Parrucchiere in nero, dopo le estetiste primi risultati contro l’abusivismo

3' di lettura Fano 07/11/2013 - La CNA plaude all’azione della Guardia di Finanza per contrastare il fenomeno. Luciana Nataloni “Le nostre denunce stanno avendo efficacia”.


La CNA plaude all’operazione della Guardia di Finanza di Fano che ha scovato due acconciatrici abusive in città. Si tratta di una nuova operazione delle Fiamme Gialle dopo quelle su alcune estetiste individuate nei mesi scorsi a Pesaro. Non sono dunque cadute nel vuoto - anzi stanno producendo effetti concreti - le ripetute denunce e campagne di sensibilizzazione e le segnalazioni alle competenti autorità messe in atto dalla CNA di Pesaro e Urbino. Un’associazione fortemente impegnata su questo terreno a difesa delle imprese regolari che più volte ha segnalato l’aumento vertiginoso in questi ultimi due anni dei casi di abusivismo e lavoro nero in tutta la provincia. Esistono, e molti cittadini lo sanno, acconciatori ed estetiste abusive. Magari vicine di casa che operano tranquillamente nella propria abitazione, in taverna, in mansarda, in garage, senza essere in possesso di alcun requisito professionale ed in completo spregio del fisco.
A lanciare l’allarme in particolare è Luciana Nataloni, responsabile provinciale dell’Unione Cna Benessere e Sanità, che pur plaudendo all’operazione delle Fiamme Gialle, sollecita tutti gli organi competenti ad effettuare controlli mirati, per individuare altri soggetti che - svolgendo attività abusiva - creano un danno sia alle imprese del settore sia all’erario. “E’ ormai chiaro - afferma la Nataloni - che servono misure ancor più stringenti per contrastare il dilagare del fenomeno, poiché è sempre più difficile fare impresa in maniera regolare e contribuire allo sviluppo economico del nostro territorio in opposizione ad attività fantasma”. A causare notevoli ripercussioni nel settore, oltre all’abusivismo, sono da un lato i crescenti costi di gestione (tariffe acqua, gas, luce, nettezza urbana), dall’altro il peso notevole delle tasse locali, nazionali e dei contributi pensionistici che hanno raggiunto livelli notevolissimi.
“Altro aspetto da non sottovalutare - aggiunge il segretario provinciale, della CNA, Moreno Bordoni - è il rischio per la salute. I clienti dei nostri centri estetici e dei nostri saloni possono stare tranquilli e contare sulla professionalità degli operatori e dei procedimenti di sterilizzazione attuati sugli strumenti di lavoro; per contro quelli che si rivolgono agli abusivi sono comunque a rischio di seri danni causati da malattie infettive o da parassiti vari che attaccano la pelle i capelli. Il problema dell’abusivismo e delle diverse forme di lavoro irregolare è purtroppo una piaga che riguarda l’intero paese e coinvolge migliaia e migliaia di soggetti”. Su questo CNA Benessere e Sanità è fortemente impegnata, avendo lanciando apposite campagne di sensibilizzazione come recentemente accaduto a Fano.
Conclude Luciana Nataloni: “Le nostre continue denunce, segnalazioni e sollecitazioni nei confronti delle competenti autorità, soprattutto locali, stanno contribuendo a far emergere un fenomeno che se una volta veniva tollerato, ora non può più avere alibi o scusanti. Speriamo sia definitivamente tramontata l’epoca in cui aumentare le tasse a quelli che lavorano regolarmente è più semplice e comodo che scovare gli evasori”.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2013 alle 10:16 sul giornale del 08 novembre 2013 - 1457 letture

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