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'Con le parole giuste': incontro con Lionello Mancini e il magistrato Giuseppe Pignatone

con le parole giuste: mancini e pignatone 3' di lettura Fano 25/03/2014 - Sesto appuntamento per la rassegna “Con le parole giuste”, organizzata dal Comune di Fano, Mediateca Montanari - Memo, Biblioteca Federiciana, Fondazione Federiciana, in collaborazione con l'Associazione Nazionale Magistrati - Sezione Marche.

Una rassegna che si avvale della partecipazione di personalità di spicco nel campo dell’impegno civile, della filosofia e della letteratura per riflettere su alcune parole chiave che in ambito giudiziario hanno un significato, ma che in altri settori assumono senso e peso diversi.

I cambiamenti partono anche dalle piccole cose, dall'impegno quotidiano, dal rifiuto delle scorciatoie e delle semplificazioni, dalla coerenza e dalla fedeltà ai propri ideali: questo è quello che dice, tra i tantissimi insegnamenti, Don Ciotti. Un insegnamento racchiuso anche nelle parole di Rosario Livatino, il giovane magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990: «Alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti ma se siamo stati credibili».

Coerenza - In nome della giustizia” è il titolo del prossimo incontro e a riflettere insieme a noi, venerdì 28 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna di Fano, ci saranno il giornalista Lionello Mancini, autore del libro L'onere della toga (BUR 2013), ed il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone. L'incontro sarà introdotto e coordinato dal magistrato Sante Bascucci.

Lionello Mancini (1951) ha lavorato come cronista giudiziario per Lotta Continua e Il Sole 24 Ore collaborando per alcuni anni anche con La Stampa e Panorama. È stato vicedirettore di Radio 24. Dal 2006 è tornato a occuparsi di giudiziaria come inviato de Il Sole 24 Ore. Nel 2013 ha pubblicato L'onere della toga (BUR).

Giuseppe Pignatone (1949) è un magistrato italiano, procuratore della Repubblica di Roma dal 2012. Entra in Magistratura nel 1974. Ha collaborato per tanto tempo con Piero Grasso, ex Procuratore capo di Palermo nella conduzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. A Palermo ha portato a termine numerose indagini contro Cosa Nostra facendo condannare vari capi e gregari della criminalità organizzata siciliana, in particolare Vito Ciancimino, Totò Cuffaro, ed ha coordinato le indagini che hanno portato all'arresto del superlatitante Bernardo Provenzano. Nel 2008 è stato nominato Procuratore capo di Reggio Calabria dove ha continuato la sua lotta contro l'Ndrangheta essendo anche a capo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Per il suo impegno ha subito alcune intimidazioni e minacce. Nel 2012 è stato nominato dal Procuratore capo di Roma. Sempre nel 2012 su suo ordine, i carabinieri del NOE coordinati da Sergio De Caprio, meglio noto come Ultimo, e dal capitano Pietro Rajola Pescarini, hanno perquisito l'abitazione di Massimo Ciancimino a Palermo e di altri imprenditori e prestanome alla ricerca di carte, file e documenti sulla Ecorec utili alle indagini avviate dai pm Delia Cardia e Antonietta Picardi in riguardo al riciclaggio di denaro nella più grande discarica di rifiuti in Europa a Glina (Romania) del valore di circa 115 milioni di euro e che, secondo gli investigatori, è riconducibile proprio a Ciancimino e farebbe parte del tesoro accumulato dal padre Vito quando era sindaco di Palermo.












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