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Sanità: Sorcinelli (La Destra) risponde alle affermazioni di Aguzzi

federico sorcinelli 3' di lettura Fano 09/04/2013 - Nei giorni scorsi il sindaco di Fano Stefano Aguzzi, come già avevano fatto altri esponenti della medesima Amministrazione, ha ribadito che avere accettato di fare entrare l’ospedale di Fano nella Azienda Ospedaliera Marche Nord, è stata una scelta giusta, perché altrimenti, alla luce del Decreto Balduzzi il nostro ospedale avrebbe dovuto perdere alcuni importanti reparti, per la dimensione troppo ridotta del bacino di utenza (circa 150.000 persone).

A parte il fatto che a tutt’oggi non sono ancora stati emanati i regolamenti attuativi, con i quali il Decreto Balduzzi comincerà realmente a incidere sulla realtà e bisognerà vedere se il nuovo governo, se e quando ci sarà, vorrà proseguire su questa strada... ci sembra indispensabile fare chiarezza su due o tre cose. E’ vero che alla luce del Decreto Balduzzi l’Ospedale Santa Croce di Fano avrebbe potuto perdere qualche reparto, ma va ricordato che analogo destino avrebbe avuto l’ospedale San Salvatore di Pesaro, che ha un bacino di utenza praticamente identico. Questo vuol dire che trovare una sinergia tra i due ospedali era indispensabile per tutte e due le città: ma un conto sarebbe stato fare Gli Ospedali Riuniti Marche Nord, all’interno delle Asur, altro conto è venire assorbiti dall’Azienda Ospedaliera Marche Nord, che ha sempre avuto la testa a Pesaro, con un atto aziendale che parlava di pari dignità tra le due strutture, ma che poi nello stesso atto già prevedeva uno sbilanciamento a favore di Pesaro, sbilanciamento che poi nella gestione ordinaria ha continuato ad accentuarsi.

Evidentemente i partiti del Centrodestra devono giustificare il voltafaccia sull’ospedale di Fano, rispetto agli impegni presi durante la campagna elettorale per le comunali... Noi però non possiamo dimenticare che l’Azienda Ospedaliera di Pesaro è nata senza rispettare le leggi vigenti e con l’uscita del Montefeltro dalla provincia e dalla Regione, la sua situazione diventava davvero insostenibile: non c’era il numero degli utenti, nè le specialità necessarie per giustificare l’Azienda Ospedaliera: non a caso in tutte le Marche ce n’è un’altra soltanto, ad Ancona, in un contesto profondamente diverso... Allora secondo noi l’accordo con Pesaro andava fatto, ma su altre basi, che comportassero una effettiva pari dignità, e chiudendo la porta all’idea sciagurata della nuova struttura unica, da realizzare a Fosso Sejore.

Gli Ospedali Riuniti insomma dovevano essere fatti all’interno dell’Asur, chiedendo a Pesaro di rinunciare all’Azienda Ospedaliera, che senza Fano non poteva assolutamente esistere. Scelta analoga a quanto fatto in Romagna, per esempio in provincia di Ravenna, dove gli Ospedali Riuniti, gestiti dalla locale Asur, funzionano benissimo. Così avremmo risparmiato un po’ di soldi (cosa che di questi tempi non fa schifo), perché avremmo potuto risparmiare sul personale amministrativo, avvalendoci di quello già esistente per le Asur. Non avremmo avuto problemi di integrazione e continuità di cura: oggi chi esce dall’ospedale dovrebbe essere preso immediatamente in carico dalle Asur, per la prosecuzione della cura, ma la cosa non sempre funziona al meglio, trattandosi di due strutture separate e che non sempre sembrano portate al dialogo più funzionale.

Infine con la gestione Asur si sarebbe potuto equilibrare meglio il rapporto fra i due ospedali: oggi la sensazione è che il Santa Croce venga smontato un pezzo alla volta, che le liste di attesa per esami e ricoveri diventino sempre più lunghe e che alla fine gli abitanti di Fano dovranno andare a Pesaro per gran parte dei trattamenti ospedalieri. Non ci sembra francamente un risultato del quale andare orgogliosi.


da Federico Sorcinelli
segretario La Destra




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2013 alle 11:10 sul giornale del 10 aprile 2013 - 504 letture

In questo articolo si parla di sanità, fano, politica, la destra, Federico Sorcinelli, La Destra Fano, ospedale unico marche nord

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