Tosi: 'Ciclabile utilizzando il vecchio tratto della ferrovia'

ferrovia fano-urbino 2' di lettura Fano 15/01/2014 - Se prevalesse finalmente una visione della città ben diversa da quella attuale (tutta al servizio dei mezzi a motore) Fano potrebbe fare un salto di qualità anche nel settore della viabilità: per esempio potrebbe essere allungata verso Marotta la pista ciclabile proveniente da Pesaro.

Rispetto a qualche anno fa è aumentata la sensibilità per la mobilità “dolce” e a spingere sono soprattutto gli operatori economici che sanno bene cosa richiede ora il mercato turistico; se venisse confermata la disponibilità di alcuni privati a concedere gli spazi necessari, si potrebbe realizzare, a margine della strada nazionale, lato mare, un percorso ciclopedonale importante soprattutto per la sicurezza di turisti e residenti. All’interno di Fano esiste inoltre, non utilizzato, un percorso che collega tra di loro S. Lazzaro, S. Orso, Rosciano, Carrara e Cuccurano; in sostanza, si tratta di una vera e propria strada "interquartieri" che andrebbe ovviamente riadattata ma sarebbe molto meno costosa e problematica di quella in corso di realizzazione in zona Trave: è l'ex ferrovia per Urbino, da anni abbandonata e invasa dalla vegetazione incontrollata. Va però scongiurato un pericolo reale: infatti nei giorni scorsi Rete Ferroviaria Italiana ha inviato un sostanziale “aut aut”: o la struttura viene presto acquisita da un Ente pubblico oppure verrà venduta a pezzi ai privati che ne hanno già fatto richiesta; se così fosse, addio a qualsiasi progetto di pubblica utilità. A livello istituzionale sono in corso le necessarie iniziative per conservare il bene in mano pubblica evitando un danno enorme per tutta la vallata del Metauro.

All’idea progettuale di una struttura che può diventare contemporaneamente un lungo parco lineare, una via tecnologica ed un collegamento ciclopedonale interquartieri, hanno già dato il loro sostegno numerose associazioni ambientalistiche e culturali; importanti imprenditori si stanno aggiungendo; a breve saranno contattati gli amministratori dei Comuni attraversati dall’ex ferrovia per ripulire e valorizzare i rispettivi tratti. Mai come ora è indispensabile evitare sterili contrapposizioni e lavorare insieme nell’interesse generale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2014 alle 17:55 sul giornale del 16 gennaio 2014 - 2081 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, ferrovia, Enrico Tosi, ciclabile

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Egregio Tosi,
le "sterili contrapposizioni" a cui lei si riferisce evidenziano la distanza siderale tra la mobilitià per diporto e la mobilità per necessità.

Lei dimentica, ovviamente, che l'alternativa ai mezzi a motore già esisteva; la ferrovia.

Purtroppo, malgrado la costruzione della medesima sia, nel secolo scorso, costata molti soldi e molto lavoro, alcuni mediocri amministratori ritengono sia logico commutarla in pista ciclabile.

E' altresi ovvio che una siffata, ipotetica, pista servirebbe, essenzialmente, soltanto il diporto.

All'atto pratico la logica prevederebbe, come già fanno numerosi altri paesi europei (in primis svizzera e germania) la riqualificazione delle ferrovie, invece di sprecarla in piste ciclabili (che potrebbero essere costruite ovunque, a costo ridicolo).

Ma per far questo bisognerebbe aver la correttezza intellettuale di attribuire alla ferrovia il futuro del trasporto, cosa che, in una provincia come pesaro e urbino, è pura utopia.

Le amministrazioni locali, infatti, sono tutte tese alla realizzazione di "varianti" e "complanari" per trasporto su gomma.

Questa filosofia, come qualunque ingegnere del traffico può dimostrare, non farà altro che aumentare l'uso dei mezzi su gomma.

Detto brevemente.

Saluti.

Tristalia e Tosi,
non vi preoccupate che tanto si continuerà, purtroppo, a non farne assolutamente nulla!
Saluti.

Sicuramente non se ne farà nulla finchè saremo governati da politici mediocri e intellettualmente poco corretti.
Complimenti a tristalia per il suo commento.




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