Cultura-Turismo 2019, Bene Comune: 'Serve un assessorato in cabina di regia'

elezioni fano 3' di lettura Fano 04/02/2014 - Bene Comune continua il suo tour della campagna elettorale attraverso le questioni cardine della politica locale.

Dopo aver affrontato il sociale, sabato nella Sala del Consiglio Comunale si è discusso di cultura e turismo con Manuela Isotti, Presidente Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, Paolo Clini, Coordinatore Scientifico Associazione Centro Studi Vitruviani di Fano, Massimo Puliani, Presidente Istituzione Teatro Comunale di Cagli e Fabrizio Schiavoni, Segretario Generale della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino. (Si è deciso di coinvolgere figure di spessore, non necessariamente vicine al nostro movimento, ma che possono portare al dibattito competenze e una certa onestà intellettuale. Crediamo che a prescindere dall’esito delle elezioni questi confronti rimangano un patrimonio che un amministratore avveduto deve tenere presente. Dal canto nostro continuiamo a ribadire come disperate cassandre la necessità di un cambio di paradigma delle politiche pubbliche che prevedano una valorizzazione della macchina comunale e la partecipazione effettiva di chi agisce e ha esperienza sulle questioni che vengono affrontate). Raccogliamo qui le conclusioni emerse dal confronto che ci restituiscono una nuova visione strategica delle politiche culturali e turistiche che partono dalla investitura dell’assessorato di cultura e turismo di un ruolo forte, ma non personalistico, che lo pongano “in cabina di regia”.

1. Cultura turismo e paesaggio sono le componenti di una visione del territorio che devono essere portate avanti congiuntamente. Il primo luogo dove si fanno politiche culturali e turistiche è il piano regolatore.
2. Finora è mancata alla città un’idea di cultura. Serve un progetto chiaro, condiviso, di durata pluriennale che si trasmetta da un assessorato all’altro come patrimonio collettivo.
3. Va costruito un brand che fornisca alla città un marchio di esclusività, un made in Fano. A livello cittadino vi sono “tre marchi” di qualità che possono avere larga risonanza: la Città dei Bambini, la Città del Carnevale e Vitruvio.
4. E’ necessario passare da una visione culturale e turistica di emergenza ad una programmazione pluriennale.
5. Le politiche turistiche vanno determinate in maniera scientifica, costruite anche attraverso indagini di mercato. Devono cioè essere funzionali a catturare segmenti della popolazione turistica attraverso un’analisi dei bisogni, della tipologia di interessi, dell’età, della composizione famigliare.
6. Il programma Adrion sulla costruzione della macroregione adriatico-ionica deve diventare uno dei fulcri del dibattito cittadino (finora è passato nel disinteresse generale). E’ la prossima occasione di un grande treno di finanziamenti da reinvestire nella città.
7. Si deve passare da una visione comunale a una visione che guarda un bacino territoriale più vasto come unità di misura minima delle politiche culturali e turistiche. Il mare e l’entroterra devono costituirsi come realtà turistica unica implementando le reti per abbattere i costi e offrendo un pacchetto turistico diversificato.

Molta attenzione è stata data al ruolo della Fondazione Teatro. Gli aspetti più interessanti sono stati: l’idea di un azionariato diffuso, l’implementazione delle reti con altri teatri e dei progetti di coproduzione, l’obiettivo di un teatro aperto tutto l’anno, una maggior attenzione da dare alla produzione locale dato il valore delle competenze artistiche della città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2014 alle 10:38 sul giornale del 05 febbraio 2014 - 532 letture

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