Teatro della Fortuna: 'La Trappola' di Gabriele Lavia presa in prestito da Pirandello

3' di lettura Fano 17/04/2013 - Due volte in un anno. Per un teatrante è come tornare sul luogo del delitto. Due Pirandello, uno dietro l’altro. Prima Tutto per bene, ed ora questo lavoro tratto dalla novella "La trappola" con cui Gabriele Lavia, attore, regista e direttore del Teatro di Roma dal 2011, ha voluto salutare il pubblico dei Teatri di Cintura romani lo scorso maggio, allo scadere della convenzione che ne aveva affidato la gestione allo Stabile romano. Un atto unico portato ora in tournée che farà tappa al Teatro della Fortuna sabato 20 (inizio ore 21.00) e domenica 21 aprile (inizio ore 17.00), nell’ambito di FanoTeatro, stagione di prosa della Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con AMAT, con il sostegno di MIBAC e Regione Marche e con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino.

Una scelta quasi “naturale” da parte di un teatrante di razza, che frequenta l’autore agrigentino da ben 30 anni (1982,Non si sa come), appena uscito dai panni di Martino Lori (protagonista di Tutto per bene), il marito fedele e padre affettuoso che solo dopo la morte della moglie scopre di non essere il padre dell’amata figlia perché tradito dall’amata consorte (molto pirandelliano…).

Il padre che ha cresciuto con amore la figlia non sua, diventa qui l’auto imprigionato Fabrizio (protagonista di questapièce) che fugge la luce, gli esseri umani, la Donna, la vita per non cadere nella trappola dell’esistenza e che malgrado ciò non sfuggirà invece al suo destino diventando padre di una creatura che non sarà mai sua….

In questo piccolo gioiello scenico, Lavia parte dal nucleo della novella di Pirandello, ne propone una lettura rinnovata e interagita direttamente con il pubblico, affidandosi anche ad altri testi dell’autore siciliano che si lasciano attraversare da rimandi dostoevskiani e da incursioni filosofiche con riferimenti a Schopenhauer e Nietzsche.

La trappola è il discorso interiore di un uomo che confessa la propria ossessione di essere umano intrappolato dalle forme sociali, dalla famiglia, addirittura dall’obbligo della riproduzione. Per il nostro protagonista, infatti, le donne sono lo strumento che attira l’uomo spingendolo a riprodursi e generare così altri infelici, altre maschere del gran ballo della società. Anche lui naturalmente è vittima del tranello: una donna sposata, che non può avere figli da suo marito, lo seduce, gli strappa una gravidanza per poi abbandonarlo e tornare dal marito. Così rimane da solo con il vecchio padre malato e paralizzato, condannato a quella sorte dal padre, suo nonno, che lo generò 76 anni prima. Per il protagonista ogni genitore è il boia della creatura che genera e che dice di amare perché la condanna a morte.

Gabriele Lavia, nato a Milano da famiglia siciliana, mette in scena un testo del 1912 del quale, come nel precedente Pirandello, oltre ad aver curato l’adattamento e la regia, è interprete nel ruolo del protagonista, accompagnato in scena daGiovanna Guida e Riccardo Monitillo. Le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti, le luci diGiovanni Santolamazza, le musiche di Giordano Corapi.

Info e biglietti: Botteghino Teatro della Fortuna, tel. 0721.800750, botteghino@teatrodellafortuna.it. Biglietterie Circuito AMAT di Pesaro, tel. 0721.1836768; per info altri punti vendita Circuito Amat, tel. 071.2072439. Vendita online www.vivaticket.it o attraverso Pagine Gialle chiamando il numero 89.24.24; punto vendita Vivaticket a Fano, “I Love Fano”, Piazza Costanzi, 16, tel. 338.5206896, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19,30 domenica inclusa.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2013 alle 18:30 sul giornale del 18 aprile 2013 - 667 letture

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