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Sanità, il grido di dolore del Santa Croce: 'Come si può rimanere in silenzio'?

ospedale santa croce fano 3' di lettura Fano 22/04/2013 - In queste settimane abbiamo assistito alla mobilitazione straordinaria dei cittadini dell’entroterra della nostra provincia, scesi in campo per difendere il loro diritto ad una assistenza sanitaria equa e degna di una nazione civile, nonostante il grave momento economico del nostro paese.

La Giunta Regionale nell’applicazione dello “scellerato” piano socio sanitario 2012-2014 ha di fatto azzerato tutti i presidi ospedalieri dell’entroterra, trasformandoli (con uno slogan ad effetto tanto bello quanto vuoto) in “Case della Salute”; ovviamente a nessuno è dato di sapere come queste nuove strutture (svuotate di personale, attrezzature e competenze) potranno poi far fronte alla domanda di assistenza sanitaria nel territorio…..

In questo fervente dibattito grande assente è la drammatica situazione dell’Ospedale Santa Croce, inesorabilmente avviato a fare la stessa fine degli Ospedali dell’entroterra (come ormai in tanti pensano). Per evitare inutili demagogie sottoponiamo alla opinione pubblica solo alcune situazioni emblematiche sulle quali ci piacerebbe confrontarci con il decisore pubblico:

1. liste di attesa a livelli intollerabili: ad oggi i tempi di attesa per gli esami di Risonanza Magnetica nucleare, di TAC e Mammografia sono superiori agli 8 MESI, tanto che siamo già al 2014!! (nella vicina Romagna ci sono strutture che danno appuntamenti in una settimana),
2. la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano (unica fonte di sostegno del Santa Croce che non riceve stanziamenti dalla regione “ab illo tempore”) ha stanziato un fondo sostanzioso per l’acquisizione della IORT (una attrezzatura all’avanguardia per la terapia radiante intraoperatoria del tumore mammario), che la Direzione dell’Azienda Marche Nord ha inspiegabilmente bloccato (qualche osservatore maligno potrebbe invece ipotizzare che l’ubicazione a Fano di questa tecnologia non abbia ottenuto il nulla osta di Pesaro),
3. mancato rimpiazzo del personale andato in pensione (infermieri e medici) che sta creando ripercussioni pesanti in vari reparti: a. in Radiologia la decimazione dell’organico ha di fatto compromesso il regolare svolgimento delle sedute pomeridiane di TAC, Risonanza Magnetica e screening mammografico (di cui si fanno belli i nostri politici) con conseguente allungamento delle liste d’attesa al 2014 (vedi sopra); b. l’imminente CHIUSURA del Reparto di Urologia di Fano (contrariamente a quanto stabilito nel piano aziendale) ed il suo trasferimento a Pesaro; c. stesso destino sembra previsto per la Ginecologia, il cui organico è ridotto a 5 medici, con l’impossibilità di garantire la copertura diurna e notturna.

Ci chiediamo come fanno i nostri “amministratori” a restare in silenzio di fronte a tutto questo? È ormai lapalissiano il progressivo svuotamento del nostro ospedale, al quale non vengono più fornite risorse umane e tecnologiche per sopravvivere e per far fronte alla domanda di salute del territorio che gravita su Fano. Eppure chi dovrebbe vigilare e contrastare questo progressivo degrado appare distratto o addirittura giustifica il tutto, trincerandosi dietro l’alibi della “spending review” (come se nel taglio delle spese si debba dare la precedenza alla riduzione della qualità dell'assistenza sanitaria piuttosto che rivolgersi a sprechi e privilegi mai intaccati!).

Secondo noi sarebbe il caso di non distribuire i sostanziosi premi di produttività ai dirigenti (che premi dovrebbero meritare dirigenti che tagliano servizi sulla pelle dei cittadini?) prima di tagliare i servizi a noi cittadini (cosa che regolarmente è avvenuta). La Direzione dell’Azienda Marche Nord sembra avere chiara una sola strategia, al di là dei proclami e delle reali necessità del nostro territorio: il progressivo svuotamento del Presidio Ospedaliero di Fano a beneficio di Pesaro, a scapito di tutti i cittadini. Oggi l’azienda ospedaliera Marche nord ha circa 550 dipendenti di area non sanitaria e pensa sempre di più ai suoi budget e sempre meno ai suoi cittadini, lasciando che gli stessi fuggano altrove per trovare quello che l’AZIENDA NON DA PIU’… A CHE SERVE DUNQUE MARCHE NORD??


da Comitato per la difesa dell’Ospedale Santa Croce






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2013 alle 11:11 sul giornale del 23 aprile 2013 - 540 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, pesaro, ospedale santa croce, Comitato per la difesa dell’Ospedale Santa Croce, comitato per la difesa dell'ospedale santa croce

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