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D'Anna: 'Amputata la sanità nella provincia di Pesaro Urbino'

GIANCARLO D'ANNA 3' di lettura Fano 09/04/2013 - A fronte di numero di abitanti ed estensione territoriale superiori ad altre realtà l'Area Vasta n.1 subisce i tagli maggiori a vantaggio del resto della Regione.

L'incontro tra Commissione Sanità l'Assessore Mezzolani e il direttore Ciccarelli tenutosi ieri ad Ancona non ha convinto. Se da una parte i vertici regionali della Sanità hanno ribadito che i provvedimenti della riforma sanitaria saranno condivisi coi territori dall'altra i fatti dimostrano l'esatto contrario. Ci sono i numeri a testimoniarlo. E i numeri diventano drammatici se si guarda a quanto accadrà in provincia di PU.

La cosi detta spending review (L n..135/2012) chiede la riduzione del tasso dei letti ospedalieri al 3,7 per mille abitanti di cui lo 0,7 per riabilitazione e lungodegenza post-acuzie, precedentemente il tasso era del 4 per mille. Questi tagli, imposti dalla Legge nazionale, devo essere attuati in tutta la Regione. Guardano, analizzando i numeri si comprende meglio cosa accadrà sui territori e chi da questi provvedimenti esce penalizzato.

A fronte di una popolazione di 366.963 abitanti la percentuale di posti letto dell'Area Vasta n.1 (provincia di PU) è del 2,76 per mille. Contro il 3,76 dell'AV3 che ha 50.000 abitanti in meno, il 3,7 dellAV5 che ha 150.000 abitanti in meno e contro il 4,66 di Ancona AV2.

Numeri chiari e penalizzanti dai quali la Provincia di PU e sopratutto l'entroterra esce con le ossa rotte. Quale criterio è stato utilizzato? Il numero di abitanti certamente no, in quanto l'Area Vasta n.1 è la seconda per numero di abitanti. Decimare i posti letto nella Provincia di Pesaro Urbino serve solo a rafforzare, ancora una volta Ancona, nonostante l'Area Vasta n.1 abbia un'estensione territoriale superiore a quella di tutte le altre Aree Vaste.

Non solo, questo taglio oltre alle conseguenze dirette sulle attuali strutture ospedaliere crea inevitabilmente delle fratture all'interno dei territori tra chi avrà, subirà un trattamento diverso. Se a questo aggiungiamo che in Provincia di PU l'Azienda Marche Nord sta già creando forti malumori, anche tra chi l'ha in una prima fase sostenuta, in quanto è sempre più evidente la concentrazione dei servizi più importanti su Pesaro, ci si rende conto che a parte il capoluogo di Provincia, nel tempo rimarrà un'unico ospedale, quello del capoluogo appunto. Privando entroterra e costa, Pesaro a parte, del diritto di avere una sanità accessibile. Su questa strada ci stiamo avviando lentamente e inesorabilmente. A questo bisogna opporsi con forza. Alla doverosa protesta per le imposizioni in atto, devono seguire provvedimenti legislativi. Da questo punto di vista è già depositata da oltre un anno una proposta di legge che assegna alle Aree Vaste “la personalità giuridica” detto in modo semplice la possibilità di scegliere cosa fare sul proprio territorio. Negli scorsi giorni ho sollecitato con una mail tutti i sindaci delle Marche ad appoggiare tale iniziativa. Altre strade ad oggi non garantiscono maggiori possibilità di incidere concretamente. Rimarrà l'appello inascoltato com'è accaduto in passato con le denunce su quanto sarebbe accaduto con l'applicazione del Piano Socio Sanitario?


da Giancarlo D'Anna
Vice Presidente Commissione Sanità




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2013 alle 10:54 sul giornale del 10 aprile 2013 - 1219 letture

In questo articolo si parla di sanità, ospedale, politica, pesaro, Giancarlo d'anna, consigliere regionale, sanità pesaro

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