proprio in questi giorni ha definito i mafiosi “persone scomunicate che hanno intrapreso la strada del male”.

Augias discute poi dell’intricato passato fra Stato Pontificio e Italiano, cooperazione riassunta dall’articolo 7 della Costituzione, dietro il quale si celano i Patti Lateranensi, la Breccia di Porta Pia e tutti i secoli precedenti fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

Ateo convinto, lo scrittore risponde infine a una domanda rivoltagli dal pubblico: “Come si può parlare di religione pur essendo atei? Il filosofo Feuerbach ha detto che Dio è stato creato dall’uomo. Io, quindi, credo che non ci sia bisogno di un Dio costituito per essere religiosi. E credo anche che tutto finirà con la morte”.





Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2014 alle 22:10 sul giornale del 22 giugno 2014 - 1364 letture