Tratta Fano-Urbino: da ramo secco ai superautobus da 100 passeggeri

3' di lettura Fano 09/07/2013 - La storia della ferrovia Metaurense si intreccia ancora una volta con le Autolinee Bucci. Recentemente sono stati messi in servizio due nuovi autobus autosnodati lungo la tratta Fano Urbino, da 18 metri di lunghezza e una capienza di oltre 100 passeggeri. Autentici pachidermi su strada.

E’ paradossale che una linea definita un ramo secco necessiti di super pullman da 100 posti a cadenza oraria, bisogna anche aggiungere che un notevole numero di corriere raggiunge Urbino partendo dalla stazione di Pesaro. Il traffico della SS Flaminia è in questo modo fortemente perturbato: non sarà facile superare un mezzo di 18 metri, di conseguenza le inevitabili code di automezzi al seguito contribuiranno all’aumento delle famigerate polveri sottili; ai piccoli mezzi, come ciclomotori e biciclette, non farà un bell’effetto vedersi passare accanto il cetaceo gommato. Poco credibile risulta anche l’orario con cui viene pubblicizzato il servizio. Considerando le numerose fermate su un percorso di 50 km sulla strada statale Flaminia, molto trafficata, con numerosissimi incroci e semafori, per mantenere la puntualità il povero autista si vedrà costretto a non rispettare i limiti di velocità mentre i viaggiatori dovranno salire e scendere al volo. Stendiamo, poi, un velo pietoso per come viene considerato, assicurato e salvaguardato il legittimo diritto alla mobilità delle persone fisicamente inabili. Infine se per caso durante la settimana ci fosse un (1) cicloturista che volesse recarsi ad Urbino, si rende indispensabile avvisarlo che solo il sabato o la domenica è in funzione il pullman con il carrello portabici (e negli altri giorni dell'anno?).

Purtroppo chi amministra questo territorio, ha già, volutamente od erroneamente, commesso una lunga serie d’errori nel passato: l’abbandono del completamento del tratto Urbino-Sant’Arcangelo di Romagna, la mancata ricostruzione della ferrovia Fermignano-Pergola e la clamorosa, sciagurata sospensione del servizio ferroviario tra Fano ed Urbino nel 1987, quando già si delineavano drammaticamente i problemi legati all’inquinamento, al traffico, ai rifornimenti energetici. Chi amministra oggi persiste a proporre e realizzare, contro ogni logica e senza studi economici e gestionali, modelli di sviluppo superati e poco efficaci. Nel convegno ad Urbino del 15 giugno scorso “Senza trasporti l’istruzione non va lontano” il presidente di Adriabus, sen. Londei, paventava il rischio di non accompagnare gli studenti a scuola e l’abbandono del servizio di trasporto nei piccoli centri extraurbani. Noi dell’associazione FVM, veri sostenitori del trasporto pubblico, esortiamo tutti i politici del territorio ad adoperarsi per ripristinare la ferrovia Fano Urbino, che in sinergia con i pullman risolverebbe i tanti problemi di mobilità di questo territorio. Finchè si continuerà a paragonare e proporre il servizio del pullman in contrapposizione al treno, si sprecheranno risorse e si impedirà ai paesi della Valle del Metauro e ad Urbino (futura Capitale della Cultura) di fare quel salto di qualità ormai diventato indispensabile.

Infine, ci dispiace per il dott. Bucci, ma la sua azienda- come recita il suo comunicato - non riusciamo a considerarla come una di quelle che ha fatto la storia del trasporto pubblico italiano, semmai la consideriamo responsabile, sostituendo il treno a favore del mezzo su gomma, di aver reso impossibile lo sviluppo della domanda turistica nella valle ed aver impedito ai paesi attraversati dalla ferrovia di beneficiare dei servizi (e di tutto quello che ne consegue ) cui ogni comunità dotata di stazione ferroviaria può aspirare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2013 alle 08:52 sul giornale del 10 luglio 2013 - 8174 letture

In questo articolo si parla di attualità, associazione ferrovia val metauro

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