Senigallia: a Palazzo del Duca la mostra del fanese Stefano Paci sul paesaggio marchigiano

piazza del duca 3' di lettura Fano 13/11/2013 - Organizzata dal MUSINF e dall’Amministrazione comunale di Senigallia e curata da Carlo Emanuele Bugatti e Gianni Volpe, si apre sabato 16 novembre, alle ore 18.30 a Palazzo del Duca, la mostra “A pennino” dell’artista fanese, residente a Cipro, Stefano Paci, un ritorno in Italia dopo la grande retrospettiva alla Rocca di Fano nel 2006.

A farla da padrona questa volta, dopo le “coloratissime tele piene di meteore e solidi volanti” - come le definisce Gianni Volpe nel catalogo –, sono i piccoli cartoncini segnati da masse nere acquerellate o carbonate, miste a fitte campiture di sottilissimi fili. 34 pezzi unici - quelli che ci propone Stefano Paci con questi raffinatissimi “pennini” -, che si inseriscono nella lunga storia delle rielaborazioni artistiche degli antichi segni marchigiani con le quali si erano già misurate le tele di Osvaldo Licini, i disegni di Agapito Miniucchi, le incisioni di Renato Bruscaglia e le fotografie di Mario Giacomelli e degli altri artisti del Gruppo Misa.

Stefano Paci (Fano,1956) si è formato presso gli istituti della Scuola del Libro (sezione calcografia) e dell’Accademia di Belle Arti (sezione pittura) di Urbino. Le sue prime realizzazioni spaziano tra la grafica e l’incisione, tra le installazioni-video e le performance, ma è la pittura astratta di grandi dimensioni - vicina alla Transavanguardia anche se con molte trasversalità -, la sua espressione artistica di quegl’anni. Tra il 1979 e il 1986 lavora prima con il Laboratorio Ritmico Musicale di Fano, poi nel Gruppo Emarginante di Pesaro. Ha esposto in mostre personali e collettive a Pesaro, Montefelcino, Fano, Mondolfo, Urbino, Ascoli Piceno, Ferrara, Savona, Bologna, persino in Francia e Germania.

Numerosi i cataloghi, gli scritti e i videoclips, con presentazioni di Cristina Almerighi, Angelo Andreotti, Sanzio Balducci, Marco Ferri, Gabriele Ghiandoni, Tonino Guerra, Antonella Micaletti, Giuseppe Parise, Franco Patruno, Stefano Schiavoni, Stelio Resto, Gianni Volpe, tutti amici fraterni con cui condivide ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi la sua attività artistica. Nel 1997 ha partecipato alla realizzazione de “Il Giardino delle Parole”, istallazione di sculture metalliche di Tonino Guerra (Premio speciale della giuria) all'interno del Concorso internazionale indetto dal Garden Festival di Modena. A Cipro, dove vive da oltre dieci anni, la sua produzione si è fatta matura e potente.

Molte le mostre organizzate nelle migliori gallerie di Nicosia e Limassol, presentate da Marco Ferri, Savas Christodopulos o da Michalis Pieris, uno dei massimi esponenti della poesia cipriota, sempre sostenute dall’Istituto italiano di Cultura e dalla Ambasciata d’Italia a Cipro, segno evidente di un talento che onora le istituzioni italiane. Pur stando stabilmente a Cipro non ha mai dimenticato le Marche. Nel 2005, in collaborazione con Franco Panzini, Massimo Dolcini e Gianni Volpe, ha organizzato a Fiorenzuola di Focara e Fratterosa il grande evento Kypros/Cipro. Con le mani delle donne, manifestazione culturale intorno al mondo della ceramica mediterranea. Nel 2006 alla Rocca malatestiana di Fano ha tenuto una grande retrospettiva presentata da Silvia Sassi Cuppini e Stefano Schiavoni. Questa di Senigallia è un ritorno in patria, con nuovi contenuti e nuove ricerche che onorano brillantemente “la città della fotografia” e il suo impegno in campo culturale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2013 alle 18:32 sul giornale del 14 novembre 2013 - 877 letture

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