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Dieta e salute: l'intestino 'sgocciolante'

Francesco Lampugnani 5' di lettura Fano 24/04/2013 - Il titolo per questo nostro nuovo appuntamento, è volutamente provocatorio... Ho già affrontato l’argomento sulla corretta funzionalità intestinale, ma questa volta, ho piacere (ho gran rispetto e considero molto il buon funzionamento intestinale, qualsiasi sia il motivo della visita al paziente), di riprendere l’argomento, perché legato a molte sofferenze a volte non ben inquadrate.

Piccola premessa. Quando l’apparato digerente funziona bene, solo alcune sostanze, accuratamente selezionate, possono attraversare la mucosa dell’intestino ed entrare nel flusso sanguigno. Ma quando le condizioni non sono ottimali, può verificarsi un’infiammazione della mucosa intestinale, specialmente del colon e del retto (tratti terminali dell’intestino), con conseguente diminuzione della sua impermeabilità. Accade infatti che alcune particelle estranee, dopo aver attraversato la mucosa intestinale,entrino nel flusso sanguigno, provocando la reazione del Sistema Immunitario che le attacca generando una risposta immunitaria ed infiammatoria. E’ stato dimostrato che questo fenomeno, può causare diverse altre forme di sofferenza, compresa l’artrite.

Questa perdita di impermeabilità, permette a tossine, funghi (candida) ed altri parassiti, che normalmente non potrebbero attraversare la mucosa intestinale, di superare la barriera protettiva e passare in circolo. Se queste sostanze anomale, dovessero raggiungere concentrazioni elevate, potrebbero mettere in difficoltà la capacità detossificante del fegato, creando varie sintomatologie, comprese: confusione, perdita di memoria, mente annebbiata ecc. come vedremo di seguito, soprattutto quando l’individuo si espone a fumo di sigarette o altri fumi tossici. Complessivamente, tutti sintomi che non si era mai avvertito, prima che subentrasse la “Sindrome da Sgocciolamento Intestinale” o Leaky Gut Syndrome.

Ricordiamo che una valida difesa intestinale, è necessaria per assicurare che gli Antigeni Alimentari, non entrino in circolo, creando anche i presupposti per i nuovi fenomeni di Allergie ed Intolleranze Alimentari. In condizioni normali, solo pochi antigeni alimentari riescono a superare la parete intestinale e vengono subito neutralizzati. Quando ci sono maggiori quantità di tali Antigeni, gli Anticorpi deputati a neutralizzarli, si saturano, permettendo ad altri Antigeni di attraversare la mucosa intestinale, passando tra le giunzioni intracellulari. Se questi Antigeni riescono a superare anche la barriera epatica, sofferente come dicevo prima per via di un sovraccarico “tossico”, questi Antigeni possono raggiungere sedi distanti ed entrare in contatto con particolari cellule (i Mastociti) che liberano Istamina, che determina una reazione allergica che in molti casi può esprimersi come: Asma, Orticaria, Dermatite, Rinite, ecc. Per ovvi motivi ho sintetizzato il meccanismo di insorgenza di tali sofferenze, ma è chiaro che ormai è confermato, un intestino sofferente e di conseguenza con scarsa capacità di “filtro”, può determinare diverse situazioni di sofferenza, che molte volte non vengono ricondotte a tale situazione.

Tale sindrome, riveste un ruolo molto importante, in quanto si sta sempre più studiando e la si sta associando ad un aumento di sofferenza intestinale, molte volte scatenata da cattiva alimentazione. Inoltre molte patologie Autoimmuni (i nostri anticorpi, aggrediscono le nostre stesse cellule), sicuramente sono legate a tale meccanismo d’azione (Lupus, Alopecia, Artrite Reumatoide, Polimialgia Reumatica, Fibromialgia, Sindrome da Affaticamento Cronico, Tiroiditi, Morbo di Crohn, Colite Ulcerosa ecc). Questo spiega il perché, a seconda di dove si localizzano i complessi “Antigene-Anticorpo”, si avranno sintomatologie conseguenti ( a livello di un’articolazione darà l’Artrite Reumatoide, a livello dei vasi una vasculite, a livello dello stesso Intestino, potrà dare una Colite, un Morbo di Crohn ecc).

Una sintomatologia quasi sempre presente insieme a questa sindrome, è quella dei gonfiori dopo i pasti o l’alternanza di Stitichezza a Diarrea. Di solito, molto spesso, viene curata in modo sintomatico, senza purtroppo portare a risoluzione.

E’ utile, anche ricordare quali possono essere le varie situazioni o abitudini che possono scatenare tale Sindrome.
• Antibiotici (provocano una crescita eccessiva della Flora Intestinale anomala, batteri, parassiti, Candida).
• Alimenti e bevande contaminati da parassiti (Giardia Lamblia).
• Prodotti chimici presenti negli alimenti fermentati o industriali (coloranti, grassi idrogenati ecc).
• Carenze enzimatiche (es. celiachia o Intolleranze al Lattosio).
• Uso abbondante di Cortisonici.
• Cibi contenenti carboidrati raffinati (merendine, torte, bibite analcoliche, pane bianco).
• Uso di ormoni (pillola anticoncezionale)

A questo punto, mi sembra utile fare una breve rassegna di quelle che possono essere le varie alterazioni organiche, che si possono associare alla “Leaky Gut Syndrome”: Celiachia, Colon Irritabile, Malattie Dermatologiche (Acne, Eczema, Psoriasi, Orticaria, Dermatite Herpetiforme), Insufficienza Pancreatica, Steatosi Epatica, Elevate concentrazioni di Radicali Liberi, Sindrome da Candidosi Cronica, Artrite Reumatoide, Malnutrizione, Morbo di Crohn, Rettocolite Ulcerosa, Autismo. Inoltre il paziente di solito può lamentare: Astenia, Facile Stancabilità, Artromialgia, Febbricola, Intolleranze Alimentari, Meteorismo, Dolori Addominali Crampiformi, Diarrea o Alvo Alternante.

Ma come possiamo migliorare tale situazione? I trattamenti con Corticosteroidi ed Antibiotici, possono servire per brevi miglioramenti. L’aiuto più importante, è stato confermato essere rappresentato dal rivedere completamente la propria alimentazione, impostandola in prevalenza con una massimamente ipoallergenica.

Allora, saranno da eliminare anche per molto tempo (anche anni nei casi più severi): lo zucchero, i prodotti con la farina bianca, tutti i cereali contenenti glutine (in particolare frumento, orzo, avena, segale), il latte e d i latticini, gli alimenti molto grassi, eccessivo utilizzo di caffeina, l’alcool.

Spero di essere riuscito a trasferire alcuni concetti importanti, che purtroppo sono legati ad una sindrome molte volte non conosciuta o che si presenta in maniera non ben definita. Mettere insieme una serie di informazioni, migliorare soprattutto la propria alimentazione e parlarne in maniera approfondita con il proprio medico, senza sottovalutare quanto si avverte, può sicuramente contribuire a migliorare una realtà che se non modificata, può diventare sempre più insidiosa.

Per suggerire argomenti da trattare nei prossimi appuntamenti con la rubrica "Dieta e salute" è possibile inviare un'e-mail all'indirizzo alberto@viverefano.com. Se, invece, qualcuno leggendo l'articolo avesse deciso di approfondire dei propri problemi personali o di chiedere un consulto al dott. Francesco Lampugnani è possibile inviare un'e-mail a francesco.lampugnani@alice.it o contattarlo al 3357203790. Il dott. Lampugnani riceve a Fano in via Carlo Gozzi, 29 ma anche a Jesi e a Bari.






Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2013 alle 16:12 sul giornale del 26 aprile 2013 - 4900 letture

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