Comitato Bartolagi: 'Indecente investire ancora sull'aeroporto'

Comitato Bartolagi 3' di lettura Fano 17/02/2014 - Se il Dott. Gianluca Santorelli e i soci della Fanum Fortunae hanno voluto fare chiarezza e una volta per tutte ribadire le grandi opportunità per l'economia della città offerte dall'aeroporto, anche noi ci sentiamo in dovere di fare altrettanto perché ci siamo sentiti chiamati in causa.

La nostra non è "una pervicace ostinazione a dire no alla pista in cemento sempre e comunque". Noi vogliamo quel Parco Urbano che doveva sorgere contestualmente alla costruzione dell'aeroporto, invece si è continuato a spendere risorse per potenziare il primo e nulla si continua a fare per il secondo.

Da quando negli anni Novanta gli amministratori fanesi si sono impegnati a rinnovare le vecchie strutture dell'aeroporto, pian piano si sono costruiti l'aerostazione con tanto di torre di controllo, due hangar, distributore, parcheggi, poi la nuova recinzione, sempre a spese della collettività.

Nel 1995 i tre soci della Fanum Fortunae, e quindi anche il Comune di Fano, hanno contribuito a costituire un capitale sociale di oltre un miliardo delle vecchie lire. Nel 1999 poi, per coprire i debiti, i soci stanziavano nuovamente più di 350 milioni. Dunque per non farla lunga l'aeroporto, anche alla collettività fanese è costato fior di quattrini. Con quale ritorno? Il Comune di Fano non ha mai chiesto neppure una lira di affitto, sia pure come aumento della sua quota di capitale, che avrebbe potuto evitare il versamento degli ulteriori 300.000 euro di ricapitalizzazione.

Nessuno chiede che le attuali attività vengano chiuse o depotenziate, ormai siamo abituati a convivere con l'aeroporto così come è, ma ci pare indecente che si continui a versare denaro comunque pubblico di fronte a un ipotizzato incremento del ritorno economico, che non poggia su nessun serio studio prevevtivo di confronto fra investimenti e ricavi. Ci sembra una sorta di gioco d'azzardo fatto coi soldi di tutti e sul nostro territorio.

Abbiamo letto i bilanci della Fanum Fortunae degli ultimi anni e non abbiamo mai riscontrato grandi utili, anzi più spesso chiusure in perdita.

Siamo convinti che una vera e buona manutenzione dell'attuale pista garantirebbe la sua piena agibilità, considerato che sempre ci viene ribadito che l'aeroporto non può diventare altro da quello che è ora.

Del resto si parla a livello nazionale di spending review, un risparmio di denaro pubblico che deve garantire a tutti di pagare meno tasse, sono stati tagliati stipendi e pensioni, ridotti drasticamente gli investimenti pubblici, non ci sono soldi neppure per chiudere le buche nelle strade, e dunque?

Non entriamo in merito alle questioni sollevate rispetto alla V.I.A., riteniamo però che una valutazione di impatto ambientale sia una forma di tutela degli interessi della colletività.

C'è chi si auspica che la politica resti fuori dell'aeroporto ma se si è giunti a questa situazione è proprio per le scelte fatte a suo tempo dai nostri politici e dai nostri amministratori. Ora noi ci auspichiamo scelte politiche più aderenti ai bisogni reali della popolazione e che non si facciano più figli e figliastri.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2014 alle 17:02 sul giornale del 18 febbraio 2014 - 650 letture

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