Paolini (Lega Nord): 'Aggressione al pub: i locali assumano personale di sicurezza'

luca paolini 2' di lettura Fano 06/05/2013 - Chi ha visto la scena del massacramento di un giovane da parte di altri 5 o 6 coetanei sabato sera, a Fano davanti un pub, ha descritto una situazione tipo saloon di un film western: lancio di sgabelli, bicchieri, bottiglie spezzate, con la vittima, alla fine, in terra per strada in un lago di sangue!

Le responsabilità le accerterà la magistratura, che ci si augura usi la mano pesantissima, in funzione “general preventiva” e in tempi più che celeri, lasciando magari indietro qualcuno dei tanti processi a gente che, a causa della crisi, ha omesso qualche pagamento all'INPS o a Equitalia....

A parte la gravità del fatto in sé, tre sono le cose su cui invito la cittadinanza a riflettere e reagire:

a) la prima pattuglia di forze dell'ordine è arrivata 3 ore dopo, perchè evidentemente la sotto dotazione di forze di polizia, a Fano, non consente più di rispondere alle cresciute esigenze di sicurezza della città, specie nei fine settimana dove le criticità si moltiplicano;
b) i gestori di locali, specie di “certi” locali dove si beve, e parecchio, dovrebbero dotarsi dipersonale di sicurezza – che intervenga per sedare sul nascere episodi del genere, come è nelle discoteche o nei centri commerciali, e per difendere le “vittime” di aggressioni altrui. Sarebbe giusto che chi guadagna (tanto) dalla vendita di alcool, spenda qualcosa per la sicurezza degli avventori e dei cittadini, tra l'altro creando nuovi posti di lavoro;
c) videosorveglianza pubblica e privata: deve essere resa obbligatoria per certi locali, come condizione per avere la licenza: non evita i fatti, ma serve da detterrente prima e ad “inchiodare” i responsabili "dopo". Costa poco, una volta installata, e rende molto.

Infine una nota di costume: 30 anni fa,di fronte a una scena del genere, uno o più passanti sarebbero certamente intervenuti a difesa dell'aggredito. Oggi cose del genere non accadono più, sia per un generale minor senso di “appartenenza” alla comunità, sia perchè, non di rado, chi interviene in fatti del genere, e magari assesta qualche bel pugno per difendere la vittima, si trova poi, quasi sempre, non solo inquisito ma spesso perfino condannato, lui, a risarcire l'aggressore! In altri paesi, dove la magistratura applica anche il buon senso, oltre che certe discutibili tesi giurisprudenziali, il problema non si pone nemmeno....chi difende il più debole da una aggressione meriterebbe un premio, non un processo nè tantomeno una condanna a risarcire l'aggressore!


da Luca Paolini
segretario regionale Lega Nord





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2013 alle 12:44 sul giornale del 07 maggio 2013 - 835 letture

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