x

Dieta e salute: conosciamo meglio il diabete

Francesco Lampugnani 5' di lettura Fano 03/04/2013 - Concludiamo questa breve, ma utile, rassegna su alcune alterazioni metaboliche, con il Diabete. Avevamo infatti, visto, negli scorsi appuntamenti, altre due diffusissime alterazioni, molto diffuse e cioè l’Iperuricemia (aumento dell’Acido Urico, o Gotta) e l’Ipercolesterolemia (aumento del Colesterolo ematico).

Il Diabete Mellito, sicuramente più diffuso e pericoloso delle altre due, è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio (uno zucchero) nel sangue. Responsabile di questo fenomeno, è un difetto relativo o assoluto dell’Insulina, un ormone che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule. In pratica, quando l’insulina viene prodotta in quantità non sufficiente dal Pancreas o le cellule dell’organismo non rispondono alla sua presenza, nel sangue i livelli di glucosio diventano più alti del solito (Iperglicemia) e favoriranno l’insorgenza del diabete mellito.

Tutti gli zuccheri, semplici (i dolci) e complessi ( amidi di pane e pasta) che introduciamo con l’alimentazione, mediante la digestione, vengono trasformati in Glucosio, che rappresenta la principale fonte di energia per i muscoli e gli organi. Per poter essere utilizzato dalle varie cellule come carburante, è necessaria la presenza dell’insulina.

La Glicemia, rappresenta la concentrazione di glucosio nel sangue. In soggetti sani e con una giusta alimentazione ed attività fisica, i valori della glicemia si mantengono tra 60 e 130 mg/dl. A digiuno, tali valori, dovrebbero essere compresi tra 70 e 110 mg/dl. Valori tra i 110 e 125 mg/dl, rappresentano una condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG); tale situazione, dovrebbe indurre il paziente a ridurre l’assunzione di zuccheri, e la quota calorica, aumentare la propria attività fisica e soprattutto avvisare il suo medico curante, che provvederà a monitorare con giusta frequenza, tale situazione. I valori che vanno da 126 mg/dl in su, secondo “l’American Diabetes Association”, si dovrebbero considerare probabile diabete.

Valori di glicemia di 200 mg/dl, in qualunque momento della giornata o dopo 2 ore dall’assunzione di un carico di glucosio, danno una diagnosi certa di diabete. Penso sia giusto precisare in questa sede, che nella maggioranza dei casi, il termine diabete, si riferisce solitamente al diabete mellito. In realtà, esiste un’altra condizione patologica, definita “Diabete Insipido”(dovuta ad una riduzione della secrezione di Ormone Antidiuretico–ADH-) che non ha assolutamente nulla a che vedere con la precedente, tranne per il fatto che entrambe le forme, presentano abbondanti quantità di urine.

E’ importante avere a mente, che alla base del diabete, vi è l’alterazione del controllo della glicemia (uno dei tanti meccanismi di controllo omeostatici, presenti nel nostro organismo e che rendono possibile la vita. Un controllo corretto dei valori glicemici da parte del nostro organismo, consente la fornitura regolare del principale carburante, il glucosio, al Sistema Nervoso Centrale. Il nostro organismo, per controllare i livelli della glicemia, si serve di un sistema complesso e sensibilissimo, basato sulla verifica continua della glicemia e su una pronta risposta ormonale, con il preciso intento di indirizzare i flussi di substrati ai diversi organi.

Il diabete, con le sue complicanze, è attualmente uno dei maggiori problemi sanitari dei paesi economicamente evoluti. Giusto per citare alcune importanti complicanze, ricordiamo quelle del microcircolo dell’occhio e del rene, molto temute e pericolose.

Ma quali sono i principali motivi che inducono l’aumentata diffusione di questa patologia. In primo piano, troviamo una errata alimentazione, rappresentata da un ‘esagerata introduzione di dolci e carboidrati in genere ed una scarsa attività fisica. Una riduzione di carboidrati ed un aumento di attività fisica, rappresentano un valido aiuto a prevenire tale patologia, non solo ma contribuiscono anche a limitare l’aumento di peso, altra situazione che molto spesso si associa al diabete.

Prima di concludere, penso sia utile ricordare una piccola classificazione delle diverse forme di diabete:
• DIABETE INSULINO-DIPENDENTE o Tipo I: è dovuto alla distruzione cellulare a livello pancreatico, che conduce normalmente a deficit insulinico assoluto.
• DIABETE NON INSULINO-DIPENDENTE o Tipo II: dovuto ad un difetto della secrezione di Insulina che può progressivamente peggiorare nel tempo, che si instaura su una condizione preesistente di insulino-resistenza.
• DIABETE SECONDARIO: alterazioni ormonali, indotte da farmaci o sostanze chimiche.
• DIABETE MELLITO GESTAZIONALE: particolare condizione di intolleranza agli zuccheri che può insorgere durante la gravidanza (in soggetti predisposti) e sparire solitamente dopo il parto.

Bene, concludendo, queste brevi rassegne informative che non hanno lo scopo di sostituirsi a consulti specialistici, ma semplicemente trasferire chiarimenti (così come mi vengono chiesti dai pazienti in ambulatorio) atti a far si che i nostri lettori, indipendentemente dalle proprie conoscenze, possano arricchire il proprio bagaglio di informazioni ed essere meglio disposti all’azione preventiva verso certe patologie.

Parola d’ordine per la prevenzione in questo nostro argomento: “Alimentazione controllata ed attività fisica costante”, due ottimi alleati per tenere distante il diabete.

Nel caso in cui qualche lettore volesse approfondire l'argomento, avesse riscontrato dei sintomi simili a quelli descritti nell'articolo o fosse semplicemente intenzionato ad eseguire un controllo clinico può rivolgersi direttamente al Dott. Francesco Lampugnani al 3357203790 o tramite e-mail francesco.lampugnani@alice.it. Il Dott. Lampugnani riceve nel suo studio di Fano in via Carlo Gozzi, 29 e nei suoi studi a Jesi e Bari.






Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2013 alle 00:05 sul giornale del 04 aprile 2013 - 3252 letture

In questo articolo si parla di attualità, alimentazione, salute, diabete, dieta, francesco lampugnani, dieta e non solo, biologo, nutrizionista, diabete mellito

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/Li0

Leggi gli altri articoli della rubrica Dieta e salute





logoEV
logoEV