Battaglia per il Lisippo: 'Amore ritorna'

5' di lettura Fano 29/05/2014 - Ma la tutela del patrimonio artistico fanese è la vera battaglia per il Lisippo. E la si combatte a Fano usando la conoscenza e non i tribunali.

C’è una cosa che emoziona taluni fanesi più del pensiero di un convegno amoroso ed è la “novelas” del ritorno del bronzo greco perché, si sa, quello che non si può avere intriga assai e può trasformarsi in estasi dolorosa. Quindi è attesa, col cuore in mano, la prossima sentenza della Cassazione di Roma; col cuore usato come un telefonino: confisca o no? Azzardando previsioni potrebbe uscire una sentenza “Cerchiobottista” che colpirà le due parti lasciando la statua dov’è anche perché la causa fanese, almeno nei modi, non sembra conoscere quelli ben più evoluti usati da Rodolfo Siviero (1) per riportare a casa le opere d’arte rubate dai Nazisti, fermo restando che, quale sarà il contenuto della sentenza, negli USA la legge italiana non è sovrana. Ma culturalmente parlando, la nostra è una ben povera città se certi protagonisti della propaganda mediatica non avvertono la inconciliabilità tra il concetto di battaglia e quello di Arte: Arte che sa entrare nelle strutture mentali profonde mediante immagini ovunque comprensibili che unisce i popoli nella bellezza delle idee, quindi nella pace. Dunque, fare battaglia per una statua greca che andrebbe solo restituita al luogo di origine, anche se per il Lisippo la Grecia non fu il luogo del ritrovamento, fa pensare ad una mancanza di considerazione di quei contenuti culturali specifici in materia di restituzioni. “Quale sarà, piuttosto, la potenza benefica che li renderà alla loro prima patria? E’ là che il cielo, la terra, il clima, le forme della natura, gli usi, lo stile degli edifici, i giochi, le feste e gli abiti, si troverebbero ancora in armonia con i loro antichi ospiti. Ecco, se fosse permesso auspicare uno spostamento della scultura antica, dove la ricollocherebbe il voto di un artista.” (2)

E’ una riflessione significativa presente nella quarta lettera di Quatremère De Quincy, grande conoscitore di cose artistiche, al Generale Francisco De Miranda, a proposito della restituzione delle opere d’arte ai paesi di origine nella polemica europea contro i saccheggi napoleonici e contro la politica museale del Direttorio, che le migliori opere d’arte dei paesi occupati le fece portare in Francia. E per chiarire ancor meglio tale teoria del contesto della bellezza e dell’arte che politici, giornalisti ed assessori fanesi sembrano sin qui disconoscere, eccola addirittura in anticipo sulla storia comparire in questi versi di Ludovico Ariosto, quando nell’Orlando Furioso così si esprime nella similitudine della verginalità e della rosa: “Ma non si tosto dal materno stelo / rimossa viene dal suo ceppo verde, / che quando avea dagli uomini e dal cielo / favor, grazia e bellezza, tutto perde” (3).

Dunque si spera che i politici vogliano apprezzare questi concetti ove risiede una verità culturale ben più alta di quanto circola in merito quasi sempre a sproposito. Anche l’UNESCO con la nota Convenzione del 1970 rafforza, quasi ricalcandole, le indicazioni di Quatremère, col favorire da parte degli stati che la sottoscrivono la restituzione alla loro patria delle opere lontane. Altrimenti la Venere di Cirene e la Stele di Axum non sarebbero mai tornate ai luoghi di origine. Per questo augurare il ritorno, anche della statua del Getty in Grecia, sta molto bene sia in cielo che in terra, come sta nelle intenzioni storicamente espresse e dimostrate dal miglior pensiero europeo. Così il ritorno dei bassorilievi del Partenone venne caldeggiato da Antonio Canova ai primi del 1800, come li richiese alcuni decenni fa il Ministro greco della Cultura Melina Mercouri. Di contro a Fano, dove in questi ultimi 120 anni è stato distrutto il possibile del patrimonio artistico, proprio nella città che svendette illegalmente quella stessa statua che ora legalmente richiede, sembra sia stato elaborato di recente “il pensiero unico alla fanese” visto che i candidati sindaci “I sette per il Lisippo” ne han chiesto in coro il ritorno. Sarebbe stata miglior cosa se avessero concretamente illustrato, i candidati, un progetto di riqualificazione, a scelta, anche di una sola piccola area fanese carica di memorie: infatti, non sta certo nella discutibile battaglia per il Lisippo la consistenza della difesa del patrimonio artistico fanese.

E’ forse proprio qui, nell’andar contro a un presunto nemico lontano che “I sette per il Lisippo” hanno mostrato di non sapere come fare a difenderlo, il patrimonio vicino, mentre resta sempre il metodo migliore per distruggere un bene culturale fanese, quello di non prestargli la dovuta attenzione usando la strategia dell’indifferenza, fingendo di non vedere, lasciandolo immedicato. Se così fosse, credo sia giusto ricordare a chi uscirà vincitore dal ballottaggio a sindaco, la necessità di un impegno rivolto ad intensificare la tutela del nostro patrimonio artistico, scusandosi con la Cultura Greca dato il grave comportamento tenuto mezzo secolo fa dai fanesi: un’ombra da cancellare quando persino il Vaticano ogni tanto chiede perdono dei passati errori. E se la rivendicazione della statua è nel diritto di quei privati che la sostengono, un sindaco non deve necessariamente farsene carico. Deve piuttosto tutelare il pluralismo delle opinioni delle molte persone che diversamente dalla propaganda, percepiscono la vicenda col Getty alla stregua di un sopportato, protratto tormentone. Credo ancora una volta calzante, circa la assurda battaglia per il Lisippo, quel detto arabo che recita: “Sono i miraggi a far muovere le carovane, anche se nessuna carovana arriverà mai al miraggio”.


(1) Francesca Bottari, Rodolfo Siviero, Castelvecchi ed. Raccoglie 40 anni di recuperi del più grande esperto in politica delle restituzioni di opere trafugate.
(2) Quatremère De Quincy, Lettere a Miranda, Minerva edizioni - quarta lettera - pg. 195.
(3) Ludovico Ariosto, Orlando Furioso - primo canto, paragrafo 43, versi 330-340.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2014 alle 13:02 sul giornale del 30 maggio 2014 - 723 letture

In questo articolo si parla di cultura, lisippo, paolo venturelli, patrimonio artistico, tutela, lisippo fano

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/41C





logoEV
logoEV