Porto di Fano, l'opposizione presenta una mozione in consiglio comunale

Porto di Fano 2' di lettura Fano 30/11/2013 - "Il Porto di Fano rappresenta tutt’oggi una infrastruttura importante e strategica nel tessuto economico della nostra città; importanza testimoniata oltre che dalla storia illustre della marineria fanese anche dalla rilevanza primaria che tale struttura assume ancora nel mare Adriatico" scrivono i firmatari Cristian Fanesi, Francesco Aiudi, Luciano Benini, Rosetta Fulvi, Samuele Mascarin, Renato Claudio Minardi e Francesco Torriani.


Ad oggi però il porto di Fano non consente piena agibilità alle imbarcazioni adibite alla pesca e ai natanti per il trasporto privato, a causa dell’innalzamento dei fondali ed alla mancanza di interventi significativi di dragaggio dei limi di deposito.
Tale situazione è causa di un ridimensionamento notevole delle attività rivolte alla pesca, ad esempio oggi il porto ospita solo 6 motopescherecci che appena alcuni anni fa erano oltre 30.
Tale situazione ha ridotto ovviamente l’attività ed il potenziale commerciale del mercato ittico e di tutte le attività collaterali alla pesca con contraccolpi economici per tutto il comparto che si ripercuotono
sull’occupazione.
Inoltre la limitata agibilità della darsena e dell’imbocco del porto “chiude” qualsiasi possibilità di sfruttamento turistico del nostro porto: ad esempio fino a qualche anno fa era stata aperta, e subito chiusa, una tratta di collegamento tra il porto di Fano e la costa dalmata. Oggi le darsena (con l’esclusione di quella da diporto) ed i canali di accesso necessitano di un dragaggio per rimuovere una quantità di sedimenti almeno di 110.000 metri cubi per ridare la totale agibilità alla struttura.
Premesso che la costruenda cassa di colmata nella migliore delle ipotesi potrà riservare al porto di fano circa 45.000 metri cubi di capienza e che attualmente sono stoccati provvisoriamente circa 25.000 metri cubi di sedimenti, conseguentemente ne rimangono da assegnare in cassa di colmata solo 20.000. E’ evidente dunque che la soluzione preposta, rispetto a 110.000 metri cubi da rimuovere, non produrrà gli effetti attesi in quanto rimarranno esclusi da questa operazione circa 90.000 metri cubi. Tutto ciò non risolve il problema del porto di Fano ed in mancanza di altre soluzioni anzi lo condanna ad una lento ed inesorabile ridimensionamento funzionale fino alla totale inagibilità.
Il Consiglio Comunale IMPEGNA la Giunta ed il Sindaco a:
1. Individuare nel territorio di proprietà comunale un’area che nel pieno ed assoluto rispetto della legislazione vigente possa essere destinata a deposito permanente dei limi derivanti dal dragaggio.
2. Interpelli ENEL Green Power affinché possa avvenire la pulizia del Canale Albani ed effettuando scelte tecniche per ridurre l’afflusso dei limi dal canale verso il porto‐canale.
3. Attivarsi con le istituzioni regionali per l’individuazione dei fondi necessari per quanto sopra.
4. Successivamente predisporre un dragaggio dimanutenzione ordinaria deifanghi di nuovo deposito che permetta presumibilmente il loro conferimento direttamente inmare a ripascimento delle nostre coste.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2013 alle 14:35 sul giornale del 02 dicembre 2013 - 745 letture

In questo articolo si parla di politica, Partito Democratico Fano, consiglio comunale fano, porto di fano

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