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Città gestita con miopia ed abbandono: 'Non mi sta bene!'

via della Giustizia 2' di lettura Fano 07/03/2014 - C’è a Fano un tratto di pista ciclabile (quello di via della Giustizia) che protegge una numerosa utenza dal traffico con un’aiuola. Pur tempestato dalla sua nascita con 43 tombini non a livello e con ineducata presenza di pedoni (data l’assenza di segnaletica orizzontale), svolge tuttavia un utile compito per incentivare l’uso delle due ruote.

A circa metà del suo percorso e da oltre tre anni presentava però un inconveniente: due ravvicinati e pericolosi avvallamenti dovuti ad assestamento del fondo. Ultimamente ancor più profondi ed insidiosi per chi pedala. Da giovedì 6 marzo per qualche magìa sono spariti. Era ora! “Finalmente lo specifico Ufficio tecnico comunale ha provveduto!” - direbbe ogni ciclista utente -. Niente affatto! Alcuni operai di una ditta pesarese intenti al lavoro riferiscono che il Comune (proprietario e responsabile della pista) non c’entra proprio; committenti dell’opera sono i privati (market, negozi, uffici e residenti) preoccupati per eventuali beghe causate da possibili incidenti. Ma come? Possibile che all’Amministrazione non interessa niente di quanto possa capitare a ciclisti contribuenti, oltre che a pedoni malcapitati sui sampietrini del centro o ad automobilisti sempre più provetti a scansare voragini sull’asfalto? Tant’è. Sopportiamo anche questa, oltre all’assenza decennale di un progetto generale per mobilità “dolce”, oltre al parziale smantellamento di tratti ciclabili preesistenti, oltre all’assenza colpevole di idonei marciapiedi. Ma ci sia permesso di urlare: “Non mi sta bene!”.

Una precedente Giunta (Carnaroli) non ha brillato. Occorre tuttavia riconoscerle di aver attuato qualche amorevole cura per la città: il restauro dell’arco d’Augusto, il risanamento (pur criticato da alcuni tecnici) della cinta muraria, il concorso sul nuovo porto turistico, i saltuari ritocchi sul selciato del centro storico. Questa Giunta, con un arco amministrativo di dieci anni, presenta all’occhio di turisti e di residenti una città abbandonata a sé stessa: piano del traffico al palo, segnaletica orizzontale per auto in centro (al posto della chiusura al traffico), mura cadenti, vie del centro non più percorribili (né a piedi, né in bici), buche ovunque, interventi nulli contro l’erosione marina, cura risibile del verde pubblico, impianti sportivi cadenti ed obsoleti. “La colpa è della legge di stabilità!”. No. Io non ci cado. Il vincolo della “stabilità” sta diventando una coperta corta che inutilmente cerca di coprire inefficienze e miopìe. Avviene solo a Fano. Quando voglio vedere scelte di qualità civica mi reco a Pesaro e a Senigallia; là, dove non hanno patti di stabilità. Motivi in più per ribadire: “non mi sta bene!”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2014 alle 10:36 sul giornale del 08 marzo 2014 - 1344 letture

In questo articolo si parla di attualità, darsena borghese, abbandono, Massimo Ceresani, buche a fano, via della giustizia, degrado centro storico, mura dietro maestre pie venerini

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