Venturelli su Teatro Romano: 'Sarà l’assessore con lo scanner a salvare quel che resta della bellezza'

tecnici al lavoro con laser sui resti del teatro romano 4' di lettura Fano 11/03/2014 - L’avesse avuto Heinrich Schliemann lo strumento al laser scanner tridimensionale visto all’opera qui a Fano nell’area del teatro romano! Vien da pensare che lo stesso scopritore di Troia, anima immortale, a Fano una visita ce la farebbe…così per aggiornarsi in tecnologie, non si sa mai.

Vitruvio, invece ha avuto licenza di uscire dall’Ade, pochi minuti su quel teatro, invisibile agli occhi di tutti ma poi, giunto insino al palazzo dell’urbanistica, pare se ne sia tornato in fretta tra pallide ombre a piangere il suo destino nel buio visto l’attuale P.R.G. Questa è Fano, signori! La città del carnevale, la Fano dei Cesari, quella del Lisippo che di lontan punge e ferisce una sola persona. Ma battute a parte, anche da noi nacque un grande concittadino dall’ingegno poliedrico. Quelli che se ne vede uno ogni tre, quattro secoli: Cesare Selvelli, che intuì l’origine “alta” della città. Nel suo libro autobiografico, Recenti e Remoti, ed.Liocorno, del 1962, fra l’altro narra come salvò le mura augustee nei primi anni venti dal piccone di un sindaco amico di speculatori edilizi. L’ing. Selvelli disegnò con l’amore per i suoi cittadini sulla punta della matita e regalò quindi alla città il progetto poi realizzato dell’ospedale-giardino S. Croce che tanti amministratori provvidero a ben scempiare per come possibile e di più. Poiché studiò anche le nostre romanità, ebbe l’intuizione di quel che poteva stare sotto all’area della allora demolita caserma Montevecchio e denunciò tutti i suoi timori di speculazione che -vedi vedi- si concretizzarono trenta anni dopo, proprio lì, sull’area dell’anfiteatro, come tutti sappiamo: leggere il libro per credere!

Dunque le intuizioni possono tanto, e tanto vale la funzione costruttiva del soggetto conoscente la scienza archeologica anche oggi quando l’indagine al laser scanner con poca spesa permette, retti dal filo d’Arianna della tecnologia la ricostruzione virtuale di quanto si trova ricoperto. Poi se del caso, si scaverà, si demolirà catalogando e via restaurando. Saremo fortunati se si troverà la basilica di Vitruvio sin dalle prime indagini; la fortuna aiuta chi la tenta, ma fortunati siamo anche perché finalmente un’impresa che si attendeva da decenni s’ è iniziata. Sarà perche Davide Rossi assessore provinciale alla cultura si è trovato nel posto giusto al momento giusto, come fanno i centravanti che segnano, ed anche per i suoi moti, politicamente virtuosi di chi sa finalmente interpretare le scelte giuste nell’ottica dell’ECONOMIA DELLA CULTURA. Sarà per la competenza del prof. Paolo Clini se intanto un’attesa conoscitiva viene finalmente a concretizzarsi. Per questo ho pensato a Troia, ma ho anche pensato alle scelte inconcludenti, ripetitive, dannose di chi in troppi anni ha speso cifre per le “FANIDEICESARI” senza dar nulla alla vera Fano dei Cesari: quella del Centro Studi Vitruviani: Una vergogna. Avessero accantonato anche solo 10.000 euro all’anno oggi tutto il sottosuolo del centro sarebbe stato scansionato e messo in immagine virtuale, sapendolo tutto. Ma tant’è. E se con la confluenza del Turismo nel Ministero dei Beni Culturali sembra che quest’ultimo sia diventato il più importante ministero economico del paese, ci si deve attendere che a Fano il Centro Studi Vitruviani possa svilupparsi ulteriormente.

Le scelte dell’assessorato alla cultura della Provincia, dunque hanno anticipato i tempi. Non solo prestigio culturale e attrazione turistica internazionale ma anche lavoro di qualità unica per i giovani se si vorrà allargare l’orizzonte del Centro Studi trasformandolo in un polo scientifico-tecnologico per l’archeologia di terra e di mare. Si sogna? No! I piedi son per terra, persino un poco sotto, perché la struttura idonea per alloggiare la gran mole di reperti rinvenibili nel nostro territorio, catalogarli, restaurali, esporli, c’è già nei locali della ex caserma Paolini. Peccato solo che chi amministra non abbia ancora saputo stringer nulla per il passaggio gratuito della stessa al Comune. Cosa si aspetta? E cosa aspetta Camera di Commercio ad investire quattrini sonanti sul Marketing territoriale? Se si aspetta significa che solamente si finge di essere in pena per l’occupazione, ma interessati alla poltrona ben remunerata.Inversamente dalla propaganda sontuosamente ipocrita che ha riempito di vuote parole la città, “La bellezza salverà il mondo”, qui a Fano come altrove la bellezza da sola non può salvare nulla; sarà il mondo, saranno i cittadini di Fano, sarà chi sa amministrare anche con occhio di laser, con lo scanner, a salvare quel che rimane della bellezza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2014 alle 12:06 sul giornale del 12 marzo 2014 - 1978 letture

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