FVM su ferrovia Fano-Urbino: risponde Italia Nostra

Fano-Urbino 2' di lettura Fano 08/02/2014 - Sarà bene ripristinare la correttezza e la veridicità dei fatti dopo le farneticanti affermazioni pubblicate sul quotidiano on line Vivere Fano dell’associazione Ferrovia Val Metauro a commento del comunicato stampa della sezione di Pesaro e Fano sulla tratta ferroviaria Fano-Urbino, in cui si accusa la sezione di Pesaro e Fano “di interessi personali, di quartiere e politici” .

1. L’accusa di una difesa di interessi personali, è passibile di querela. Quali interessi personali avrebbe la sezione nell’esprimere il proprio parere? Si insinua che io, il presidente, potrei avere interessi privati nella vicenda? E’ meglio pesare le parole, perché a questo punto consulterò il mio avvocato per tutelare la mia onorabilità personale e dell’associazione.

2. L’allusione agli “interessi di quartiere e politici” è francamente ridicola: basterà consultare i comunicati della nostra sezione a difesa del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico e si potrà verificare che sono tutti contro i provvedimenti di regione, provincia e comuni vari, tutti amministrati da maggioranze di centro sinistra.

3. Non è strano il nostro intervento adesso sulla tratta, perché coincide con la formalizzazione da parte della società Rete Ferroviaria Italiana della messa in vendita del sedime ferroviario Fano-Urbino. Abbiamo chiesto alle amministrazioni regionale, provinciale e comunali di acquisire quel sedime, indicando come avevano già fatto le altre associazioni provinciali, WWF Marche, Legambiente Pesaro, LIPU Pesaro Urbino, Lupus in Fabula, Argonauta, Centro Studi Vitruviani, ecc., la soluzione della pista ciclopedonale, in quanto allo stato dei fatti è sembrata realisticamente la più praticabile con le attuali risorse pubbliche.

4. A noi importa molto che il traffico fanese sia alleviato, per ora anche solo tramite la pista ciclabile, che comunque non è irreversibile, come sarebbe invece la parcellizzazione dei sedimi, qualora la tratta fosse acquisita dai privati e non dalle amministrazioni a cui ci siamo rivolti per favorire l’intervento pubblico. In caso contrario qualunque confinante potrebbe comprarsi pezzi di sedime ferroviario per farci magari un orticello.

5. Probabilmente il responsabile dell’associazione FVM non legge i giornali con sufficiente attenzione e gli sarà sfuggita la nostra vibrata protesta contro il nuovo tracciato, tanto caro a Ricci e Spacca, dell’autostrada metaurense che noi avversiamo vigorosamente.

Per quanto attiene il calcolo dei costi di entrambe le soluzioni lascio ai tecnici valutare, tenuto conto che le attuali norme di sicurezza non consentono più il passaggio “a raso” dei treni nei centri abitati e che nel frattempo è stata consentita una conurbazione caotica che oramai collega Fano a Fossombrone senza soluzione di continuità.


da Federica Tesini

Presidente della sezione di Italia Nostra di Pesaro e Fano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2014 alle 10:10 sul giornale del 10 febbraio 2014 - 1975 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano-urbino, ferrovia val metauro

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Valter Toni

10 febbraio, 08:44
Fatela questa ciclabile. Ma vi prego non definitela una scelta di mobilità sostenibile, non tacciatela per una vittoria dell’ambientalismo, non chiamatela “via verde”. Rendiamo onore alla storia, ai fatti e alle prese di posizione. Io non appartengo alla FVM, ma leggo i giornali e mi chiedo cosa sarebbe accaduto se queste associazioni ambientaliste dal pensiero radical chic alla Pecoraro Scanio, fossero state più europee, più di sinistra e vicine alle esigenze di chi si muove per lavoro. Probabilmente se queste associazioni fossero state unite in questo modo, avrebbero inciso nella cultura dei cittadini e nelle scelte politiche, avremmo avuto piste ciclabili in città dove realmente servono, avremmo avuto una metropolitana leggera utile per lavoratori, studenti, turisti e perché no veri ciclisti. Forse ogni popolo ha gli ambientalisti che si merita. Peccato per i nostri figli.

Leonardo Maria Conti
In questa diatriba, tra chi vuole la ferrovia e chi la ciclabile, vi è l'uovo di Colombo che può risolvere il problema. Si tratta di abbassare il sedime ferroviario in trincea di circa 5 metri, anche per evitare le attuali intersezioni stradali esistenti (ex passaggi a livello) e ricostruire sopra, (attuale livello) la pista ciclabile. Avremmo una metropolitana Metaurense tra Fano e Fossombrone. La Capra della ferrovia e i Cavoli della ciclabile!!!!

Le norme non si inventano e se lo si fa di solito non è mai a titolo gratuito. Dove e come in Italia si sarebbe vietato nei centri urbani il transito a raso dei treni???




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