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Coordinamento Fano Unita: lettera aperta a Spacca e alla Regione Marche

4' di lettura Fano 22/03/2014 - In questi anni in cui i cittadini si sentono sempre più lontani dalla politica e dalle sue istituzioni noi, cittadini del Comitato Fano Unita, ci rivolgiamo a Voi illustrissimi rappresentanti delle istituzioni ed a questo illustrissimo consesso affinché vengano garantiti i diritti di noi cittadini TUTTI.

Interveniamo dunque in merito al referendum consultivo, tenutosi il 9 marzo, volto a decidere circa il passaggio di un territorio, e della popolazione ivi residente, dal Comune di Fano a quello di Mondolfo. Tanto abbiamo detto e tanto avremmo ancora da dire circa le vere origini del quesito referendario e del suo iter all’interno di codesta Istituzione; ma oggi ci rivolgiamo a Voi affinché venga resa giustizia a quella parte di cittadini residenti nel territorio fanese (che ricordiamo essersi inequivocabilmente espressi per il NO) e che non vedrebbero riconosciuti i loro più sacrosanti diritti e la loro volontà non tanto per carenza delle proprie ragioni ma per manifesta inferiorità di rappresentanza in seno a questo consenso. Noto è infatti che chi oggi avrà il compito di garantire, quale arbitro, tutti noi cittadini si è rivelato, e si rivela tutt’ora, uno dei giocatori di punta della squadra “avversaria” tanto da ricordarci un famoso spot pubblicitario di come ad alcuni piaccia “vincere facile”!

Entrando nel merito del quesito referendario è importante ricordare che il suo carattere consultivo impone a tutti noi e Voi profonde riflessioni su come esso sia maturato al di là del mero risultato numerico proprio perché, in questa occasione, non siamo a parlare di soli numeri ma di vite umane, di famiglie e delle loro future esistenze. Infatti, al di là del singolo e miope dato referendario corre l’obbligo premettere e ribadire che i confini che si andrebbero a modificare sono tali da almeno 500 anni e di come nel corso dei secoli, e nell’ambito di essi, le popolazioni si siano organizzate scegliendo ed accettando di risiedere talora nell’una o nell’altra parte del territorio e dunque nella piena consapevolezza se essere, o voler essere, cittadini di Fano, o di Mondolfo, in tutta libertà. Contrariamente a quanto affermato dunque non è stato innalzato alcun muro divisorio a differenza di oggi dove la decisione di spostare, o meno, quel confine creerà, questa volta SI!, una divisione di territori e famiglie con un’assunzione di responsabilità, sia amministrativa che morale, di non poco conto da parte di codesta Assemblea.

Il referendum è Consultivo e quindi come tale necessiterebbe di uno studio, di una analisi attenta e accurata per poter leggere con attenzione quello che si nasconde dietro dei semplici numeri e percentuali: analisi che sarebbe dovuta essere ancor più scrupolosa alla luce dei risultati referendari che hanno visto complessivamente una bassa affluenza, pari appena al 56,9%, e con tale percentuale di votanti ha vinto il SI solo grazie alla partecipazione di Marotta di Mondolfo, risultati quindi viziati dal voto di cittadini che sono stati forzatamente inseriti nel corpo votante contrariamente a quanto invece era indicato dalla sentenza del TAR. Evidenziamo come nel territorio Fanese, dove la condizione amministrativa dei residenti cambierebbe radicalmente e dove erano quindi in gioco gli interessi VERI, ha vinto il NO col 52%.Se poi andiamo a guardare le sezioni elettorali di Marotta di Fano, c’è stata una lieve superiorità di SI. Quindi i dati parlano chiaro: affluenza al voto non rilevante e bassissima superiorità del SI rispetto al NO (ovvero APPENA il 38,11% degli aventi aventi diritto al voto).

È dunque per tutte queste ragioni che noi cittadini chiediamo a questo autorevole consesso di decretare, quale esito referendario, il nulla di fatto e quindi di non avviare tale meccanismo e lasciare i confini attuali. Al Presidente dell’Assemblea Regionale, Vittoriano Solazzi, chiediamo di non presiedere la seduta, o le sedute che dovranno deliberare circa la questione, in quanto essere in forte conflitto di interessi essendosi palesemente schierato, oltre ad aver brindato e festeggiato l’esito referendario, in totale sfregio di quel 52% della popolazione che ha creduto in lui e nel suo autorevole, quanto imparziale, ruolo istituzionale: come può deliberare su una questione di cui lui stesso è stato sin dall’inizio promotore e parte attiva?

Chiediamo comunque che prima di procedere alla deliberazione si valuti attentamente di aspettare le pronunce dei 2 ricorsi al TAR ad oggi pendenti contro l’estensione della consultazione alla porzione di Marotta di Mondolfo, che potrebbero portare all’annullamento di tali voti. Quantomeno siamo a chiedere di SOSPENDERE al momento la procedura legislativa in merito, fino all’elezione del nuovo sindaco di Fano, nel rispetto dei cittadini e dell’amministrazione stessa, sospensione che sarebbe opportuna anche per dare modo di riflettere, valutare e analizzare con estrema attenzione il risultato del referendum.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2014 alle 16:35 sul giornale del 24 marzo 2014 - 963 letture

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