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comunicato stampa

Marotta Unita, Vergoni: 'Ora diventare città che guarda avanti'

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enrico vergoni

Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi camminare lontano, cammina insieme! Viene in mente un antico proverbio africano per sottolineare la grande vittoria di una comunità intera. E’ stata la vittoria di tutto un popolo.

Un grazie a tutti, al presidente Gabriele Vitali e a tutti quelli che ci hanno lasciato troppo presto ma hanno posto le basi, nel corso degli anni, per questo grande successo, il mio pensiero va all’amico Mauro Ricci a cui mi sento di dedicare questa vittoria.

Ora la parte più difficile, diventare una città con una propria identità che ci accomuni tutti, recuperare le frizioni che in questi mesi, inevitabilmente, hanno prodotto note polemiche e in pochi soggetti un livore del tutto ingiustificato. Ora si plachino i pastori di Dio dal pulpito e si inizi subito un percorso di aggregazione delle due parti, un percorso che non sia solo basato sul passaggio di consegne tra i due comuni ma che vada a recuperare e sanare la ferita che in questa, troppo violenta campagna elettorale, si è prodotta sul corpo vivo di una città che tra la crisi economica ed evidente perdita di quella vocazione turistica che ci ha sempre contraddistinto nei decenni ha bisogno, ora più che mai di unità tra i vari livelli e di una “pax sociale” che faccia si che Marotta non sia solo unita ma anche unica.

Per tutti questi anni siamo stati costretti a specchiarci in uno specchio rotto che non proiettava un’unica immagine ma tante diverse ed indecifrabili: città dormitorio, città senza turisti, città periferia tra Fano e Senigallia, ma se al posto di città sostituissimo con comunità allora vedremo la nostra storia, il nostro essere parte di qualcosa più grande, il nostro avere lo stesso sangue. Ecco perché non ci sono vincitori ne vinti, l’unificazione, sancita da volontà popolare (non dimentichiamolo) non è l’imposizione di una parte maggioritaria su una minoritaria ma semplicemente il giusto esito di una vicenda paradossale e quasi comica che, in negativo, ci ha fatto balzare per anni agli onori della cronaca nazionale.

Ora spetta il lavoro più grande: al municipio mondolfese ed ai suoi rappresentanti spetta il compito non di annettere ma di accogliere i nuovi cittadini, essere all’altezza delle loro aspettative, parlare con loro e capirne le esigenze. La riunificazione può e deve essere l’occasione da non perdere per una primavera di una città che deve guardare avanti, rottamare troppi vecchi attori della politica mondolfese e proiettarsi in avanti. Una città che deve tornare a crescere insieme a Mondolfo, sono assolutamente contrario a qualsiasi ipotesi di nuovo comune, rimanere insieme al nostro capoluogo per una nuova stagione. Con tempo anche gli amici del comitato del No capiranno che è stata la scelta giusta, l’unica possibile se si vogliono superare le secche di un apparente declino che ora, tutti insieme, possiamo evitare.



enrico vergoni

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-06-2014 alle 13:11 sul giornale del 20 giugno 2014 - 728 letture